|
Nasce l'industria
Tra il Settecento e l'ottocento si sviluppano i primi opifici:
in particolare nasce la Ferriera Pontificia, mossa dalla forza delle
acque. E' l'antefatto dell'industrializzazione che cambia il volto
e la storia della città a partire dal 1884, l'anno in cui il governo
decide di scegliere Terni come sede delle più grandi industrie siderurgiche
della neonata nazione italiana. In posizione sicura e ben protetta
dal cannoneggiamenti navali, ricca di acque che avrebbero assicurato
il movimento delle macchine, Terni era il posto ideale dove forgiare
l'acciaio che avrebbe trasformato l'Italia in una potenza mondiale.
Per raggiungere questo obiettivo occorrevano anche i cannoni e le
armi.
|
 |
Il boom demografico
Terni divenne sede di una grande Fabbrica d'armi. In pochi anni
la popolazione passò da 13 mila a 60 mila abitanti. Temi venne definita
la Manchester d'Italia. Il volto urbanistico della vecchia città
pontificia cambiava radicalmente. Non sempre in meglio. Molte delle
armi che i soldati italiani utilizzarono nella Prima Guerra Mondiale
e molte delle corazze delle navi della Marina Italiana vennero realizzate
a Temi. Il Fascismo confermò ed amplificò la vocazione industriale
di Temi, che venne definita da Benito Mussolini "città dinamica"
e che venne elevata dallo stesso al rango di capoluogo di provincia
nel 1927. A Temi, durante il Fascismo, si assiste allo sviluppo
di nuove industrie, in particolare quella chimica (fertilizzanti)
e ad un aumento della produzione idroelettrica, grazie anche alla
realizzazione di imponenti opere idrauliche. Nascono i quartieri
per gli operai, con caratteristiche urbanistiche fortemente innovative,
i quartieri degli impiegati, la "Città Giardino", importanti opere
architettoniche come il Palazzo del Governo dell'architetto Cesare
Bazzani, un'organizzazione dopolavoristica particolarmente estesa.
Nasce l'idea della "città-fabbrica"
|