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Speciali: Maremoto: Onu, 717 mln dollari per aiuti
    11.01.2005 - GINEVRA - I paesi donatori si sono impegnati oggi a versare 717 milioni di dollari alle Nazioni Unite per gli aiuti alle vittime dello tsunami. Lo ha annunciato l'Onu durante la conferenza in corso a Ginevra. Il presidente della Commissione Ue, Barroso, ha reso noto che c'e' un impegno a sbloccare aiuti per 450 milioni.Complessivamente l'Europa, sommando i contributi dell'Ue a quelli dei diversi Stati membri,mettera' a disposizione 1,5 miliardi.
    (Ansa)
Cronaca: Rossi in snowboard investe sciatore: denunciato
    11.01.2005 - TRENTO - Il campione del mondo di motociclismo Valentino Rossi, in vacanza sulle nevi di Madonna di Campiglio, ha travolto sulla pista da sci Pradalago uno sciatore romano, causandogli la frattura di una spalla. Il ferito, Claudio Berte', commercialista romano di 47 anni, si e' rivolto ai carabinieri e ha denunciato Rossi. I testimoni dell' incidente affermano che il campione, che scendeva con uno snowboard, si e' subito preoccupato delle condizioni del ferito e che gli e' rimasto vicino finche' sono arrivati i soccorsi. Portato all' ospedale di Tione, Berte' e' stato ingessato e dimesso con prognosi di guarigione in 35 giorni. E' stato proprio Valentino Rossi a chiamare la polizia - presente in 52 stazioni sciistiche italiane - dopo l' incidente. In pochi minuti, sono intervenuti alcuni agenti sciatori che hanno disposto il soccorso del ferito e raccolto le dichiarazioni del campione e degli altri testimoni.
    (Ansa)
Speciali: Gli amici: Meoni aveva costruito la scuola a Dakar
    11.01.2005 - AREZZO - L'Africa per Fabrizio Meoni non era solo la Parigi-Dakar. Da tempo ormai il campione era impegnato in varie iniziative di solidarieta', aveva creato un'associazione, ''In buone mani'' ed era riuscito anche a far costruire una scuola a Dakar dove, terminato il rally, lo avrebbe dovuto raggiungere padre Arturo Buresti, il suo parroco da bambino, ora accanto alla moglie Elena, ''sconvolta come tutti noi''. A riferirlo sono gli amici di Fabrizio, che, avuta notizia della morte, si sono recati a casa del campione, a Castiglion Fiorentino, in via Madonna del Rivaio, dove Meoni ha sempre vissuto e dove, sotto l'abitazione, c'e' il negozio di moto che gestiva. In bella mostra ci sono alcune delle Ktm con cui ha vinto. La voglia di parlare e' comunque poca. Tante le lacrime miste ad incredulita' e ad un po' di rabbia: questa Dakar, per ammissione dello stesso campione, era l'ultima che voleva correre. Sotto l'abitazione, dove il telefono squilla in continuazione, si sono raccolti gli amici. Tanti quelli che provano a confortare la moglie Elena che pero' non ce la fa a parlare. E' padre Buresti l'unico che riesce a scambiarci qualche parola. Il religioso, 84 anni, ex missionario in Sud America e in Africa, al quale Meoni bambino aveva fatto da chierichetto quando il sacerdote era parroco a Rivaio, aveva gia' il biglietto aereo in tasca per andare a Dakar. Avrebbe atteso il suo Fabrizio vicino alla scuola ''Amici di Italia'' che proprio Meoni aveva fatto costruire, gia' frequentata da ragazzi africani e per la quale sono in corso lavori di ampliamento. ''E' una cosa incredibile - dice piangendo il sindaco Paolo Brandi, grande amico di Meoni - non riesco nemmeno a capacitarmi, sono sconvolto''. Brandi aveva seguito il campione in Africa durante la Dakar del 2004 e con lui organizzava di continuo manifestazioni per raccogliere fondi per l'Africa. Sotto casa Meoni arriva fra gli altri anche Mario Ardenti, dell'associazione ''In buone mani''. In mano ha un depliant, intitolato ''Tutto il vostro aiuto a chi ha bisogno'' e dedicato alla missione umanitaria di Meoni in Africa. ''Padre Buresti - racconta Ardenti, anche lui in lacrime - avrebbe portato con se' questi depliant in Africa. Ed ora tutto e' finito. Ma in memoria di questo grande amico, sportivo e con un cuore enorme.

    LE 21 VITTIME DELLA REGINA DEL DESERTO

    KIFFA (MAURITANIA) - Questo l'elenco dei 21 concorrenti morti alla Dakar dall'anno della sua fondazione nel 1979:

    - 1979: il motociclista Patrick Dodin in una caduta mentre cercava di fermarsi il casco andando alla partenza della tappa Agadez-Tahoua.
    - 1982: l'olandese Bert Oosterhuis in una caduta con la sua Yamaha tra Quatre Chemins e In Ecker.
    - 1983: Jean-Noël Pineau, alla guida di una Yamaha, sul tratto asfaltato verso Ouagadougou.
    - 1986: il motociclista giapponese Yasuo Kaneto, investito da un pirata della strada durante il trasferimento verso Sete.
    - Il 14 gennaio in un terribile incidente d'elicottero, a 8 km. da Gourma-Rharous, trovano la morte il creatore della Dakar Thierry Sabine, il cantante Daniel Balavoine, la giornalista Nathaly Odent, il pilota Francois Xavier Bagnoud e il tecnico radio Jean Paul Lefur.
    - 1988: Kees Van Loevezijn, il navigatore olandese del Daf di Van de Rijt, muore sul colpo dopo essere stato sbalzato dal camion. Muore nella collisione con un altro concorrente Patrick Canado, coequipier di Boubet.
    - 1991: Charles Cabannes, pilota francese di un mezzo di assistenza e' ucciso in Mali da un colpo di arma da fuoco.
    - 1992: Tra Syrte e Sabha (Libia), muoiono Jean-Marie Sounillac e Laurent Le Bourgeois nel ribaltamento della loro vettura d'assistenza. Scompare il motociclista Gilles Lalay, urtato da un mezzo di assistenza durante un trasferimento.
    - 1994: In una tappa di trasferimento cade e muore il motociclista belga Michel Sansen.
    - 1996: Entre Foum El Hassan e Smara, muore Laurent Gueguen nell'esplosione del suo camion.
    - 1997: sulle piste del Mali muore il motociclista dilettante Jean-Pierre Leduc.
    - 2002: Daniel Vergnes, il preparatore della squadra Toyota Trophy, muore in un incidente in Mauritania.
    - 2003: nell'ultima tappa libica, in un incidente sulle dune, muore il navigatore Bruno Cauvy, alla sua prima partecipazione alla Dakar.
    - 2005: Il 10 gennaio muore il motociclista dilettante spagnolo Jose Manuel Perez in seguito alle ferite riportate in una caduta nel corso della 7/a tappa il 6 gennaio.
    Per un arresto cardiaco, conseguenza di una caduta nella 11/a tappa di stamani, muore Fabrizio Meoni, vincitore della Dakar nel 2001 e nel 2002.
    (Ansa)
Speciali: Gli amici: Meoni aveva costruito la scuola a Dakar
    11.01.2005 - AREZZO - L'Africa per Fabrizio Meoni non era solo la Parigi-Dakar. Da tempo ormai il campione era impegnato in varie iniziative di solidarieta', aveva creato un'associazione, ''In buone mani'' ed era riuscito anche a far costruire una scuola a Dakar dove, terminato il rally, lo avrebbe dovuto raggiungere padre Arturo Buresti, il suo parroco da bambino, ora accanto alla moglie Elena, ''sconvolta come tutti noi''. A riferirlo sono gli amici di Fabrizio, che, avuta notizia della morte, si sono recati a casa del campione, a Castiglion Fiorentino, in via Madonna del Rivaio, dove Meoni ha sempre vissuto e dove, sotto l'abitazione, c'e' il negozio di moto che gestiva. In bella mostra ci sono alcune delle Ktm con cui ha vinto. La voglia di parlare e' comunque poca. Tante le lacrime miste ad incredulita' e ad un po' di rabbia: questa Dakar, per ammissione dello stesso campione, era l'ultima che voleva correre. Sotto l'abitazione, dove il telefono squilla in continuazione, si sono raccolti gli amici. Tanti quelli che provano a confortare la moglie Elena che pero' non ce la fa a parlare. E' padre Buresti l'unico che riesce a scambiarci qualche parola. Il religioso, 84 anni, ex missionario in Sud America e in Africa, al quale Meoni bambino aveva fatto da chierichetto quando il sacerdote era parroco a Rivaio, aveva gia' il biglietto aereo in tasca per andare a Dakar. Avrebbe atteso il suo Fabrizio vicino alla scuola ''Amici di Italia'' che proprio Meoni aveva fatto costruire, gia' frequentata da ragazzi africani e per la quale sono in corso lavori di ampliamento. ''E' una cosa incredibile - dice piangendo il sindaco Paolo Brandi, grande amico di Meoni - non riesco nemmeno a capacitarmi, sono sconvolto''. Brandi aveva seguito il campione in Africa durante la Dakar del 2004 e con lui organizzava di continuo manifestazioni per raccogliere fondi per l'Africa. Sotto casa Meoni arriva fra gli altri anche Mario Ardenti, dell'associazione ''In buone mani''. In mano ha un depliant, intitolato ''Tutto il vostro aiuto a chi ha bisogno'' e dedicato alla missione umanitaria di Meoni in Africa. ''Padre Buresti - racconta Ardenti, anche lui in lacrime - avrebbe portato con se' questi depliant in Africa. Ed ora tutto e' finito. Ma in memoria di questo grande amico, sportivo e con un cuore enorme.

    LE 21 VITTIME DELLA REGINA DEL DESERTO

    KIFFA (MAURITANIA) - Questo l'elenco dei 21 concorrenti morti alla Dakar dall'anno della sua fondazione nel 1979:

    - 1979: il motociclista Patrick Dodin in una caduta mentre cercava di fermarsi il casco andando alla partenza della tappa Agadez-Tahoua.
    - 1982: l'olandese Bert Oosterhuis in una caduta con la sua Yamaha tra Quatre Chemins e In Ecker.
    - 1983: Jean-Noël Pineau, alla guida di una Yamaha, sul tratto asfaltato verso Ouagadougou.
    - 1986: il motociclista giapponese Yasuo Kaneto, investito da un pirata della strada durante il trasferimento verso Sete.
    - Il 14 gennaio in un terribile incidente d'elicottero, a 8 km. da Gourma-Rharous, trovano la morte il creatore della Dakar Thierry Sabine, il cantante Daniel Balavoine, la giornalista Nathaly Odent, il pilota Francois Xavier Bagnoud e il tecnico radio Jean Paul Lefur.
    - 1988: Kees Van Loevezijn, il navigatore olandese del Daf di Van de Rijt, muore sul colpo dopo essere stato sbalzato dal camion. Muore nella collisione con un altro concorrente Patrick Canado, coequipier di Boubet.
    - 1991: Charles Cabannes, pilota francese di un mezzo di assistenza e' ucciso in Mali da un colpo di arma da fuoco.
    - 1992: Tra Syrte e Sabha (Libia), muoiono Jean-Marie Sounillac e Laurent Le Bourgeois nel ribaltamento della loro vettura d'assistenza. Scompare il motociclista Gilles Lalay, urtato da un mezzo di assistenza durante un trasferimento.
    - 1994: In una tappa di trasferimento cade e muore il motociclista belga Michel Sansen.
    - 1996: Entre Foum El Hassan e Smara, muore Laurent Gueguen nell'esplosione del suo camion.
    - 1997: sulle piste del Mali muore il motociclista dilettante Jean-Pierre Leduc.
    - 2002: Daniel Vergnes, il preparatore della squadra Toyota Trophy, muore in un incidente in Mauritania.
    - 2003: nell'ultima tappa libica, in un incidente sulle dune, muore il navigatore Bruno Cauvy, alla sua prima partecipazione alla Dakar.
    - 2005: Il 10 gennaio muore il motociclista dilettante spagnolo Jose Manuel Perez in seguito alle ferite riportate in una caduta nel corso della 7/a tappa il 6 gennaio.
    Per un arresto cardiaco, conseguenza di una caduta nella 11/a tappa di stamani, muore Fabrizio Meoni, vincitore della Dakar nel 2001 e nel 2002.
    (Ansa)
Speciali: Fabrizio ''l'africano'': voleva vincere e lasciare
    11.01.2005 - Terni - ''Il toscano dal mal d'Africa''. E' il titolo d'apertura del suo stesso sito a definirlo cosi'. Fabrizio Meoni era nato 47 anni fa, il 31 dicembre del 1957, a Castiglion Fiorentino, in Val Di Chiana. Fabrizio 'L'Africano' aveva iniziato la sua lunga avventura a due ruote a soli 14 anni, quando spinto dalla passione si tessero' per il Moto club del paese in sella ad una moto enduro. Era il segno di un destino legato al motociclismo estremo, con i rischi e le avventure di una vita senza limiti se non quelli della motocicletta. A venti anni Meoni diventa campione italiano junior enduro, poi inizia a viaggiare per il mondo. E a vincere. Il deserto diventa il suo regno: nel 1990 vince la sua prima corsa importante, il Rally Incas in Peru', ma gia' l'anno prima, a soli 21 anni si era fatto vedere nella durissima corsa sudamericana. Nel 1990 era gia' in sella alla sua Ktm: la passerella la fece a Rio de Janeiro, sulla spiaggia di Copacabana, dopo 6.700 km di corsa. Ma arriva l'Africa: pagandosi le spese grazie alla rivendita di moto (con annessa officina) impiantata sotto casa. Da pilota privato ha cominciato ad inanellare risultati incredibili, soprattutto perche' quel 'privato' significa avere a disposizione la moto di serie, dover fare la fila per i ricambi, e correre con l'assistenza che ti da' una mano solo quando ha tempo. Cio' nonostante sono arrivate prima le vittorie di tappa alla Dakar, poi i successi nel Rally dei Faraoni (che per gli esperti e' anche piu' difficile della Dakar) e nel '99 il secondo posto all'arrivo in Senegal. Fu quello l'exploit che convinse la Ktm - la moto con cui Fabrizio ha sempre corso - ad offrirgli la guida ufficiale. E lui ha ripagato la fiducia degli austriaci vincendo praticamente dappertutto nel 2000: in Tunisia, in Egitto e in Spagna, mettendoci anche la conquista della Coppa del Mondo ed il secondo posto nel Master. Nel suo albo d'oro pero' manca ancora la Parigi-Dakar, l'ultimo sogno. Nel 2000 la perde dopo appena quattro tappe per una cronica mancanza di affidabilita' di quella moto. Ma il successo arriva l'anno successivo, e il bis l'anno dopo ancora, nel 2002: Fabrizio L'Africano e' pronto per l'incoronazione. Anche il suo avversario numero 1, il francese Richard Sainct lo ha detto: ''E' giusto che la Dakar la vinca lui''. E' l'unica gemma che mancava nella sua corona di re dei deserti. Avversari, ma amici. E la lunga storia della vita che rincorre il pericolo e della morte che accompagna chi ama il rischio ha lasciato i suoi sigilli anche nella vita di Fabrizio Meoni. Nel 1994 fu lui a soccorrere per primo Angelo Cavandoli al Rally di Tunisia: il motociclista emiliano gli era appena caduto davanti a soli 4 km dall'arrivo. Fu Meoni, compagno di scuderia nella Ktm, a rendersi conto che per Cavandoli non c'era piu' niente da fare. ''Se non vinco io, e' giusto che vinca Fabrizio'', aveva detto Richard Sainct, incoronandolo suo successore e rivale d'elezione. Destino amaro: proprio lo scorso settembre al Rally dei Faraoni, Sainct ha trovato la morte in un tratto lungo e sabbioso. Aveva 34 anni e due figli, e anche lui correva per la Ktm. Ma lo scorso anno Meoni non gareggiava: aveva deciso di smettere proprio al termine dell'ultima Dakar, dove non era andato benissimo. Aveva annunciato l'intenzione di appendere la moto al chiodo. ''Ma quando sono tornato a casa avevo capito che avevo ancora voglia - aveva dichiarato a Barcellona, alla vigilia della Parigi-Dakar 2005 - Questa volta e' l'ultima, e' sicuro''. Non voleva finire nell'anonimato, non poteva finire come uno qualunque, lui che chiamavano Fabrizio l'Africano.
    (Ansa)
Speciali: E' morto alla Dakar il motociclista Fabrizio Meoni
    11.01.2005 - KIFFA (MAURITANIA) - Il motociclista italiano Fabrizio Meoni e' morto nel corso della Parigi-Dakar. Il campione e' caduto durante l'11/a tappa.

    Meoni, 47 anni, aveva vinto la corsa nel 2001 e nel 2002.
    La notizia della sua morte e' stata data dagli organizzatori della Dakar. Il vincitore del rally 2001 e 2002 era originario della Toscana, dov'era nato a Castiglion Fiorentino. Correva per la Ktm.

    La causa ufficiale della morte di Fabrizio Meoni, indicata dagli organizzatori della Dakar, e' stata un arresto cardiaco.
    ''Meoni e' caduto dopo il secondo punto di passaggio della Speciale, alle 10.15 locali - ha precisato pero' il direttore dell' organizzazione, Etienne Lavigne -. Noi abbiamo subito inviato un elicottero, che e' arrivato sul posto alle 10.36. Lo abbiamo trovato in situazione di arresto cardiaco e purtroppo 45 minuti di massaggio cardiaco non gli hanno permesso di riprendersi''.

    ''Lo amavamo profondamente - ha detto ancora Lavigne - perche' era un personaggio entrato nella storia della Dakar. Era un tipo favoloso, un grande commediante, e adesso ci sentiamo profondamente addolorati per la sua scomparsa''.
    Meoni e' la 22/a vittima della Dakar dalla prima edizione del raid, 27 anni fa. Ieri era morto il motociclista spagnolo Jose' Manuel Perez, 41 anni, per le conseguenze di una caduta in cui era rimasto coinvolto giovedi' scorso.
    Meoni, che fino a ieri era al secondo posto nella classifica generale delle moto dietro al francese Despres, aveva anche annunciato prima del via che questa sarebbe stata la sua ultima partecipazione alla Dakar. E proprio ieri, commentando la morte di Perez, Meoni aveva detto che ''queste notizie rappresentano il lato brutto di questa gara. La Dakar ha fascino, passione, ma certe cose si vorrebbe che non succedessero mai''.
    (Ansa)
Territorio: Consiglio regionale approva ordine del giorno AST
    Terni 11.01.2005 - Riconvocare quanto prima il tavolo per il Patto di Territorio istituito presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri per riavviare un positivo confronto tra le parti e tenere a Terni una seduta straordinaria per un approfondimento della vertenza alla luce degli ultimi avvenimenti. Questo quanto previsto dall’ordine del giorno approvato all’unanimità dal Consiglio regionale al termine della sessione odierna. Il documento richiama le posizioni di netta chiusura espresse dalla direzione aziendale della ThyssenKrupp che hanno portato all’interruzione del confronto con la Presidenza del Consiglio dei Ministri ed evidenzia che il rifiuto di siglare il Patto di Territorio impedisce di affrontare i problemi legati alla competitività a partire dall’energia, dalla ricerca, dallo sviluppo e dalle infrastrutture. Il Consiglio ritiene indispensabile che ''le varie componenti della società umbra continuino a combattere unite per il futuro industriale del territorio regionale'' e sottolinea la necessità che le istituzioni, le forze politiche e sociali, locali e nazionali, continuino a sviluppare un’ azione fortemente unitaria nei confronti della Thyssen.
    (crumbria.it)
Ambiente: Contributo per il Social Forum all'isola Polvese
    Umbria 11 gennaio 2005 - Il finanziamento che la Regione Umbria avrebbe erogato, tramite l’Apt, alla manifestazione del Social Forum, ''nonostante questa non abbia promosso alcuno dei prodotti e dei servizi turistici della nostra Regione'', è al centro di una interrogazione presentata da Pietro Laffranco (An).
    Il consigliere di Alleanza nazionale chiede conto alla Giunta regionale dello stanziamento di circa ventimila euro da destinarsi al pagamento dell’ospitalità per i diversi partecipanti alla manifestazione del Social Forum che si è svolto all’Isola Polvese. Una somma che sarebbe stata materialmente erogata dall’Apt, ''un fatto che appare del tutto incompatibile la funzione propria dell’Apt e la tipologia di manifestazione che la Regione Umbria ha inteso finanziare''.
    (crumbria.it)
Economia: CIA: la canapa, un'opportunita' per l'Umbria
    Umbria 11.01.2005 - La Confederazione italiana agricoltori di Perugia ha indetto per venerdi' 14 a Marsciano, in provincia di Perugia, un incontro sulla canapa. La coltivazione di canapa era un tempo molto diffusa in Umbria e oggi potrebbe trovare ''un'opportuno reinserimento'' nell'agricoltura delle aziende umbre, specie a seguito, ossrva la Cia, dell'entrata in vigore della riforma della politica agricola comunitaria.
    (supereva.it)
Speciali: 2004: Terni sconta il piu' alto indebitamento storico
    Terni 11.01.2005 - Enrico Melasecche, capogruppo di Fi, alla Regione, contesta le dichiarazioni del Sindaco di Terni Raffaelli che in occasione del bilancio 2004 ha definito il 2004 ''un anno da record''.
    La descrizione da parte del sindaco della situazione in cui versa la città fa trasecolare. In una sorta di delirio abbiamo appreso che il 2004 è stato un anno record. ''Si tratta - afferma Melasecche - di capire in che senso. Bisognerebbe sentire cosa ne pensano Revisori dei Conti del Comune, sindacati e dipendenti dell’ASM, dell’Asfm e del Centro Multimediale e moltissimi imprenditori estremamente preoccupati. Che Raffaelli ponga in positivo il ricambio, obbligato da risultati catastrofici e da noi richiesto da tempo, ai vertici delle società partecipate appare veramente ridicolo. Che però alcuni risultati positivi siano stati conseguiti è indubbio: la Terni-Rieti è stata finanziata ed appaltata grazie all’impegno indiscutibile di un Governo su cui il sindaco non ha perso occasione di versare veleno. Sulla privatizzazione AST ha fatto rivelazioni ''sensazionali'' che tutti conoscevano. La firma su quell’atto la mise il primo Governo Berlusconi insediato da poche settimane dopo una trattativa che i suoi amici Romano Prodi ed Enrico Micheli, rispettivamente presidente e direttore generale dell’IRI, avevano condotto direttamente sia per quanto riguarda il valore di cessione che per le garanzie da parte della cordata italiana formata da Riva, Falck e Agarini affinché la proprietà rimanesse al 50 per cento
    italiana. Dichiarazioni alla stampa per anni lo confermano. L’operazione AST si è poi conclusa con una vendita ai tedeschi lucrando cifre enormi che Raffaelli si è sempre ben guardato minimamente di contrastare quando con Agarini faceva coppia fissa da Palazzo Spada al Liberati. La ragione è sotto gli occhi di tutti: il prezzo del silenzio era costituito dalla realizzazione a Maratta dell’inceneritore, una delle più tristi eredità che l’esperienza Agarini ha lasciato a Terni, da una Ternana strumentalizzata ed utilizzata senza ritegno per motivi chiaramente elettorali. Il regalo personale fatto poi da Raffaelli ad Agarini con la ''Città dello Sport'', operazione dichiarata illegale dal Tribunale Amministrativo dell’Umbria è stata effettuata scientemente per far lucrare al proprio amico decine di miliardi in una operazione scorretta che lo stesso Raffaelli ha poi dichiarato fatta ad personam, nella successiva polemica con Fioretti . Nel 2004 sono stati prodotti Al Centro Multimediale debiti su debiti in un crescendo agariniano, ma Raffaelli tace. Se Terni ha conseguito un record, grazie a lui, è proprio per il più alto indebitamento della storia mai raggiunto. Un vero e proprio Guinness dei primati fra debiti dichiarati e debiti fuori bilancio che i revisori dei conti stanno accertando. E se ne vanta sapendo di mentire: i BOC non sono forme di cacio vinte a ruzzolone ma cambiali che bruciano oggi ricchezza che la città dovrà produrre nei prossimi venti anni! Come se il Governo Berlusconi si vantasse di coprire propri debiti, moltiplicando Certificati di Credito del Tesoro a venti anni! La cosa grave è che Raffaelli vuole utilizzare la vicenda AST per imporre, con la scusa dell’unità, l’omertà della opposizione per coprire i suoi gravissimi errori anche su tutti gli altri fronti! Purtroppo per lui, nonostante sondaggi pagati con le tasche dei ternani e dai lui commissionati, i nodi delle sue scelte amicali stanno venendo tutti al pettine. Usare da parte sua il termine di ''capi bastone'' nei confronti di suoi avversari che fanno il proprio dovere mentre gratifica con pagelle d’oro chi non ha il coraggio o l’interesse a dire la verità su ciò che accade a Terni rientra nel suo stile inconfondibile. I suoi avversari a Terni sono ''mafiosi'' mentre i suoi amici meritano la cittadinanza onoraria. Si dà il caso che il Signor Agarini, cui lui ha consegnato la città intera, sia stato per anni Vice Presidente onorario dell’AST e si è ben guardato dal marciare con i 30.000 per salvare il magnetico. Né Raffaelli gli chiede la restituzione della massima onorificenza cittadina assegnata senza il consenso del consiglio comunale. Agarini, che, dall’Ast in poi abbia fatto sempre e solo i propri interessi lo abbiamo sempre sostenuto, che Terni si debba ancor oggi inchinare per onorarlo appare eccessivo!''.
    (crumbria.it)
Speciali: Maremoto: raccolta materiale
    Umbria 11.01.2005 - Oltre 23 quintali di materiale sanitario e didattico sono partiti il 6 gennaio dall'aeroporto di Fiumicino per lo Sri Lanka: è la risposta della Regione Umbria all'appello lanciato durante la riunione che si è svolta a Roma nella sede della delegazione della Regione Abruzzo, capofila della "Protezione civile" per le Regioni. Il materiale raccolto nei presidi sanitari di Perugia, Città di Castello, Terni e Foligno è composto da ferri chirurgici, garze, disinfettanti, seggiole pieghevoli a rotelle, barelle e materiale per il pronto soccorso.
    (Mandragola Group)
Istruzione: Il progetto "Comunicazione ed educazione alimentare"
    Educazione Alimentare

    Umbria 11.01.2005 - A scuola si può anche imparare a mangiare in modo sano ed equilibrato: lo faranno 15 mila 752 studenti di 63 istituti scolastici umbri che saranno coinvolti nel progetto "Comunicazione ed educazione alimentare", promosso dalla Regione Umbria. L'iniziativa, già sperimentata gli scorsi anni, prevede vari percorsi che vanno da una fase di aggiornamento del personale docente alla sensibilizzazione degli studenti, dalla formazione e la qualificazione degli addetti alla ristorazione scolastica all'informazione dei genitori.
    (Mandragola Group)
Speciali: Nuovo bilancio della Farnesina, 20 morti e 268 dispersi
    ROMA 10.01.2005 - I cittadini italiani dispersi a seguito del maremoto del 26 dicembre sono 268, di cui 246 in Thailandia e 22 in Sri Lanka. Lo rende noto un comunicato congiunto del ministero degli esteri e del ministero dell'interno. Nel comunicato si precisa che ''le ricerche e le verifiche riguardanti i nostri connazionali proseguono in tutti i paesi colpiti dal sisma''.

    42 MILIONI EURO RACCOLTI CON SMS
    Sono 42 i milioni di euro raccolti per l'aiuto alle popolazioni del Sud-Est asiatico colpite dal maremoto del 26 dicembre raccolti dai gestori di telefonia mobile e fissa, dal 'Corriere della Sera', Rai e Mediaset. Lo ha detto oggi Emma Bonino, al termine della prima riunione del comitato dei garanti che dovra' supervisionare la gestione dei fondi, affidata alla Protezione civile. Il comitato si rivedra' giovedi' prossimo quando la Protezione civile presentera' i primi progetti di intervento.

    INTERVENTO ITALIANO CONCENTRATO IN SRI LANKA
    L'intervento italiano per la ricostruzione dopo il maremoto si concentrera' in Sri Lanka. Lo ha detto Emma Bonino, al termine della riunione del comitato dei garanti che dovra' supervisionare la gestione dei 42 milioni di euro donati dagli italiani alle popolazioni colpite e la cui gestione e' affidata alla Protezione civile. L'intervento, ha spiegato Bonino, che e' stata nominata portavoce del comitato, si concentrera' in due aree, dove l'Italia e' gia' presente: Hunawatuna e Trincomalee. I settori d'intervento verranno decisi nei prossimi giorni ma sono gia' piu' o meno delineati: si tratta di quello sanitario, quello scolastico e quello produttivo, per rilanciare l'economia. ''L'ambizione e l'obiettivo - ha detto Bonino - e' che a partire dall' emergenza si arrivi a compiere quegli interventi che possano divenire moltiplicatori dello sviluppo''.

    UNICEF: 50 MILA ORFANI IN INDONESIA E SRI LANKA
    Sono 35 mila gli orfani in Indonesia e 15 mila nello Sri Lanka, secondo le stime dell'Unicef. Lo ha detto Roberto Salvan, direttore del comitato italiano, intervenendo a una conferenza stampa organizzata dal comune di Roma per illustrare i progetti di sostengo a distanza nel sud-est asiatico. Salvan ha aggiunto che e' piu' difficile stimare quanti siano i bambini orfani o che comunque abbiano perso contatto con le famiglie in India perche' in molti casi sono gia' stati accolti nei villaggi e nelle comunita'. In Indonesia - ha proseguito il direttore del comitato italiano per l'Unicef - sono gia' operanti 3-4 centri di accoglienza e, ''dalle notizie che abbiamo avuto - ha proseguito Salvan - entro una settimana dovrebbero essere una ventina''.

    Rispondendo ai giornalisti, Salvan ha precisato che questi centri hanno solo una funzione di emergenza perche' i bambini dovranno essere reinseriti in comunita' e in villaggi e non essere istituzionalizzati. ''C'e' gia' una metodologia che e' stata adottata per il ricongiungimento familiare in Ruanda, nel 94-95, che sara' adottata - ha annunciato Salvan - anche nel sud-est asiatico. Questa prevede appunto che mentre i bambini sono accolti nei centri di prima accoglienza, in spazi protetti, al riparo dei vari traffici illegali, gli operatori cercano i parenti, scattando foto ai bambini, distribuendoli sulla rete dei computer ed esponendoli nei campi di accoglienza, in modo di poter procedere ai ricongiungimenti familiari. E, in quest'opera sono in prima fila la Croce rossa, l'Unicef e l'associazione Save the children''. Intervenendo poi sui vari progetti di sostegno a distanza, Salvan ha osservato che ''il bambino deve essere integrato in un processo di sviluppo, dove siano presenti tutte le componenti''.
    (Ansa)
Speciali: "CineTerniCittà": le vie come set cinematografico
    Terni 10.01.2005 - Nuova produzione cinematografica a Terni per "Rodeo Drive":
    DAL 10 GENNAIO "TROPPO BELLI" IL NUOVO FILM CON PROTAGONISTI COSTANTINO VITALIANO E DANIELE INTERRANTE

    Per il film applicato anche lo strumento del Product Placement.

    Umbria Film Commission, agenzia regionale per lo sviluppo delle attività cinematografiche sul territorio, ha chiuso un accordo con la casa di produzione "Rodeo Drive" leader nel campo del grande schermo, per un film da girare interamente a Terni a partire da oggi, 10 gennaio 2005.
    Titolo del film "Troppo belli" che vedrà protagonisti Costantino Vitaliano e Daniele Interrante noti al grande pubblico grazie alle apparizioni su canale 5 in "Uomini e Donne" e "Buona Domenica".
    Il regista sarà Ugo Fabrizio Giordani che torna nuovamente in città dopo le due fortunate serie Tv di "Sei forte maestro" e il film "Promessa d’amore" girato la scorsa estate sempre a Terni ed ora in fase di completamento.
    L’accordo stretto con "Rodeo Drive" rappresenta un modo più aggressivo di UFC per posizionarsi sul mercato cinematografico ottenendo, a fronte di numerosi servizi aggiuntivi, concreti benefici per l’economia locale. L’agenzia regionale ha lavorato affinché il 30% della troupe sia locale, così come comparse e ruoli minori; la produzione accoglierà sul set almeno cinque tirocinanti provenienti dal DAMS di Terni, tecnici giornalieri ed inoltre verranno coinvolte numerose aziende locali fornitrici di servizi a supporto (catering, casting, falegnameria, etc.)
    Le riprese di "Troppo belli" dureranno cinque settimane e la troupe farà base presso la struttura del Centro Multimediale di Terni.
    Relativamente alla trama del lungometraggio e alle location scelte la produzione si riserva di fare comunicazioni ufficiali prossimamente.

    Il primo caso in Umbria di applicazione della legge sul Product Placement.

    Parte del film sarà ambientato presso il centro commerciale Conad - Leclerc di Cospea a Terni con il quale Umbria Film Commission, Rodeo Drive e Archi Service hanno portato a termine un accordo di Product Placement l’innovativo strumento previsto dalla nuova Legge Cinema Urbani che consiste nell’inserimento pianificato di marchi e prodotti all'interno delle opere cinematografiche.
    L’assessore regionale Federico di Bartolo presidente di UFC ha espresso soddisfazione in particolare per l’applicazione di questo nuovo strumento: "La possibilità di reperire capitali attraverso la messa in chiaro di marchi all’interno di una produzione - ha affermato - è sicuramente una chance importante per il cinema italiano e sono particolarmente contento che la nostra agenzia si sia dimostrata ancora una volta pronta ad interpretare tutti gli strumenti previsti dalla legge sul cinema per promuovere risorse e aziende locali sul grande schermo."
    "L’accordo è stato chiuso a ridosso del Natale e l’inizio delle riprese è vicinissimo - ha affermato la coordinatrice di UFC Cristina Giubbetti - la ricerca delle location e l’organizzazione logistica ci impegnano senza sosta; la costante collaborazione dell’amministrazione comunale di Terni ci supporta come sempre e non ho alcun dubbio sull’ottima riuscita dell’operazione".
    (Umbria Film Commission)

    10.01.2005
Spettacolo: Gossip: Brad Pitt torna...scapolo d'oro
    Hollywood 10.01.2005 - Addio coppia d'oro del cinema:
    Pitt e la Aniston si separano.
    La coppia annuncia la fine del matrimonio, durato quattro anni
    "I rumors erano falsi, ci lasciamo in maniera amichevole"
    La notizia arriva dopo mesi di gossip circolati sui giornali
    di mezzo mondo.
    Tra presunti flirt e dissidi su eventuali figli, scoppia la coppia più glamour di Hollywood. Dopo mesi di gossip sulla loro crisi coniugale, Brad Pitt e
    Jennifer Aniston hanno annunciato la loro separazione "amichevole", dopo oltre 4 anni di matrimonio.

    L'annuncio, fatto attraverso il sito della rivista "People", pone fine a un'unione che sembrava avere basi solide. Ma che negli ultimi tempi era stata investita da una ridda di voci negative, sempre più insistenti. Voci tutte false, secondo quanto riferito dai diretti interessati: "Per coloro che seguono questo tipo di cose, vogliamo spiegare che la nostra separazione non è stata motivata da nessuno dei rumours circolati", è scritto nella nota messa a punto dalla ormai ex coppia.

    L'annuncio si riferisce al fatto che negli ultimi mesi si erano rincorsi a ritmo incalzante i pettegolezzi più disparati sulla coppia, la gran parte centrati sul fatto che i due non avevano avuto figli, nonostante entrambi avessero espresso in numerose occasioni il desiderio di averne. Secondo le interpretazioni di alcuni tabloid, era lei a non voler metter su famiglia, mentre lui insisteva per avere degli eredi.

    E poi c'è il capitolo dei veri o presunti tradimenti. In questo senso, a far traboccare il vaso potrebbe essere stata la voce del flirt tra il biondo divo e Angelina Jolie: un legame che sarebbe nato durante le riprese del thriller Mr and Mrs. Smith, in cui i due sono marito e moglie, e che non sarebbe stato affatto gradito all'ex Rachel Friends. E infatti la Aniston negli ultimi tempi era stata fotografata più volte senza la fede al dito, quell'anello nuziale in oro bianco e diamanti che, in occasione delle nozze, il marito aveva disegnato per lei.


    Quel che è certo, invece, è che - forse per accentuare l'immagine di un distacco "amichevole" - i due hanno trascorso le vacanze di Capodanno insieme ai Caraibi in compagnia dell'amica e co-protagonista di Friends Courtney Cox, e a suo marito David Arquette. Pitt e la Aniston sono anche partner in una società di produzione cinematografica, Plan B: vedremo se la loro collaborazione continuerà, almeno a livello del business.
    (repubblica.it)
Speciali: Costantino e Alessandra al CMM..."Troppo Belli"
    Terni 10.01.2005 - Sono iniziate oggi al CMM di Terni le riprese del film di Costantino Vitaliano, uno dei personaggi che deve la sua fortuna alla trasmissione di Maria De Filippi
    "Uomini e Donne" ma, anche al suo carattere deciso ed intraprendente.
    Il titolo del film, inizialmente, doveva essere "I belloni". Sembrerebbe, invece, che ora si intitolera' "Troppo belli" ma...staremo a vedere.
    La Redazione di Terniweb vi terra' informati su tutte le notizie e le curiosita' del caso.
    Per ora auguriamo a Costantino e a tutto lo staff: buon lavoro e buona fortuna!
Territorio: Stanziati dalla Regione oltre 1 milione di euro
    Terni 09.01.2005 - La Giunta, su proposta dell'assessore Danilo Monelli, ha approvato il programma operativo annuale 2004 di edililizia residenziale in provincia di Terni, per un impegno totale di spesa di 1 milione 917 mila 937 euro, che saranno attribuiti all'Ater ternano. Saranno finanziate le seguenti opere: acquisto e recupero di un immobile a Villanova di Orvieto da destinare a residenze per anziani e ragazze madri, importo di 699 mila 979 euro; acquisto e recupero alloggi di via delle Conce a Orvieto, importo 855 mila euro; completamento della Casa famiglia per disabili psichiatrici di Terni, importo 362 mila 958 euro.
    (Mandragola Group)
Attualita: Palestina: exit poll, vince Mazen
    09.01.2005 - Roma - Stando ai primi exit poll, Abu Mazen ha vinto le elezioni presidenziali palestinesi. Secondo la radio israeliana, che ha citato i risultati raccolti da un istituto di indagini demoscopiche di Ramallah, effettuato su un campione di elettori, Abu Mazen, rappresentate di al-Fatah, ha ottenuto il 66% dei voti e Mustafa Barghuti, candidato indipendente, il 19%. Analoghi anche i risultati di un sondaggio fatto dalla tv araba al Arabya.
    (ansa.it)
Speciali: La bimba morta a Bari non veniva nutrita da due mesi
    09.01.2005 - Bari - L'autopsia compiuta sul cadaverino di Eleonora, la bimba morta di stenti il 7 gennaio scorso a Bari, ha confermato che la piccola e' morta di fame e di sete e che non veniva adeguatamente nutrita da un paio di mesi. Lo stomaco della piccola e' stato trovato vuoto. A quanto si e' potuto sapere, l' esame autoptico ha permesso di accertare che la bimba pesava circa cinque chilogrammi, meno della meta' di una bimba della stessa eta' e poco di piu' di un neonato.

    Le varie escoriazioni trovate sul corpicino e le due fratture riscontrate sul braccio sinistro di Eleonora - secondo quanto e' emerso dall' autopsia - non hanno quindi avuto alcuna rilevanza nel decesso. Sono comunque definiti dagli investigatori ''segni di violenza''. In particolare, le due fratture potrebbero essere state causate da una caduta. Ne' le escoriazioni ne' le fratture - ha accertato l' autopsia - sono mai state curate da un medico o dagli stessi famigliari della piccola, che aveva 16 mesi. L' esame autoptico e' stato compiuto nell' ospedale Miulli di Acquaviva delle Fonti (Bari) dal medico legale Vito Giuseppe Romano su disposizione del pm inquirente del Tribunale di Bari Emanuele De Maria.
    (ansa.it)
Speciali: Scende il numero degli italiani dispersi
    05.01.2005 - Roma - Il ministro degli Esteri Gianfranco Fini ha detto che il numero degli italiani dispersi nello tsunami che ha colpito il Sudest asiatico il 26 dicembre scorso è sceso ad oggi a 338 dalla precedente stima di 436, mentre le vittime accertate sono 20, ma il numero potrebbero salire dopo la verifica del Dna di alcune salme.

    Fini ha specificato che fra i dispersi 311 sono in Thailandia -- di questi, sette sono minori -- e 27 in Sri Lanka.

    Nell'area colpita al momento del maremoto si trovavano circa 10-12mila italiani, ha aggiunto il ministro.

    Il bilancio degli italiani morti, che si è attestato a 20 persone, è prudenziale.

    "Siamo a conoscenza dell'identificazione di alcune salme, ma per noi la certezza dev'essere assoluta", ha spiegato Fini in una conferenza stampa congiunta con il ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu.

    "L'accertamento tramite il Dna deve essere fatto anche quando familiari e amici hanno riconosciuto di viso o in foto il cadavere".

    Proprio per agevolare l'identificazione, ove possibile, dei 338 italiani dispersi, Pisanu ha detto che sono stati costituiti due gruppi all'interno del ministero degli Interni. Uno sarà addetto al prelievo di sostanze organiche dai familiari dei dispersi e l'altro partirà nelle prossime 48 ore per i luoghi del maremoto per confrontare quei dati con le informazioni raccolte dai corpi di sembianze occidentali.

    Fini ha anche detto che lo stato italiano dovrà stanziare, per gli aiuti alle popolazioni colpite, più dei quattro milioni di euro che la cooperazione italiana, gestita dalla Farnesina, ha già messo a disposizione.

    Un argomento che potrebbe tornare già oggi pomeriggio sul tavolo di una riunione di coordinamento a Palazzo Chigi tra le istituzioni interessate per fare il punto sulla gestione degli aiuti.

    Il ministro degli Esteri ha confermato che venerdì 7 gennaio prenderà parte a Bruxelles a un Consiglio Ue straordinario sull'emergenza causata dal sisma-maremoto che ha devastato il Sudest asiatico, uccidendo circa 150.000 persone, secondo il bilancio delle vittime accertate.
    (news.yahoo.com)
Speciali: Il bimbo svedese disperso non è stato rapito
    05.01.2005 - KHAO LAK, Thailandia (Reuters) - Sarebbe un caso di errore di identità quello che ha riguardato la presunta scomparsa di un ragazzino 12enne svedese durante lo tsunami in Asia. Lo ha detto oggi la polizia.

    Il destino di Kristian Walker ha innescato una indagine della polizia e una speculazione dei media di tutto il mondo sul fatto che potesse essere stato rapito da un ospedale thailandese.

    Ma la polizia ha detto che le notizie su Kristian si sono rivelate essere un caso di identità sbagliata causato da un medico thailandese.

    "Non ci sono prove che Kristian Walker sia stato rapito, ma lo stiamo ancora cercando", ha detto l'ispettore Stephen Katay ai giornalisti.

    Il bimbo stava all'hotel Ayara Villas di Khao Lak, a Phuket, con madre, fratello e sorella quando le onde killer si sono abbattute sulla spiaggia.

    Il fratello e la sorella sono sopravvisstuti alla tragedia, mentre la madre e Kristian sono stati dati per dispersi.

    Un medico thailandese in seguito ha detto al nonno di Kristian, arrivato in Thailandia alla ricerca del nipote e della nuora, di essere convinto di aver curato Kristian dopo il disastro e che un occidentale lo ha portato via.

    Ma la polizia ha trovato l'uomo - un tedesco residente in Thailandia che si chiama Stephen Kayser - che ha confermato di aver accompagnato un ragazzino tedesco all'ospedale, ma che non era Kristian.

    "C'è stato un fraintendimento", ha detto il capitano della polizia Chaiyapong Kanpai a Reuters. "Il medico mi ha detto che tutti i bambini europei sembrano come lui".

    Il nonno di Kristian, Daniel Walker, ha detto di voler continuare a cercare il bambino. "Non voglio abbandonare le speranze", ha detto.

    L'ex-Marine ha accusato i media della confusione. "E' stato un grave errore ed è colpa vostra", ha detto ai giornalisti.

    Lo tsunami ha ucciso oltre 5.200 persone in Thailandia, per la metà turisti, per la maggior parte morti sulla famosa spiaggia di Khao Lak. Centinaia di corpi devono ancora essere identificati.
    (news.yahoo.com)
Cronaca: Vince al Bingo, esulta e muore
    05.01.2005 - NAPOLI - Due vincite consecutive al gioco del Bingo, 488 euro in tutto, il cuore non regge e una donna di 29 anni muore. E' accaduto a Pozzuoli: Ilaria Sommella, il 26 dicembre, e' stata colpita da un infarto mentre esultava per avere vinto. Sei giorni di agonia in rianimazione e poi la giovane, mamma di tre figli, si e' spenta. 'La componente emotiva -dice il cardiologo Mario Condorelli- non basta a causare l'infarto. Ci deve essere nella persona colpita una patologia che fa precipitare l'infarto'.
    (Ansa)
Speciali: Medici senza Frontiere chiede di sospendere donazioni
    04.01.2005 - ROMA/PARIGI (Reuters) - L'organizzazione umanitaria francese Medici senza Frontiere ha chiesto oggi ai donatori di non inviare più denaro per le vittime del terremoto e dello tsunami nel Sudest asiatico, dicendo di avere già raccolto fondi a sufficienza per gestire i propri progetti nell'area.

    MSF dice in un comunicato comparso anche sul suo sito web italiano di avere raccolto "circa 50 milioni di euro a livello internazionale, di cui almeno 4 milioni già versati dagli italiani", cifra che consentirà all'organizzazione "di garantire la prosecuzione e l'eventuale ampliamento di tutti i progetti avviati a sostegno delle vittime del cataclisma".

    "Come conseguenza della massiccia risposta dei donatori di tutto il mondo MSF sta sospendendo la raccolta fondi specificamente dedicata all'emergenza tsunami", prosegue la nota.

    La decisione ha sorpreso le altre organizzazioni umanitarie, facendo temere che una mossa del genere possa frenare la solidarietà senza precedenti mostrata dai privati per le vittime del disastro naturale nel Sudest asiatico, che il 26 dicembre ha ucciso almeno 150.000 persone.

    "E' la prima volta che siamo indotti a prendere una decisione del genere", ha detto il direttore generale di MSF Pierre Salignon.

    "MSF sente di avere l'obbligo etico di sospendere ogni ulteriore richiesta di sostegno economico specifico per l'emergenza tsunami", ha spiegato Stefano Savi, direttore generale dell'organizzazione in Italia.

    "E' un po' irresponsabile. Siamo tutti sulla stessa barca nell'aiuto umanitario", ha commentato Jean-Christope Rufin, a capo dell'organizzazione umanitaria francese Action Contre la Faim (Azione contro la Fame).
    (news.yahoo.com)
Speciali: Fini: polemiche su fondi non hanno fondamento
    04.01.2005 - ROMA (Reuters) - Le polemiche sulla gestione del denaro raccolto in Italia a favore delle popolazioni colpite dal maremoto in Asia non hanno fondamento, in quanto i progetti di aiuti saranno definiti collegialmente dal governo con il concorso anche della Farnesina.

    Così il ministro degli Esteri Gianfranco Fini è intervenuto oggi sulla polemica innestata dal capo della Protezione civile Guido Bertolaso, secondo cui il ministero avrebbe cercato di sfilargli gli oltre 20 milioni di euro raccolti tra gli italiani, soprattutto via sms.

    "Polemiche e personalismi non hanno ragione di esistere", ha detto in un comunicato Fini, che è anche vicepresidente del Consiglio.

    "L'ordinanza del Presidente Berlusconi stabilisce chiaramente che i fondi raccolti per aiutare le popolazioni del sud-est asiatico saranno gestiti dalla Protezione Civile", si legge nella nota del ministro, secondo cui anche la Farnesina avrà una parola in merito a come spendere il denaro rastrellato per gli aiuti.

    "Le modalità di gestione dei fondi e i progetti di ricostruzione cui destinare il denaro raccolto saranno definiti dal Governo con il coinvolgimento di tutte le Amministrazioni interessate".

    In un'intervista sul quotidiano la Repubblica Bertolaso, a capo della Protezione civile, ha detto oggi che i soldi raccolti con le pubbliche sottoscrizioni -- solo 22 milioni di euro con gli sms -- dei gestori di telefonia cellulare e delle sottoscrizioni bancarie sono stati affidati alla sua istituzione e che "qualche diplomatico ha tentato di toglierci quei soldi".

    Secondo Bertolaso, la Protezione civile ha le competenze necessarie per dar seguito alle operazioni di aiuto umanitario, mentre parallelamente il ministero degli Esteri potrebbe agire con la leva della cooperazione allo sviluppo, i cui interventi sono coordinati dalla Croce rossa italiana.

    Un sisma-maremoto ha colpito il sud-est asiatico il 26 dicembre scorso, causando circa 150.000 vittime accertate. Migliaia i dispersi, mentre cinque milioni di persone hanno bisogno di acqua e cibo.
    (news.yahoo.com)
Speciali: Assassinato governatore Baghdad
    04.01.2005 - BAGHDAD (Reuters) - Il governatore di Baghdad è stato assassinato oggi da uomini armati nella capitale, nell'attentato di più alto profilo degli ultimi otto mesi, e un'autobomba guidata da un attentatore suicida ha ucciso 11 persone, segnando un'escalation nella campagna per far affondare le elezioni del 30 gennaio.

    Il governatore Ali al-Haidri è caduto in un'imboscata, che mostra il potere degli insorti di colpire al cuore la classe dirigente, sollevando nuovi dubbi sulla capacità delle forze di sicurezza di proteggere politici ed elettori all'approssimarsi dello scrutinio.

    Un gruppo guidato dall'alleato di al Qaeda Abu Musab al-Zarqawi, che è dietro alla maggior parte degli attacchi dall'invasione a guida Usa nel 2003, ha rivendicato l'omicidio, dicendo che i suoi combattenti hanno abbattuto "un tiranno e agente americano".

    L'omicidio è avvenuto poche ore dopo che un attentatore suicida alla guida di un'autocisterna si è scagliato contro un checkpoint vicino alla zona verde di Baghdad, un vasto complesso fortificato che ospita il governo iracheno e le ambasciate di Usa e Gran Bretagna. L'automezzo si è trasformato in una gigantesca palla di fuoco in un'esplosione che ha scosso la capitale.

    Nell'attentato - anche questo rivendicato dal gruppo di Zarqawi - sono morti otto poliziotti e tre civili, i feriti sono 58, dopo il bagno di sangue di ieri in cui 17 agenti della sicurezza sono rimasti uccisi in una serie di imboscate ed esplosioni in tutto il Paese.

    Haidri è il più alto funzionario iracheno ucciso a Baghdad da quando nel maggio dello scorso anno è stato assassinato il capo del Consiglio di governo.

    Il governatore era scampato a un precedente attentato a Baghdad in settembre che aveva ucciso due sue guardie del corpo.

    I rivoltosi hanno ripetutamente preso di mira funzionari iracheni nella loro campagna per destabilizzare il governo provvisorio iracheno sostenuto dagli Stati Uniti.

    I ribelli hanno inoltre ucciso tre soldati americani in un attentato con una bomba piazzata lungo la strada a Baghdad, un altro soldato quando una bomba è esplosa a Balad, a nord della capitale, e un marine nell'Iraq occidentale.

    Gli attacchi hanno fatto salire a 1.053 il numero di militari e membri dello staff del Pentagono americani uccisi in azione dall'inizio della guerra nel 2003. Il bilancio, inclusi gli americani morti non in combattimento, è di 1.338.
    (news.yahoo.com)
Speciali: Thailandia, elefanti hanno salvato turisti dallo tsunami
    04.01.2005 - KHAO LAK, Thailandia (Reuters) - Elefanti agitati sentivano che lo tsunami si stava avvicinando, e con la loro sensibilità hanno salvato circa una dozzina di turisti stranieri dal destino di migliaia di altri, uccisi dalle onde giganti.


    "Sono rimasto sorpreso perché gli elefanti non avevano mai pianto prima", ha detto Dang Salangam oggi sulla spiaggia di Khao Lak, dove offre di solito i suoi otto elefanti per giri turistici.


    Gli elefanti hanno iniziato a barrire -- in un modo che Dang, 36 anni, e sua moglie Kulada, 24, hanno descritto come un pianto -- alle prime luci dell'alba, più o meno quando è stato registrato il sisma di magnitudo 9 al largo di Sumatra che ha poi provocato lo tsunami.


    Gli elefanti si sono presto calmati ma hanno iniziato nuovamente a barrire un'ora più tardi e questa volta non si sono lasciati consolare dal loro padrone.


    "Hanno iniziato a correre sulle colline", ha detto Wit Aniwat, 24 anni, che prende i soldi dai turisti e li aiuta a salire sul dorso degli elefanti da una piattaforma in legno.


    "Poi abbiamo visto la grande onda arrivare e abbiamo iniziato a correre", ha detto Wit .


    Anche una dozzina di turisti si sono messi a correre verso le colline dal Khao Lak Merlin Resort, uno dei tanti hotel che si trovano lungo la spiaggia di 10 km, famosa soprattutto tra scandinavi e tedeschi.


    Lo tsunami è entrato circa un km all'interno ma si è fermato poco prima rispetto a dove si sono poi fermati gli elefanti.
    (news.yahoo.com)

Speciali: Libero l'aggressore di Berlusconi
    Terni 02.01.2005 - Torna in libertà Roberto Dal Bosco, il muratore di 28 anni che ieri ha aggredito il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi con il cavalletto della sua macchina fotografica. Il gip Maria Callari al termine dell'interrogatorio di garanzia per convalidare il fermo avvenuto a Regina Coeli, ha deciso per Dal Bosco l'obbligo di dimora e di firma dai carabinieri di Marmirolo (Mantova) paese dove risiede.

    Il gip, secondo quanto riferito dall'avvocato Giovanni Tripodi, difensore del muratore mantovano, ha convalidato le misure restrittive per Dal Bosco limitatamente all'accusa di lesioni aggravate e non anche per quella di violenza ad un corpo politico. In questo modo cade la misura della custodia cautelare. Il Pm Andrea Mosca aveva sollecitato la convalida dell'arresto e l'emissione dell'ordinanza di custodia cautelare presso il domicilio. Secondo l'avvocato Tripodi, la vicenda è ormai definita e a breve potrebbe concludersi con una citazione diretta a giudizio solo per lesioni aggravate.

    Dal Bosco dovrebbe così evitare una pena da uno a sette anni di reclusione, come stabilisce l'articolo 338 del codice penale che punisce chi usa ''violenza o minaccia ad un corpo politico, amministrativo o giudiziario''.

    Comunque il muratore mantovano ha cambiato la versione della storia data ieri quando aveva motivato il suo gesto con ''l'odio'' che provava per Berlusconi. Oggi davanti al gip ha detto: ''E' stata una bravata: volevo mettermi in mostra davanti ad alcune ragazze. In realtà volevo solo strattonare il premier ma il treppiede dell' apparecchiatura fotografica mi è sfuggito dopo aver perso l'equilibrio'', aggiungendo che aveva anche bevuto qualche bicchiere di troppo.

    All'uscita dal carcere, visibilmente frastornato, Dal Bosco ha detto: ''Ho fatto una stupidaggine, ho già molti problemi e non voglio che per me soffrano i miei familiari, ora voglio solo tornare a casa''.

    Berlusconi ha riportato un livido dietro l'orecchio destro, ma ha voluto tranquillizzare i cronisti che lo attendevano all'uscita di Palazzo Grazioli. ''Va tutto bene... tutto bene'', ha detto accompagnando le sue parole con il pollice della mano destra alzato. Il premier, che aveva un vistoso cerotto dietro l'orecchio destro, ha lasciato Palazzo Grazioli pochi minuti dopo le 15,30 riprendendo così il programma che aveva dovuto interrompere bruscamente ieri dopo l'aggressione di piazza Navona. In via del Plebiscito, ad attendere il presidente del Consiglio, non c'erano solo i giornalisti ma anche diverse centinaia di persone, tra curiosi e turisti italiani e stranieri.

    Intanto a Marmirolo Franco Dal Bosco, il padre di Roberto si è detto sollevato della notizia della scarcerazione del figlio. Ha alzato gli occhi e, davanti ha cronisti, ha esclamato: ''Grazie al cielo''. ''Vi prego - ha aggiunto, rivolto ai giornalisti - ora lasciatemi tranquillo, non ho ancora dormito da ieri sera''.

    Nel paese la notizia non è passata di certo inosservata. Al bar Roma, di fronte al Municipio, tutti a guardare i tg per sapere del loro concittadino. ''Abbiamo trovato il leader del centrosinistra - scherza uno - Un personaggio carismatico!''. ''E' una brava persona - racconta un giovane - Quando c'è da protestare non si tira indietro, ma è sempre stato uno tranquillo''. Al bar ci sono anche due amici di Roberto: ''Grande appassionato di fotografia - spiegano - aveva appena comperato un'apparecchiatura professionale''.

    Tra i clienti, i pareri sono discordi: ''Ha fatto bene, e ha anche una bella mira...'', dice uno. ''E allora a D'Alema che va in giro col veliero che cosa dovremmo fare?'', ribatte un altro. ''Ecco - commenta uno dopo un servizio televisivo che spiega le novità del 2005 - Aumenta tutto, le bollette, le autostrade, e non si può stare sempre zitti. Certo il suo non è stato un bel gesto, ma non si può sempre tacere e pagare''.

    (repubblica.it)
Speciali: Esperto lancia allarme: Mediterraneo a rischio tsunami
    Terni 02.01.2005 - Nella disgrazia del maremoto in Asia, resta la piccola consolazione che le coste italiane dovrebbero essere immuni da catastrofi del genere. Ma non tutti ne sono sicuri. Jochen Zschau, professore di Geofisica e studioso del Centro di ricerca sulla Terra di Potsdam, poco lontano da Berlino, è convinto del contrario. Anche sulle coste del "mare nostrum" possono formarsi gli tsunami, sostiene Zschau in un'intervista pubblicata sul numero in edicola del settimanale Focus.

    Nella regione del Mediterraneo due placche, quella africana e quella euro-asiatica, si spingono l'una contro l'altra. Anche qui dunque nascono movimenti verticali. E dunque anche qui, come anche nel mar di Marmara, bisogna assolutamente considerare che possono nascere i maremoti.

    Lo studioso è a capo della task force tedesca per i terremoti. Secondo lui, il pericolo di catastrofi come quella che ha sconvolto il Sud-Est asiatico è presente ovunque ci sia, sotto il mare, la tensione fra le placche: quando queste si liberano all'improvviso, provocano movimenti verticali, così che in certi casi il fondo del mare si alza o si abbassa di molti metri. Le zone più pericolose, dice Zschau, sono proprio quelle davanti all'Indonesia, dove il maremoto ha colpito, oltre a quelle del Pacifico occidentale.

    Quanto all'assenza di adeguati sistemi di avvertimento, il geologo tedesco è quasi fatalista: "Non è così facile. Per calcolare quanto alte saranno le onde, ci vuole un sistema di simulazione dello tsunami. E perché i calcoli siano completi ed affidabili, sarebbe utile conoscere nel dettaglio il fondo marino".

    Ma nella regione colpita non esiste nulla di simile al centro di prevenzione che tutela le coste delle Hawaii, che forse avrebbe salvato migliaia di vite. Il rischio, dice lo studioso, in realtà non è finito: "Continuiamo a registrare ogni giorno decine di scosse di assestamento. Ma possono esserci ancora sismi più forti, di magnitudo sei o sette, capaci anch'essi di provocare tsunami".

    (repubblica.it)
Speciali: Ho scelto quale figlio salvare
    Terni 04.01.2005 - E' finita bene, ma per tutta la vita una famiglia australiana si porterà dietro una ferita. Soprattutto la madre, costretta a fare una scelta che è il peggior incubo che si possa vivere: sacrificare uno dei suoi due figli per salvare l'altro dal maremoto nel sud-est asiatico.

    In balia dell'onda che l'aveva sorpresa mentre era vicino alla piscina del suo albergo a Phuket, in Thailandia, Jillian Searle ha tentato a lungo di rimanere a galla sorreggendo suo figlio di cinque anni Lachie e con in braccio il suo bebè di 20 mesi, Blake. Poi, si è resa conto che non ce l'avrebbe fatta: non poteva salvarli tutti e due.

    ''Sapevo che se li tenevo entrambi saremmo morti tutti. Ho gridato a una donna di tenermi Lachie'', ha raccontato al suo ritorno a Perth, nell'ovest dell'Australia.

    Il padre, Brad, ha assistito al dramma dal balcone del primo piano dell'albergo dove era salito a prendere un cuscino per il più piccolo dei figli. ''Ho visto arrivare la seconda onda e sapevo che i miei figli erano là sotto... E' stato il momento peggiore della mia vita'', ha detto.

    Lachie, lasciato dalla madre, si è attaccato con tutte le sue forze a una colonna della lobby dell'hotel ed è riuscito a tenere la testa fuori dall'acqua fintanto che il mare non si è nuovamente ritirato.

    ''Ho pianto e chiamato mamma per lungo tempo, poi mi sono calmato'', ha raccontato più tardi il bambino al babbo, quando la coppia lo ha ritrovato vivo nelle braccia di un soccorritore.

    ''Abbiamo avuto una fortuna straordinaria - è stato il commento di Jillian Searle con i giornalisti - Ci siamo salvati tutti, nonostante uno dei due bambini non sapesse nuotare, anzi, avesse il terrore dell'acqua''.

    (repubblica.it)
Speciali: Dopo cinque giorni un giovane estratto vivo
    Terni 02.01.2005 - Cinque giorni dopo il maremoto,
    nella devastata Banda Aceh oggi c'è stato un piccolo miracolo: un giovane è stato estratto vivo dalle macerie e dal fango della città quasi completamente distrutta. Ichsan Azmi, 27 anni, è stato trovato dai soccorritori a circa due chilometri da quella che era la sua casa.

    Nelle immagini del salvataggio, trasmesse dalla televisione Metro, Azmi appare provato ma in buone condizioni, nonostante le profonde ferite alle gambe e alle braccia. Per cinque giorni il ragazzo non ha nè mangiato nè bevuto.

    Banda Aceh, nel nord dell'isola indonesiana di Sumatra, è a meno di 150 chilometri dall'ipocentro del terremoto di magnitudo 9 che ha provocato l'onda anomala. L'Indonesia è il paese più colpito; si ritiene che i morti siano centomila.

    (repubblica.it)
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