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Privacy dei dipendenti: <br>il datore non può spiare</br>Privacy dei dipendenti:
il datore non può spiare

I datori di lavoro pubblici e privati non possono controllare la posta elettronica e la navigazione in Internet dei dipendenti, se non in casi eccezionali. Lo ha stabilito il Garante per la Privacy, rilevando che "spetta al datore di lavoro definire le modalità d uso di tali strumenti ma tenendo conto dei diritti dei lavoratori e della disciplina in tema di relazioni sindacali". Il Garante, con un provvedimento generale che sarà pubblicato sulla 'Gazzetta Ufficiale', fornisce concrete indicazioni in ordine all'uso dei computer sul luogo di lavoro.

"La questione è particolarmente delicata afferma il relatore Mauro Paissan perché dall analisi dei siti web visitati si possono trarre informazioni anche sensibili sui dipendenti e i messaggi di posta elettronica possono avere contenuti a carattere privato. Occorre prevenire usi arbitrari degli strumenti informatici aziendali e la lesione della riservatezza dei lavoratori".

L'Autorità prescrive innanzitutto ai datori di lavoro di informare con chiarezza e in modo dettagliato i lavoratori sulle modalità di utilizzo di Internet e della posta elettronica e sulla possibilità che vengano effettuati controlli. Il Garante vieta poi la lettura e la registrazione sistematica delle e-mail così come il monitoraggio sistematico delle pagine web visualizzate dal lavoratore, perché ciò realizzerebbe un controllo a distanza dell attività lavorativa vietato dallo Statuto dei lavoratori. Viene inoltre indicata tutta una serie di misure tecnologiche e organizzative per prevenire la possibilità, prevista solo in casi limitatissimi, dell'analisi del contenuto della navigazione in Internet e dell'apertura di alcuni messaggi di posta elettronica contenenti dati necessari all’azienda.

Il provvedimento raccomanda l adozione da parte delle aziende di un disciplinare interno, definito coinvolgendo anche le rappresentanze sindacali, nel quale siano chiaramente indicate le regole per l uso di Internet e della posta elettronica. Il datore di lavoro è inoltre chiamato ad adottare ogni misura in grado di prevenire il rischio di utilizzi impropri, così da ridurre controlli successivi sui lavoratori. Per quanto riguarda Internet è opportuno ad esempio, indica il garante: individuare preventivamente i siti considerati correlati o meno con la prestazione lavorativa; utilizzare filtri che prevengano determinate operazioni, quali l’accesso a siti inseriti in una sorta di black list o il download di file musicali o multimediali.

Per quanto riguarda la posta elettronica, è opportuno, secondo il Garante, che l'azienda renda disponibili anche indirizzi condivisi tra più lavoratori (info@ente.it; urp@ente.it; ufficioreclami@ente.it), rendendo così chiara la natura non privata della corrispondenza; valuti la possibilità di attribuire al lavoratore un altro indirizzo (oltre quello di lavoro), destinato ad un uso personale; preveda, in caso di assenza del lavoratore, messaggi di risposta automatica con le coordinate di altri lavoratori cui rivolgersi; metta in grado il dipendente di delegare un altro lavoratore (fiduciario) a verificare il contenuto dei messaggi a lui indirizzati e a inoltrare al titolare quelli ritenuti rilevanti per l'ufficio, ciò in caso di assenza prolungata o non prevista del lavoratore interessato e di improrogabili necessità legate all'attività lavorativa.

Qualora queste misure preventive non fossero sufficienti a evitare comportamenti anomali, gli eventuali controlli da parte del datore di lavoro devono essere effettuati con gradualità. In prima battuta si dovranno effettuare verifiche di reparto, di ufficio, di gruppo di lavoro, in modo da individuare l area da richiamare all osservanza delle regole. Solo successivamente, ripetendosi l anomalia, si potrebbe passare a controlli su base individuale.
Il Garante ha chiesto infine particolari misure di tutela in quelle realtà lavorative dove debba essere rispettato il segreto professionale garantito ad alcune categorie, come ad esempio i giornalisti.
(Ansa)

Una carriera nell’informatica: i grandi produttori Pc assumonoUna carriera nell’informatica: i grandi produttori Pc assumono

HP, Apple e Ibm, giganti internazionali specializzati nella produzione di computer ed altre apparecchiature elettroniche legate al mondo dell’informatica, assumono nuovo personale. Diversi i profili ricercati. Si va dallo specialista marketing al solution architect esperto Microsoft, dallo specialista vendite fino ad arrivare ai consulenti e agli ingegneri.

Opportunità anche per i giovani neolaureati che vogliono prepararsi al debutto nel mondo del lavoro con uno stage formativo di alto livello. I contratti offerti sono a progetto o a tempo indeterminato. Non mancano tuttavia le occasioni full time a tempo indeterminato.

Per ricoprire una delle posizioni al momento scoperte è indispensabile avere una padronanza pressoché assoluta della lingua inglese, sia parlata che scritta, e una eccezionale conoscenza del settore computer.
(giornaletecnologico)


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  • Organici della scuola, 40% tagli al sud, via 245 presidi
      25 mar. 09
      Il 40% dei tagli sull'organico docente si realizzerà in quattro regioni: Campania, Puglia, Sicilia e Calabria. E' quanto si evince dalle tabelle allegate al decreto interministeriale sugli organici per l'anno scolastico 2009-2010 che prevede 37.000 tagli nell'organico di diritto e ulteriori 5.000 in quello di fatto, confermando quindi i 42.000 posti in meno decisi con la manovra Finanziaria, seppure con una 'uscita' in due fasi. In base al provvedimento - una bozza alla quale probabilmente verranno apportati nei prossimi giorni piccoli aggiustamenti - ci sarà una riduzione di 10.000 insegnanti nella scuola primaria, oltre 15.500 alle medie e circa 11.350 alle superiori a cui si aggiunge un taglio di 245 presidi (per la riduzione delle autonomie scolastiche).

      Per quanto riguarda i docenti di sostegno il numero rimane sostanzialmente quello dell'anno scolastico in corso (circa 90.500 unità). A fronte di ciò si prevede un aumento di 4.120 alunni nella primaria e di 10.462 nella secondaria di primo grado mentre nella secondaria di secondo grado si registra una flessione di circa 26.700 studenti. Nel provvedimento (una ventina di pagine a cui sono allegate alcune tabelle) si sottolinea l'esigenza che le Regioni e gli Enti Locali vengano coinvolti nella fase di elaborazione del piano di assegnazione delle risorse alle singole province e anche per il prossimo anno saranno consentite compensazioni tra i contingenti di organico relativi ai diversi gradi di scolarità "anche nell'ottica, ove possibile, dell'estensione del tempo pieno".

      A questo proposito "l'organizzazione del tempo pieno è realizzata nei limiti dell'organico assegnato per l'anno scolastico 2009-2009" precisando che "le ore di insegnamento residuate dalla istituzione di classi con 24 ore e dalla presenza aggiuntiva di docenti specialisti per l'insegnamento della lingua inglese e della religione cattolica, nonché dal recupero delle ore di compresenza del tempo pieno, possono essere impiegate per ampliare l'offerta formativa della scuola" e dunque anche per una estensione del tempo pieno. Per quanto riguarda l'inglese potenziato, potrà essere autorizzato "compatibilmente con le disponibilità di organico" e "solo in assenza di esubero dei docenti delle seconde lingue comunitarie sia nell'ambito della scuola interessata che a livello provinciale". (ansa)

    Torino: operai travolti in uno scavo, un morto e un ferito
      25 mar. 09
      Sepolto vivo sotto oltre un metro di terra, travolto dai detriti dello scavo in cui stava lavorando. E' morto così Vincenzo Romano, un operaio di 50 anni. Era impegnato a collegare un condominio di Torino alla condotta fognaria. Per due ore i vigili del fuoco hanno scavato sotto le macerie nella speranza di salvarlo. Ma per lui non c'é stato nulla da fare. E' invece scampato alla tragedia un suo collega romeno, che é ora ricoverato all'ospedale Cto di Torino con lievi contusioni.

      "E' successo tutto all'improvviso, è stato terribile", racconta Franco, l'altro operaio romeno che si trovava in quel momento sul cantiere. I tre, più un altro italiano sopravvissuto, lavoravano per la Cim di Chivasso (Torino), la Carpenteria industriale metallica che si era aggiudicata l'appalto del condominio al civico 493 di corso Unione Sovietica. "Stava andando tutto bene, non so proprio cosa sia accaduto", aggiunge il romeno. La tragedia poco dopo le 16.30: "Vincenzo si trovava dentro lo scavo quando c'é stato un primo crollo", racconta. "Mi sono precipitato a vedere quello che era accaduto - aggiunge - ho afferrato l'operaio che avevo più vicino e l'ho portato in superficie".

      La vittima aveva,invece, i piedi incastrati nei detriti e alcune lamiere gli erano crollate addosso. "Urlava per il dolore alle caviglie - continua il suo collega romeno - io ho cercato di salvarlo, ma lui diceva di non tirarlo perché aveva male. Allora sono risalito per prendere qualcosa con cui scavare e liberarlo, ma purtroppo non ne ho avuto il tempo".

      Pochi secondi e la terra frana di nuovo. Romano, che era arrivato dalla provincia di Lecce per lavorare e mantenere la famiglia, viene ingoiato dal terreno. Scatta l'allarme e sul posto si precipitano vigili del fuoco, carabinieri, polizia municipale e 118. I soccorritori scavano per due ore, ma quando il corpo dell'uomo viene ritrovato è ormai troppo tardi. Il medico lo collega ad un apparecchio per l'elettrocardiogramma nella speranza di trovare un segnale di vita che però non arriva. Sarà ora un'inchiesta della procura di Torino a stabilire le cause di questa ennesima tragedia sul lavoro. Un caso analogo a quello in cui 14 anni fa, sempre a Torino, morì un altro operaio. Il pm Sabrina Noce, del pool di Raffaele Guariniello, ha sequestrato il cantiere. (ansa)

    Coordinamento Comitati Pendolari Umbri -Comunicato Stampa del 25 02 2009
      AUDIZIONE DEI RAPPRESENTANTI DEI PENDOLARI PRESSO LA COMMISSIONE TRASPORTI DELLA CAMERA
      Ha avuto luogo martedì 24 febbraio l’audizione del Presidente del Comitato Pendolari Ternani Alessio Santi e della rappresentante del Comitato Pendolari Roma – Firenze Monica Tommasi presso la Commissione Trasporti della Camera dei Deputati.

      Convocazione ottenuta grazie all’interessamento diretto del Prof. A. Baldassarre, promotore dell’incontro (al quale egli stesso ha partecipato) tra Santi e il Presidente della IX Commissione M. Valducci che ha avuto luogo in data 17 febbraio.

      I rappresentanti dei pendolari hanno illustrato alla Commissione la situazione del pendelorasimo del centro Italia con particolare riferimento alla situazione umbra avanzando richieste a tutto campo come la detraibilità dell’intero costo degli abbonamenti ferroviari, la rateizzazione del costo dei titoli di viaggio annuali e l’istituzione di un’Authority del trasporto pubblico.

      In particolare Santi ha messo l’accento sul tema dell’Alta Velocità, sottolineando le gravi conseguenze di un’eventuale “declassamento” infrastrutturale nei collegamenti con la Capitale e l’impatto sui territori che traggono beneficio da un considerevole flusso turistico (citate ad esempio le città di Orvieto, Spoleto, Assisi, Perugia) e della cerscente insofferenza di migliaia di cittadini, lavoratori e studenti pendolari.
      Il Presidente del Comitato, in rappresentanza del Coordinamento Umbro, ha chiesto un intervento rapido e deciso della Commissione volto a garantire la percorrenza in “Direttissima” per i treni Regionali/Intercity, un numero di collegamenti sufficienti a soddisfare il bacino e la tipologia di utenza evitando un qualsiasi aggravio di costi per l’utenza.

      Altro punto illustrato nel corso dell’audizione è stato quello del “chilometraggio effettivo” del tratto Orte – Roma in Direttissima il quale risulta inferiore a quello effettivamente pagato dall’utenza che è costretta a subire una regolamentazione che fa capo al Regio Decreto del 1934 divenuto legge nel 1935 (legge 911 del 4 Aprile e successive modifiche) la quale indica che nel calcolo della distanza tassabile non si deve tener conto di abbreviamenti di percorso determinati dalla realizzazione di nuove linee direttissime e da opere di rettificazione, raddoppio o quadruplicazione delle linee ferroviarie.

      Santi e Tommasi hanno chiesto l’abrogazione di tale norma in nome di un vero e proprio atto di guistizia nei confronti di migliaia di pendolari in tutta Italia che potranno finalmente pagare “il giusto”. Un provvedimento che si rifletterebbe anche sugli accordi tariffari FFSS – Regioni che prevedono differenzazioni tariffarie su fasce chilometriche.

      Al termine dell’Audizione i rappresentanti dei Comitati sono stati ricevuti dalla Vice-Presidente della Camera dei Deputati Rosy Bindi alla quale sono stati ribaditi i punti cardine degli interventi in audizione chiedendo il proprio supporto per un rapido esame delle problematiche.

      “Per la prima volta dopo anni di denunce e proteste in solitaria – dice Santi – abbiamo avuto la possibilità di rappresentare le nostre istanze direttamente in Commissione Trasporti dando voce a quelli che sono i problemi e le preoccupazioni reali di migliaia di pendolari del CentroItalia.
      Ringrazio il Prof. Baldassarre per questa opportunità esternando la mia personale perplessità per chi ha nei giorni scorsi parlato di opportunismo politico, ricordando che non è certo il professore a ricoprire da anni incarichi istituzionali in rappresentanza del nostro territorio e che nonostante ciò abbiamo ricevuto un sostegno concreto soltanto da lui.”

      annamiriambicego@libero.it

    Fiat: Pomigliano, scontri con polizia
      6 feb. 09
      NAPOLI - Proteste e scontri con le forze dell'ordine, strada statale e svincolo autostradale bloccati, 6 manifestanti portati via dalla polizia. E le proteste dei sindacati che insorgono contro le forze dell'ordine: 'Non e' con la polizia che si risolvono i problemi di Pomigliano'. La protesta per la crisi della Fiat esplode in Campania con l'iniziativa dei 5.000 cassintegrati dello stabilimento di Pomigliano d'Arco (Napoli), da giorni in lotta.

    CONTRATTI: firmato accordo quadro senza Cgil
      23 gennaio 2009
      ROMA Cisl, Uil e Ugl hanno firmato con il governo un accordo per la riforma del modello contrattuale. Non firma dunque la Cgil, cosi' come aveva preannunciato il segretario Guglielmo Epifani. L'accordo è stato siglato anche da Confindustria, Confcommercio, Confapi, Confesercenti e altri sindacati come al Confsal. Ania e Abi hanno dato il loro consenso ma si riservano di firmare.

      "Il governo ha forzato in direzione di un accordo che sapeva non avrebbe avuto il consenso della Cgil", ha detto Epifani che ha definito il testo "nella sostanza immodificabile, un prendere o lasciare".

      Secondo il leader della Cgil "il livello nazionale di contrattazione non recupererà mai l'inflazione reale" e con il testo finora elaborato "non si allarga davvero il secondo livello". Mentre la derogabilità "diventa un principio generale, la bilateralità si allarga a compiti impropri e crea una casta", ha sottolineato.

      SACCONI, ACCORDO STORICO, DISPIACE NO CGIL
      "L'accordo per la riforma degli assetti contrattuali ha una portata storica, non solo perché sostituisce le intese sottoscritte il 23 luglio 1993, dopo una lunga e defatigante negoziazione, ma soprattutto perché sostituisce per la prima volta il tradizionale approccio conflittuale nel sistema di relazioni industriali con quello cooperativo". Lo afferma in una nota il ministro del Lavoro maurizio Sacconi. "L'accordo quadro infatti - spiega il ministro - promuove lo spostamento del cuore della contrattazione dal livello nazionale alla dimensione aziendale e territoriale ove, anche grazie alla detassazione del salario di produttività, le parti sono naturalmente portate a condividere obiettivi e risultati. Spiace constatare che la Cgil non è - conclude Sacconi - allo stato del suo dibattito interno, in grado di convergere con le altre organizzazioni sindacali su comuni obiettivi di modernizzazione".

      BRUNETTA, MODULARE INCENTIVI II LIVELLO PA-PRIVATO
      "La contrattazione di secondo livello nel pubblico è totalizzante, nel provato è minoritaria e c'é la volontà di estenderla di più. Partendo da questo dato di fatto occorrerà modulare gli incentivi". Così il ministro della Pa. Renato Brunetta, ha spiegato come il governo intende affrontare la questione degli incentivi alla produttività nel pubblico e nel settore privato. "Il modello é unico, ma su due mondi differenti che noi sempre di più vorremmo unificare" ha aggiunto il ministro.

      CONTRATTI: MARCEGAGLIA,SPIACE NO CGIL,MA AVANTI CON CORAGGIO
      "Mi spiace non ci sia Cgil, abbiamo lavorato molto per accordo con tutti, ma alla fine siamo convinti che serve coraggio e che al Paese servono riforme per andare avanti". Lo ha detto la presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, commentando la firma del nuovo modello contrattuale condiviso da imprese e sindacati ma non dalla Cgil.

      PROPOSTA IMPRENDITORI: DUE LIVELLI PER TRE ANNI
      Al tavolo anche la proposta delle associazioni imprenditoriali, in tutto 17, tra cui Abi, Ania, Confindustria, Confartigianato, Confcommercio e Confesercenti che prevede una durata triennale tanto per la parte economica quanto per quella normativa, assetto su due livelli e calcolo dell'incremento salariale in base ad un indice di inflazione previsionale, "in sostituzione del tasso di inflazione programmata".

      Un accordo, si legge nel documento, "con carattere sperimentale e per la durata di quattro anni", in sostituzione di quello vigente che risale al '93, che ha l'obiettivo "della crescita fondata sull'aumento della produttività e l'incremento delle retribuzioni".

      Per il secondo livello di contrattazione è necessario "che vengano incrementate, rese strutturali, certe e facilmente accessibili tutte le misure volte ad incentivare in termini di riduzione di tasse e contributi, la contrattazione di secondo livello che collega incentivi economici al raggiungimento di obiettivi di produttività ". E' quanto si legge nel testo sulle linee guida comuni delle imprese per la riforma degli assetti della contrattazione collettiva.

      ABI, PRIMA DI FIRMA APPROFONDIRE TESTO RIFORMA
      L'Abi, pur condividendo il documento di riforma sulla contrattazione, non sarebbe in grado di firmare il testo già stasera. Secondo quanto si apprende da alcuni partecipanti all'incontro in corso a Palazzo Chigi, l'associazione bancaria si riserverebbe di approfondire il testo e di firmare nei prossimi giorni. (ansa)

    Sciopero di massa: in migliaia per le strade
      12.12.2008 Italia - Migliaia di lavoratori, decine di migliaia, hanno sfilato questa mattina in oltre 100 piazze d'Italia, nei cortei che stanno accompagnando lo sciopero generale indetto per oggi dalla Cgil. Migliaia di lavoratori che in molti casi hanno sfidato il maltempo che imperversa in giro per il Paese, per assicurare la loro presenza, per testimoniare con la loro partecipazione l'adesione alla protesta contro l' "insufficiente" manovra anticrisi del governo e per chiedere "più lavoro, più salario, più pensioni, più diritti", come recita lo slogan della mobilitazione.

      A Bologna, dove la manifestazione si è conclusa con il comizio del segretario generale, Guglielmo Epifani, a sfilare c'erano, secondo i calcoli dell'organizzazione, oltre 200 mila persone. "I primi dati sulle adesioni allo sciopero sono molto buoni e confortanti, soprattutto nelle fabbriche del Nord, e questo dà ragione alla domanda di cambiamento della politica del Governo" ha detto stamane Epifani soddisfatto per l'esito della mobilitazione. "Malgrado la pioggia il clima è straordinario" ha commentato il segretario invitando il governo ad ascoltare: "Chiedo serietà. Quando hai ragione quella è la forza di una mobilitazione. Abbiamo avuto ragione con la scuola e abbiamo ragione anche oggi". In giro per i cortei, che si sono snodati nelle oltre 100 piazze italiane, bandiere listate a lutto per non dimenticare i compagni che hanno perso la vita sul lavoro, un minuto di silenzio in loro ricordo e lunghi applausi.

      A Roma al corteo della Cgil si sono affiancati quello degli studenti e quello dei Cobas, provocando non pochi disagi al traffico già messo a dura prova dalla pioggia battente che ancora cade sulla capitale. I partecipanti sono 30 mila, dice la Cgil, più gli studenti e i Cobas, che si aggiungono ai circa 50 mila di Milano che, anche qui, arrivano a 100 mila con sindacati di base e studenti, ai 40 mila di Napoli, 30 mila di Torino e di Bari, 15 mila di Cagliari, 10 mila di Genova, 5 mila a Perugia e tanti altri. Intanto arrivando anche i primi dati sulle adesioni allo sciopero: alla Fiat Mirafiori sarebbe, secondo la Cgil, intorno al 50% ma per l'azienda il dato medio di partecipazione è del 16% tra operai e impiegati di tutti gli stabilimenti italiani. Questo dato "dimostra quale forza, dignità e unità abbiano quei lavoratori nell'affrontare la crisi" commenta Epifani che ha ricordato i 400.000 lavoratori in cassa integrazione e, a Bologna, ha salutato anche i 112 lavoratori della Maserati presenti in piazza, ai quali non sarà rinnovato il contratto di lavoro. Ma, ha avvertito il segretario della Cgil parlando dal palco in piazza Maggiore a Bologna, "il peggio deve ancora arrivare".
      (ansa)

    ''Intraprendere al femminile nel settore tessile''
      06.07.2005 Umbria - L'Impresa donna nel tessile ha visto un accordo con la regione Toscana. La Giunta umbra, ha infatti approvato, su proposta dell'assessore allo sviluppo economico, Mario Giovanetti, il testo di un protocollo d'intesa con la Regione Toscana e il Museo del Tessuto di Prato per la realizzazione di seminari e workshop su "Intraprendere al femminile nel settore tessile" che saranno finanziati con fondi comunitari. I fondi provengono dal progetto "La tela di Aracne", programma transnazionale, redatto dalla Regione dell'Umbria, che vede impegnate 14 istituzioni dell'Europa mediterranea. Nella seduta di oggi la Giunta Umbra ha infine varato provvedimenti in materia di ricostruzione post-sisma e concessioni contributive.
      (AGI)

    Umbria: 6 milioni di euro per tessile, calzature e moda
      06.07.2005 Umbria - Ammonta a 6 milioni di euro la cifra con la quale il ministero del lavoro e delle politiche sociali finanziera' il trattamento di integrazione salariale straordinaria delle aziende umbre che operano nel settore del tessile, della moda e calzature e della ceramica. Lo ha stabilito un accordo tra il ministero del lavoro e delle politiche sociali e l'assessorato regionale alle politiche attive del lavoro della Umbria, con il quale e' stato anche prorogato fino al 31 dicembre 2005, il trattamento di integrazione salariale per le aziende del tessile, della moda e delle calzature. Inoltre, il trattamento e' stato esteso anche alle aziende del settore della ceramica ornamentale, che non potevano ricorrere agli ammortizzatori sociali. "Questo accordo - ha affermato l'assessore Maria Prodi - e' stato preceduto da numerosi incontri, sia in sede regionale che in sede nazionale, volti a rappresentare le difficolta' occupazionali dei settori interessati e a definire le misure di intervento e le risorse finanziarie necessarie. Abbiamo ottenuto - ha concluso - la garanzia di possibili rifinanziamenti per il prossimo anno."
      (AGI)

    Umbria: ok per formazione. Male settori tecnologie
      29.06.2005 Umbria - Nello specifico di alcuni dati presentati nella ricerca RUICS 2004, si rileva che nella classifica tra le regioni,l'Umbria si classifica al quarto posto per partecipazione alla formazione permanente e al quinto per l'istruzione secondaria, mentre si posiziona agli ultimi posti (17esimo) per la capacita' di assorbire occupazione nei settori ad alta e media tecnologia. Al buon risultato della spesa pubblica in ricerca e sviluppo (R&S) che colloca l'Umbria al terzo posto, si contrappone un 13esimo posto per cio' che riguarda la spesa privata ed un terzultimo per numero di brevetti registrati nei settori ad alta tecnologia. Per quanto riguarda poi la capacita' del sistema imprenditoriale di sviluppare innovazioni di prodotto e di processo si registra un dato contraddittorio: all'alta percentuale di Pmi manifatturiere innovative fa riscontro una bassissima spesa per l'innovazione, e cio' perche' si utilizza innovazione tecnologica gia' presente sul mercato, a basso costo e disponibile per tutti, facile da imitare, e quindi esposta ai concorrenti che praticano costi di produzione e del lavoro piu' bassi. L'Umbria si trova poi sotto la media italiana e al 15esimo posto, per la spesa del sistema in Itc (Innovation technology comunication) e per gli investimenti di capitale di rischio nel settore dell'high tech. L'indice sintetico "RUIS" (Regione Umbria innovation scoreboard) che comprende questi ed altri fattori collocano l'umbria al decimo posto della graduatoria tra le Regioni, al disotto di quelle del centro nord. (AGI)

    Economia umbra: soffrono le piccole imprese
      13.06.2005 Umbria - Le imprese di minori dimensioni soffrono piu' delle grandi; nel primo trimestre del 2005 l'industria regionale ha registrato una brusca inversione di tendenza sia rispetto al trimestre precedente sia rispetto al corrispondente trimestre dello scorso anno. Le imprese infatti, hanno segnato, nel complesso, un leggero cedimento della produzione, una sostanziale stazionarieta' dell'occupazione e sembrano piu' preoccupate per il futuro. I dati si riferiscono al primo trimestre del 2005 e sono il risultato dell'Indagine congiunturale tra le Imprese dell'Umbria promossa dalla Confindustria Regionale. Dalla ricerca e' emerso che rispetto al trimestre precedente, e' diminuito, passando dal 34,6 al 27,5, il numero delle imprese che sono riuscite ad incrementare il proprio fatturato. E' cresciuto dal 25,5 al 28,3 il numero delle aziende che ha dichiarato una riduzione del fatturato. "Anche in questo primo trimestre 2005, come nei precedenti - ha spiegato il presidente di Confindustria Umbria Adriano Garofoli - sono le imprese di minori dimensioni a mostrare maggiori difficolta' rispetto alle aziende piu' grandi che rivelano un minor affaticamento, anche se esprimono orientamenti prudenti per i mesi a venire".

      In particolare, una buona tenuta e' stata dimostrata dal settore alimentare in cui non ci sono aziende che segnalano diminuzioni di fatturato, ma anzi il 12,5% rileva incrementi di fatturato in misura superiore allo scorso anno. La ricerca di Confindustria ha evidenziato che il comparto del tessile-abbigliamento ha registrato la quota piu' elevata, il 61,5 di imprese con un andamento produttivo stabile, e la piu' bassa il 14,4, di quelle con una produzione in calo. Anche se il numero delle aziende che hanno recuperato o espanso la propria produzione e' del 28,2. La situazione piu' faticosa e' a carico dell'industria meccanica, dove le imprese stabili rispetto al trimestre precedente sono soltanto il 38,5% mentre il 35,9% ha dichiarato cedimenti, anche in misura sostanziosa. In questo settore segnalano un aumento di fatturato il 25,6% delle imprese, ma si tratta prevalentemente di incrementi inferiori al 5%. Sul versante dell'occupazione, che nel primo trimestre dell'anno e' stata stazionaria, c'e' da segnalare un ruolo di compensazione da parte delle imprese piu' grandi che, per questi primi tre mesi dell'anno, hanno assorbito alcune fuoriuscite a carico delle imprese piu' piccole.
      (AGI)

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