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Scuola: Fioroni detta leggeScuola: Fioroni detta legge

Un inizio di anno scolastico all'insegna della serietà. Concorre ad assicurarlo il decreto legge varato oggi dal consiglio dei ministri innanzitutto prevedendo una "stretta" sulle sanzioni disciplinari nei confronti dei professori che non fanno il proprio dovere e anche ripristinando il giudizio di ammissione all'esame di terza media.
"Si tratta di disposizioni urgenti per assicurare un ordinato avvio dell'anno scolastico" ha spiegato il premier Prodi che, dopo aver rivolto un augurio agli studenti, ha posto l'accento sul lavoro degli insegnanti, "cardine per il futuro del Paese".
"Un avvio di anno - ha aggiunto Fioroni nella conferenza stampa tenuta assieme al presidente del consiglio - che offre più certezze e sicurezze".

Ecco le principali novità:

>> ITER PIU' VELOCE PER SANZIONI PROF
Si introduce un riordino del sistema disciplinare. In caso di comportamenti "scorretti" di un docente, va acquisito il parere degli organi collegiali scolastici entro 60 giorni (prorogabili di altri 30 in casi particolarmente gravi), ma dopo 90 giorni, se questo parere non venisse espresso, la direzione scolastica regionale può comunque irrogare la sanzione. E viene stabilito un "tetto" di tempo massimo: 120 giorni per concludere l'iter e sanzionare (attualmente si registrano tempi medi che superano l'anno e mezzo). Modifiche anche ai provvedimenti di sospensione cautelare d'urgenza (per i quali è rimosso il parere del collegio dei docenti) prevedendo che il dirigente scolastico possa disporre il trasferimento per incompatibilità ambientale e l'inserimento in competenze diverse dall'insegnamento.

>> TORNA IL TEMPO PIENO ALLE ELEMENTARI
Si ripristina il tempo pieno, di fatto cancellato dalla riforma Moratti, alle elementari, con 40 ore settimanali (compreso il tempo mensa). Un piano d'azione consentirà la programmazione, in base alle esigenze del territorio (con particolare attenzione per quelle aree, soprattutto al Sud, dove il tempo pieno è meno diffuso), con il coinvolgimento delle Regioni e degli enti locali.

>> NUOVE REGOLE PER ESAMI PRIVATISTI
Intanto si stabilisce che i candidati privatisti devono poter accedere con certezza all'esame di Stato. A questo scopo gli studenti interessati dovranno presentare una domanda alla direzione scolastica regionale indicando il Comune di competenza e la scuola scelta. La direzione scolastica regionale stabilirà poi dove lo studente potrà sostenere l'esame tenendo conto dei "tetti" di privatisti già stabiliti. Insomma, un altro intervento per evitare la nascita di "esamifici".

>> PER ESAME TERZA MEDIA GIUDIZIO DI AMMISSIONE
Viene ripristinato il giudizio di ammissione per l'esame di terza media. "Per una questione non di severità - ha spiegato Fioroni - ma di serietà, considerando che oltre il 40% degli studenti italiani viene licenziato in terza media con 'sufficiente'".

>> SUPPLENZE MATERNITA' NON PIU' A CARICO SCUOLE
Le supplenze per maternità non saranno più a carico delle scuole ma pagate direttamente dal ministero della Pubblica Istruzione (e quindi dal Tesoro), consentendo un consistente recupero di fondi che potrebbero essere destinati all'ampliamento dell'offerta formativa. I collaboratori scolastici, poi, potranno essere chiesti dalle graduatorie giacenti presso le singole scuole. Con il decreto si riduce anche, da 8 a 3, il numero dei componenti del Comitato di indirizzo dell'Invalsi (Istituto per la valutazione del sistema di istruzione), si dà il via libera alle "classi primavera" per i bambini tra i 24 e i 36 mesi di età (con un finanziamento aggiuntivo di 5 mln di euro) e viene reintegrato il compenso dei commissari d'esame alla maturità.
(ansa - Settembre 2007)

''Chiudiamo le scuole'': ''Chi'' insegna ai nostri figli?''Chiudiamo le scuole'': ''Chi'' insegna ai nostri figli?

''Chiudiamo le scuole''
di Giovanni Papini
(01 giugno 1914)

>>...1914
"Diffidiamo de' casamenti di grande superficie, dove molti uomini si rinchiudono o vengono rinchiusi:

Prigioni, Chiese, Ospedali, Parlamenti, Caserme, Manicomi, Scuole, Ministeri, Conventi.

Codeste pubbliche architetture son di malaugurio: segni irrecusabili di malattie generali.

Difesa contro il delitto,
contro la morte,
contro lo straniero,
contro il disordine,
contro la solitudine...
contro tutto ciò che impaurisce l'uomo abbandonato a sé stesso:
il vigliacco eterno che fabbrica leggi e società come bastioni e trincee alla sua tremebondaggine.

Vi sono sinistri magazzini di uomini cattivi - in città e in campagna e sulle rive del mare - davanti a' quali non si passa senza terrore.

Lì son condannati al buio, alla fame, al suicidio, all'immobilità, all'abbrutimento, alla pazzia, migliaia e milioni di uomini che tolsero un po' di ricchezza a' fratelli più ricchi o diminuirono d'improvviso il numero di questa non rimpiangibile umanità. Non m'intenerisco sopra questi uomini ma soffro se penso troppo alla loro vita - e alla qualità e al diritto de' loro giudici e carcerieri.

Ma per costoro c'è almeno la ragione della difesa contro la possibilità di ritorni offensivi verso qualcun di noialtri.

Ma cosa hanno mai fatto i ragazzi, gli adolescenti, i giovanotti che dai sei fino ai dieci, ai quindici, ai venti, ai ventiquattro anni chiudete tante ore del giorno nelle vostre bianche galere per far patire il loro corpo e magagnare il loro cervello?

Gli altri potete chiamarli, con morali e codici in mano, delinquenti ma quest'altri sono, anche per voi, puri e innocenti come usciron dall'utero delle vostre spose e figliuole.

Con quali traditori pretesti vi permettete di scemare il loro piacere e la loro libertà nell'età più bella della vita e di compromettere per sempre la freschezza e la sanità della loro intelligenza?

Non venite fuori colla grossa artiglieria della retorica progressista:
le ragioni della civiltà,
l'educazione dello spirito,
l'avanzamento del sapere...

Noi sappiamo con assoluta certezza che la civiltà non è venuta fuor dalle scuole e che le scuole intristiscono gli animi invece di sollevarli e che le scoperte decisive della scienza non son nate dall'insegnamento pubblico ma dalla ricerca solitaria disinteressata e magari pazzesca di uomini che spesso non erano stati a scuola o non v'insegnavano.

Sappiamo ugualmente e con la stessa certezza che la scuola, essendo per sua necessità formale e tradizionalista, ha contribuito spessissimo a pietrificare il sapere e a ritardare con testardi ostruzionismi le più urgenti rivoluzioni e riforme intellettuali.
Soltanto per caso e per semplice coincidenza - raccoglie tanta di quella gente! - la scuola può essere il laboratorio di nuove verità.

Essa non è, per sua natura, una creazione, un'opera spirituale ma un semplice organismo e strumento pratico.

Non inventa le conoscenze ma si vanta di trasmetterle.

E non adempie bene neppure a quest'ultimo ufficio, perché le trasmette male o trasmettendole impedisce il più delle volte, disseccando e storcendo i cervelli ricevitori, il formarsi di altre conoscenze nuove e migliori.

Le scuole, dunque, non son altro che reclusori per minorenni istruiti per soddisfare a bisogni pratici e prettamente borghesi.

Quali?

Per i genitori, nei primi anni, sono il mezzo più decente per levarsi di casa i figliuoli che danno noia.

Più tardi entra in ballo il pensiero dominante della "posizione" e della "carriera".

Per i maestri c'è soprattutto la ragione di guadagnarsi pane, carne e vestiti con una professione ritenuta "nobile" e che offre, in più, tre mesi di vacanza l'anno e qualche piccola beneficiata di vanità.

Aggiungete poi a questo la sadica voluttà di potere annoiare, intimorire e tormentare impunemente, in capo alla vita, qualche migliaio di bambini o di giovani.

Lo Stato mantiene le scuole perché i padri di famiglia le vogliono e perché lui stesso, avendo bisogno tutti gli anni di qualche battaglione di impiegati, preferisce tirarseli su a modo suo e sceglierli sulla fede di certificati da lui concessi senza noie supplementari di vagliature più faticose.

Aggiungete che sulle scuole ci mangiano ispettori, presidi, bidelli, preparatori, assistenti, editori, librai, cartolai e avrete la trama completa degli interessi tessuti attorno alle comunali e regie e pareggiate case di pena.

Nessuno, fuorché a discorsi, pensa al miglioramento della nazione, allo sviluppo del pensiero e tanto meno a quello cui si dovrebbe pensar di più: al bene dei figliuoli.

Le scuole ci sono, fanno comodo, menano a qualche guadagno: ficchiamoci maschi e femmine e non ci pensiamo più.

L'uomo, nelle tre mezze dozzine d'anni decisive nella sua vita (dai sei ai dodici, dai dodici ai diciotto, dai diciotto ai ventiquattro), ha bisogno, per vivere, di libertà.

Libertà per rafforzare il corpo e conservarsi la salute, libertà all'aria aperta.

Nelle scuole si rovinano:
gli occhi,
i polmoni,
i nervi (quanti miopi, anemici e nevrastenici possono maledire giustamente le scuole e chi l'ha inventate!)

Libertà per svolgere la sua personalità nella vita aperta dalle diecimila possibilità, invece che in quella artificiale e ristretta delle classi e dei collegi.

Libertà per imparare veramente qualcosa perché non s'impara nulla di importante dalle lezioni ma soltanto dai grandi libri e dal contatto personale colla realtà, nella quale ognuno s'inserisce a modo suo e sceglie quel che gli è più adatto invece di sottostare a quella manipolazione disseccatrice e uniforme ch'è l'insegnamento.

Nelle scuole, invece, abbiamo la reclusione quotidiana in stanze polverose piene di fiati.

L'immobilità fisica più antinaturale,
l'immobilità dello spirito obbligato a ripetere invece che a cercare,
lo sforzo disastroso per imparare con metodi imbecilli moltissime cose inutili e l'annegamento sistematico di ogni personalità, originalità e iniziativa nel mar nero degli uniformi programmi.

Fino a sei anni l'uomo è prigioniero di genitori, bambinaie e istitutrici;
dai sei ai ventiquattro è sottoposto a genitori e professori;
dai ventiquattro è schiavo dell'ufficio, del caposezione, del pubblico e della moglie;
tra i quaranta e i cinquanta vien meccanizzato e ossificato dalle abitudini (terribili più d'ogni padrone) e servo, schiavo, prigioniero, forzato
e burattino rimane fino alla morte.

Lasciateci almeno la fanciullezza e la gioventù per godere un po' d'igienica anarchia!

L'unica scusa (non mai bastante) di tale lunghissimo incarceramento scolastico sarebbe la sua riconosciuta utilità per i futuri uomini.

Ma su questo punto c'è abbastanza concordia fra gli spiriti più illuminati.

La scuola fa molto più male che bene ai cervelli in formazione.

Insegna moltissime cose inutili, che poi bisogna disimparare per impararne molte altre da sé.

Insegna moltissime cose false o discutibili e ci vuol poi una bella fatica a liberarsene e non tutti ci arrivano.

Abitua gli uomini a ritenere che tutta la sapienza del mondo consista nei libri stampati.

Non insegna quasi mai ciò che un uomo dovrà fare effettivamente nella vita, per la quale occorre poi un faticoso e lungo noviziato autodidattico.

Insegna (pretende d'insegnare) quel che nessuno potrà mai insegnare: la pittura nelle accademie,
il gusto nelle scuole di lettere,
il pensiero nelle facoltà di filosofia,
la pedagogia nei corsi normali,
la musica nei conservatori.

Insegna male perché insegna a tutti le stesse cose nello stesso modo e nella stessa quantità non tenendo conto delle infinite diversità d'ingegno, di razza, di provenienza sociale, di età, di bisogni ecc.

Non si può insegnare a più d'uno.

Non s'impara qualcosa dagli altri che nelle conversazioni a due, dove colui che insegna si adatta alla natura dell'altro, rispiega, esemplifica, domanda, discute e non detta il suo verbo dall'alto.

Quasi tutti gli uomini che hanno fatto qualcosa di nuovo nel mondo o non sono mai andati a scuola o ne sono scappati presto o sono stati "cattivi" scolari.

I mediocri che arrivano nella vita a fare onorata e regolare carriera e magari a raggiungere una certa fama sono stati spesso i "primi" della classe.

La scuola non insegna precisamente quello di cui si ha più bisogno: appena passati gli esami e ottenuti i diplomi bisogna rivomitare tutto quel che s'è ingozzato in quei forzati banchetti e ricominciare da capo.

Vorrei che i nostri dottori della legge, per i quali la scuola è il tempio delle nuove generazioni e i manuali approvati sono i sacri testamenti della religion pedantesca, leggessero almeno una volta il saggio di Hazlitt sull'Ignoranza delle persone istruite, che comincia così:
"La razza di gente che ha meno idee è formata da quelli che non son altro che autori o lettori. È meglio non saper né leggere né scrivere che saper leggere e scrivere, e non essere capaci d'altro".

E più giù: "Chiunque è passato per tutti i gradi regolari d'una educazione classica e non è diventato stupido, può vantarsi d'averla scappata bella".

Credo che pochissimi potrebbero, se sapessero giudicarsi da sé, vantarsi di una tal resistenza.

E basta guardarsi un momento attorno e vedere quale sia la media intelligenza de' nostri impiegati, dirigenti, professionisti e governanti per convincersi che Hazlitt ha centomila ragioni.

Se c'è ancora un po' d'intelligenza nel mondo bisogna cercarla fra gli autodidatti o fra gli analfabeti.

La scuola è così essenzialmente antigeniale che non ristupidisce solamente gli scolari ma anche i maestri.

Ripeti e ripeti anni dopo anni le medesime cose, diventano assai più imbecilli e immalleabili di quel che fossero al principio e non è dir poco.

Poveri aguzzini acidi, annoiati, anchilosati, vuotati, seccati, angariati, scoraggiati che muovon le loro membra ufficiali e governative soltanto quando si tratta di aver qualche lira di più tutti i mesi!

Si parla dell'educazione morale delle scuole.

Gli unici risultati della convivenza tra maestri e scolari è questa: servilità apparente e ipocrisia dei secondi verso i primi e corruzione reciproca tra compagni e compagni.

L'unico testo di sincerità nelle scuole è la parete delle latrine.

Bisogna chiuder le scuole...tutte le scuole.

Dalla prima all'ultima.

Asili e giardini d'infanzia;
collegi e convitti;
scuole primarie e secondarie;
ginnasi e licei;
scuole tecniche e istituti tecnici;
università e accademie;
scuole di commercio e scuole di guerra;
istituti superiori e scuole d'applicazione;
politecnici e magisteri.

Dappertutto dove un uomo pretende d'insegnare ad altri uomini bisogna chiuder bottega.

Non bisogna dar retta ai genitori in imbarazzo né ai professori disoccupati né ai librai in fallimento.

Tutto s'accomoderà e si quieterà col tempo.

Si troverà il modo di sapere (e di saper meglio e in meno tempo) senza bisogno di sacrificare i più begli anni della vita sulle panche delle semiprigioni governative.

Ci saranno più uomini intelligenti e più uomini geniali;
la vita e la scienza andranno innanzi anche meglio;
ognuno se la caverà da sé e la civiltà non rallenterà neppure un secondo.

Ci sarà più libertà, più salute e più gioia.

L'anima umana innanzi tutto.

È la cosa più preziosa che ognuno di noi possegga.
La vogliamo salvare almeno quando sta mettendo le ali.

Daremo pensioni vitalizie a tutti i maestri, istitutori, prefetti, presidi, professori, liberi docenti e bidelli purché lascino andare i giovani fuor dalle loro fabbriche privilegiate di cretini di stato.

Ne abbiamo abbastanza dopo tanti secoli.

Chi è contro la libertà e la gioventù lavora per l'imbecillità e per la morte."


>>...2006
Mandiamo i nostri figli a scuola perché così vuole la legge,
altrimenti si va in galera.


Ma ci siamo mai soffermati un attimo a riflettere a chi affidiamo la mente e l'intelligenza dei nostri figli?


Dopo aver letto quello che ha scritto il Sig. Papini,
sbirciate tra le righe sotto e provate a non essere d’accordo con lui...

Ecco alcuni "esileranti" fraseggi proferiti nelle aule della nostra bella ma, soprattutto, "istruita" Italia...

In fondo alla pagina il link per mandare tutto ciò che avete sentito con le vostre orecchie.

Ma ora mettetevi comodi...

Prof di Inglese:
"È morto desanguato"
"È una società ipocrìtica"(ipocrita)
"Velosciamente"(velocemente)
"Disapprovano di Margaret"
"Lo vogliono bene" (gli vogliono bene)
"Le foglie che germolavano"(germogliavano)

(Alessia)


Prof di Italiano:
"Dove ve lo metto, all'orale?"

Prof di Religione:
"Zeus è un deo della terza generazione"
"Zeus era un gran puttaniere"
"Il mondo inft... infint... inift... piccolissimo!"
"Bisogna sapersi imporsi"
"Il quoziente intellettuale"

Prof di Storia dell'Arte:
"Il Gotico permane come discorso fondale di una scena che diventa l'Umanesimo"

Prof di Fisica:
"Guardate questo tubo a J, sembra un salame. Adesso pensate ad un elettrone nel tubo: è come se fosse un elettrone nel salame"

Prof di Filosofia:
"Ma Platone si è abbassato, tra virgolette, a scrivere degli scritti"

Prof di Italiano:
"Adesso poi dopo passo a via di fatto"
"Ma cosa aspetti, che vengano giù i pinguini ?!"

Prof di Matematica:
"Poi mi denunciano per invasione di vita propria..."
"Sicuramente ci sarà un SOTTORIFUGIO! (sotterfugio?)"
"Scopriremo il MALANDRONE! (malandrino?)".

Prof di Matematica:
"Ma manco se mi impicco a 'na ghigliottina!"
"La primavera v'ha schiuso i pulcini!"
"Ti giri avanti e la fai finisci?"
"Come fai a non capire? È la stessa cosa però non cambia niente!"
"Ragazzi, mi comincio a sfastidià eh!"
"Ve lo ripeto per la qualesima volta..."
"Se vorrei ottenere il valore della tangente..."
"Se faccio dei passaggi matematichi..."
"Giusto per puro curiosità vi dico che viene due valori come risultato..."
"Il grafico a me è venuto male,a voi verrà piu' chiaramente meglio..."
"Alla decima virgola decimale..."
"Qua lui,il libro, si chiede un problema..."
"Evita di mangiare il chupa-chupa con la bocca!"
"Lavorate pure in coppie di tre..."


Prof di Storia:
"Per martedì mi fate le crocette, così la volta scorsa le
correggiamo..."
(Assistendo alla chiamata a vibrazione di un cellulare): "Bene,
questo è un vibratore, immagino..."


Prof di Latino e Greco:
"Ve la fidate? ;"
"Lo vogliamo ripeterlo?" .

(Stefano)


Prof di Inglese
Voleva fare riferimento alle antiche corti nobiliari, così ha deciso di paragonare la sua idea a "Elisa di Valleombrosa"

Prof di Filosofia:
"..Il quarto anno del triennio"

...primi giorni di scuola:
"Oggi interroghiamo...e comincio dai nomi che conosco..
Tu come ti chiami???"

...e...

"C'è poco micapoco brusio!"
"Il gesso questa mattina mi serve a fare altre
cose che a scrivere"
"Acusmapata = participio neutro al plurale"
"I voti..non sono funghi sott'olio"
"Le parole devono essere lette...come le papatine pai...".

Prof di Diritto:
"Come ti chiami?" - Mattia... - "E di nome?"
"Ci sono certi padri e certe madri che non hanno figli..."

Prof di Storia:
"Una cosa che non capite ve la spiego un miliardesimo (1/1000000000)di volte!"
"Hai fratelli o sorelle?" - No... -"Beh, dovresti passarci più tempo assieme..."
"Che abiti vanno di moda quest'anno? So che l'anno scorso c'era il "Vuci" (Woolrich)
"Aula di musica? Io non ci sono mai stata, Dov'è?" - Al primo piano, vicino a quella di informatica... - "Già, infatti è sempre stata lì..."
"C'erano i Maya, gli Azzecchi..."

Prof di Italiano:
"Il suggeritore fa il gobbo a teatro..."
"Questa è una cosa internazionale, addirittura mondiale..."
"Scusi Prof,come si scrive Shoah? - "S, H, O, A" -Ma no Prof, mi sembra abbia la "h" finale... - "Bah..."

Prof di Biologia:
"Cos'è il glucosio?" - Non lo so... - "Giusto, un monosaccaride!"

(Veronica Guerra)


e ancora...

"Le domande rispondetele sul quaderno"
"Alzati!"È un imperatore! (Riferito al modo imperativo)
"La questione di Pascolo..."


Prof. di Italiano e Latino:
"Voi scrivete cose che non hanno nè senso nè coda"
"Abbiamo rimasto un po' delusetta"
"L'appartamento numero A"
"Devo interrogare quelli che hanno voti risalenti a mai"
"Pirandello scrisse che la vita è una grande spupazzata"
"È come la selezione della specie: il pesce piccolo mangia il pesce grande"
"La domanda non risponde alla risposta"
"Siete dei vigliaccoidi"


E tornateci a trovare...prossimamente pubblicheremo altri esileranti sproloqui dei nostri ''super-prof''...

Letto ciò...
dovrebbero venirci grossi dubbi (ma già li abbiamo) sulla qualità e il livello delle scuole italiane.

Ma siamo in Italia e si sa:
Non importa se qualcosa non va bene.
Non importa se una legge non va bene.
Non importa se una legge (magari del 1920 e quindi ovviamente poco adatta ai nostri giorni) invece di tutelare i cittadini, li penalizza o addirittura li priva di quello che si dice essere un diritto e cioè ''la democrazia'', la libertà di scegliere.

...dicevamo, non importa tutto ciò...

L'importante è: seguire la legge.

Ma come dice un cantante dei nostri tempi:
"Mani in alto in nome della legge!
Di quale legge?
Del lupo o del gregge...?"

Allora...
"Qui la domanda nasce spontanea..."

La legge va seguita ciecamente?
Come fosse una fede?


Un "libero" cittadino che vive in un paese "libero", potrebbe obiettare se pensasse che una legge fosse illogica, ingiusta e deleteria?

>> E voi avete mai provato ad obiettare?
>> E con quali risultati?

Se volete potete scrivere la vostra esperienza alla nostra redazione.

Stiamo realizzando la rubrica ''Vostradamus''.

In base ad una vostra esperienza, raccontateci come vedete le leggi italiane e come prevedete che vada a finire la nostra nazione se non verranno apportate le necessarie modifiche e i necessari aggiornamenti alle stesse.

Scrivi qui la tua esperienza
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Oppure scrivi a:
>> terniweb@mediarama.com
>> info@terniweb.it

(La Redazione)


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  • Scuola: l'onda torna in piazza
      19 mar. 09
      Lavoratori e studenti sono scesi in piazza oggi in tutta Italia per protestare contro i tagli all'istruzione decisi dal governo Berlusconi. Alle proteste, che hanno accompagnato lo sciopero - indetto dalla Flc-cgil per l'intero settore della conoscenza (dalle scuole materne, alle università, dai conservatori agli enti di ricerca) e dalla Gilda per il comparto scuola - hanno aderito anche i ragazzi dell'Onda che sono tornati così a far sentire la loro voce. Momenti di tensione si sono registrati nella Capitale e a Napoli: alla Sapienza di Roma la polizia ha caricato gli studenti che volevano uscire in corteo dall'Ateneo mentre nella città partenopea ci sono stati scontri tra studenti di estrema destra e dell'Onda all'esterno della sede dell'ateneo Federico II. Episodi che hanno sollevato un polverone di polemiche: al centro dei commenti di esponenti della maggioranza e dell'opposizione la compatibilità tra il diritto di manifestare e quanto previsto dal protocollo per regolamentare i cortei. "La libertà di espressione, di manifestazione, di partecipare alle elezioni è un diritto costituzionale dei cittadini che noi intendiamo garantire contro ogni forma di violenza" ha assicurato oggi il ministro dell'Interno, Roberto Maroni, durante il question time. Ma - ha aggiunto riferendosi agli scontri di qualche giorno fa alla Statale di Milano - "le forze di polizia seguiranno con attenzione ogni evento che possa incidere negativamente sulla libertà di espressione di tutte le componenti politiche e che di riflesso pregiudichi anche il mantenimento dell'ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini".

      ADESIONI A SCIOPERO DEL 45% SECONDO CGIL, 9,5% PER MINISTERO Come da tradizione anche oggi sull'adesione allo sciopero è andato in scena il solito balletto di cifre: la partecipazione, secondo il ministero dell'Istruzione, è stata (dati parziali rilevati alle 15) del 9,56%; del 10,35% la percentuale definitiva secondo il dipartimento della Funzione pubblica. Ben altre cifre quelle censite dal sindacato: nella scuola - ha reso noto la Flc - l'adesione allo sciopero è stata mediamente del 45% con punte del 60-70%.

      EPIFANI, SCUOLA VA RIFORMATA E NON CANCELLATA "La nostra scuola - ha detto il leader della Cgil, Guglielmo Epifani parlando a Palermo che ha ospitato, al teatro Politeama, la principale manifestazione della giornata - ha tante magagne, va sicuramente riformata ma non cancellata. Non merita di avere tagli invece che investimenti. Senza una formazione di qualità e il contrasto alla dispersione scolastica perderemo molte battaglie, in primo luogo quella della legalità, perché la scuola è la prima maestra di legalità". "Cresce il dissenso dei lavoratori verso politiche miopi e distruttive nei settori della conoscenza, respingono i contratti beffa, chiedono al governo - ha aggiunto il segretario generale della Flc, Mimmo Pantaleo - di fermarsi e di essere ascoltati". "Ci auguriamo - ha affermato il coordinatore della Gilda, Rino Di Meglio - che il dissenso manifestato oggi convinca il Governo a fare marcia indietro sui pesanti tagli previsti".

      DAL PIEMONTE ALLA SICILIA, 100 PIAZZE PER DIRE 'NO' Al corteo di Milano hanno partecipato anche gli operai dell'azienda metalmeccanica Innse di via Rubattino, che da mesi lottano contro la chiusura dello stabilimento; A Genova sono scesi in piazza lavoratori di tutti i comparti, dagli edili, agli insegnanti, ai pensionati; in 10 mila hanno sfilato a Firenze (tra gli slogan anche una citazione dalla Divina Commedia "Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza") in 20 mila a Torino (5 mila per la questura), in 2 mila a Cagliari; decine di lavoratori hanno partecipato a Bari a un presidio in piazza del Ferrarese.


      SCONTRI ALLA SAPIENZA NEL GIORNO SCIOPERO CGIL
      Gli studenti dell'Onda tornano a farsi sentire ma stavolta impattano contro le cariche delle forze dell'ordine e il protocollo di restrizione dei percorsi dei cortei a Roma. Nel giorno dello sciopero indetto dalla Flc-Cgil "contro i tagli del governo all'istruzione", le forze dell'ordine applicando il nuovo regolamento hanno caricato per tre volte gli studenti della Sapienza che tentavano di uscire dalla città universitaria per sfilare, con un corteo non autorizzato, nella capitale.

      Dopo una mattinata di tensioni vissute attorno alle mura della città universitaria, gli studenti si sono riuniti in assemblea chiedendo "di prendere una chiara posizione" alla Cgil, che poche settimane fa aveva sottoscritto in prefettura, assieme ad altri sindacati e ai maggiori partiti, un documento che stabilisce itinerari precisi in occasione delle manifestazioni nella capitale per limitare disagi alla cittadinanza. Stamattina, dopo una prima manifestazione all'interno dell'ateneo, i dimostranti avevano cercato di forzare il cordone di poliziotti e carabinieri all'entrata principale dell'università, in piazzale Aldo Moro, scatenando la prima carica delle forze dell'ordine, che presidiavano anche gli altri accessi. I dimostranti non hanno desistito, provando a passare da un'entrata secondaria in via de Lollis, ma sono stati nuovamente respinti da una seconda carica delle forze dell'ordine. Allo stesso modo è stato impedito l'ultimo tentativo degli studenti in viale Regina Elena, dove si è verificato qualche scontro. Gli universitari hanno risposto alle cariche con lanci di oggetti, soprattutto scarpe: "Volevamo uscire in corteo per andare a lanciare pantofole contro la sede del ministero dell'Economia", hanno detto i rappresentanti dell'Onda commentando il tentativo di "una rivolta delle scarpe", un gesto mutuato dagli studenti francesi ma che ricorda quello del giornalista iracheno che nel corso di una conferenza stampa lanciò le sue scarpe contro l'ex presidente Usa George W.Bush. Dopo gli scontri, gli studenti riuniti in assemblea hanno chiesto alla Cgil di prendere una posizione sul "protocollo anti-cortei".

      Il segretario della Cgil di Roma e Lazio Claudio Di Berardino ha espresso solidarietà ai manifestanti sostenendo che "le norme hanno il compito preciso di regolamentare i cortei e non quello di vietarli", perché "il protocollo ribadisce il diritto inalienabile a manifestare e scioperare". Meno indulgente con gli studenti è stato il segretario generale della Uil di Roma e del Lazio, Luigi Scardaone: "Chiunque vuole manifestare a Roma ne ha facoltà, ma deve attenersi alle regole che sono stabilite nel protocollo". Dello stesso avviso il sindaco di Roma Gianni Alemanno, tra i firmatari del documento. Dopo aver rivolto "un invito alla calma e a disarmare qualsiasi tendenza alla violenza politica che sta creando problemi nelle nostre università", Alemanno ha aggiunto: "Non possiamo ricominciare con cortei di 2-3-400 persone che si muovono per la città". Proprio oggi il ministro dell' Interno Roberto Maroni, nel question time alla Camera, in relazione agli scontri di qualche giorno fa all'università Statale di Milano, ha precisato che "le forze di polizia seguiranno con attenzione ogni evento che possa incidere negativamente sulla libertà di espressione" e che "pregiudichi anche il mantenimento dell'ordine pubblico e della sicurezza dei cittadini". (ansa)

    Scuola: scrutini intermedi, pioggia di 5 in condotta
      2 mar. 09
      Pioggia di 5 in condotta agli scrutini intermedi, mentre le lingue sorpassano la matematica nelle insufficienze dei ragazzi. E' quanto affermano i dati del ministero dell'Istruzione che segnala come ci siano "più insufficienze rispetto all'anno scorso: al termine degli scrutini del primo quadrimestre, infatti, nella scuola secondaria di secondo grado, risulta che il 72% degli studenti ha riportato almeno una insufficienza (lo scorso anno erano il 70,3%). Il 28% degli studenti non ha riportato insufficienze. L'anno scorso erano il 29,7%. Maggiori carenze si registrano negli Istituti professionali e nelle regioni del Centro Sud. Sud che ha anche il record dei 5 in condotta.

      Il tipo di istruzione che riporta la situazione maggiormente negativa continua ad essere quella professionale, con l'80% dei ragazzi che ha riportato insufficienze (valore identico a quello dello scorso anno). Seguono gli istituti tecnici con il 78,1% (dato peggiore del 76,4% dello scorso anno), i licei artistici e gli istituti d'arte 77,2% (73,8%), gli ex istituti magistrali con il 70,9% (57,6%), i licei scientifici 64,5% (61,9%), i classici 60,1 (57,6%).

      Gli studenti "più bravi" sono stati i ragazzi del Liceo Linguistico, in cui il 40,1% è arrivato agli scrutini intermedi senza insufficienze (lo scorso anno il 67,4% aveva avuto voti negativi). Le carenze si riscontrano in modo abbastanza uniforme tra le diverse zone del paese (Nord 70,1%, Centro 74,0%, Sud ed Isole 74,4%). Ma le insufficienze al sud crescono. Tra le discipline, le lingue straniere superano la matematica e diventano la materia che registra il maggior numero di insufficienze, con il 63,3% (il 62,2% lo scorso anno). La matematica segue con il 61,1% (lo scorso anno era il 62,4%). Per quanto riguarda i 5 in condotta, sono stati 34.311, dei quali 8.151 con la sola insufficienza in comportamento. I più indisciplinati agli istituti professionali, seguono i tecnici.

      Meno indisciplinati nei licei classici e negli scientifici Nei licei classici e scientifici 3.000 alunni hanno riportato una insufficienza nel comportamento. A livello di aree geografiche i ragazzi più indisciplinati sono nel sud (15.683 studenti con insufficienza in comportamento più 4.175 con insufficienza solo in comportamento). Seguono le isole (5.677 ragazzi con insufficienza in comportamento più 1.100 con insufficienza solo in comportamento), il centro (con 5.777 studenti con insufficienza in comportamento più 1.089 con insufficienza solo nel comportamento) ed il nord (costituito da 7.174 ragazzi con insufficienza in comportamento più 1.681 con insufficienza solo nel comportamento). Nella scuola media i ragazzi con almeno una insufficienza sono stati il 46%, ma a differenza delle scuole superiori le carenze si distribuiscono in modo abbastanza omogeneo tra le principali discipline: matematica (59,7%), inglese (54%), seconda lingua comunitaria (51,4%), storia (51,1%), scienze (45,7%), geografia (42,8%), italiano (42,6%), tecnologia (38%), arte e immagine (25,7%), musica (24,7%), scienze motorie e sportive (7,4%). (ANSA).

      ISCRIZIONI, MAGGIORE SCELTA SULLE 30 ORE - Secondo le proiezioni elaborate dal ministero delle Istruzioni, la maggior parte delle famiglie che ha iscritto i figli alla prima elementare 2009/2010 ha scelto le 30 ore. Per tutti gli orari, ricorda viale Trastevere la prima elementare avrà il maestro unico. Il ministero ha eseguito un campione su circa 900 scuole rappresentative e distribuite tra tutto il territorio nazionale. Dai primi dati, che non si possono certo considerare quelli definitivi per cui ci vorranno alcune settimane, risulta che il 3% abbia scelto le 24 ore, il 7% le 27 ore, il 56% le 30 ore, il 34% le 40. L'anno precedente le richieste non erano state rilevate dal ministero ma si stimano le seguenti tendenze: le 24 e le 27 sono richieste da una famiglia su 10; le 30 ore dunque sono la modalità più richiesta dalle famiglie (6 famiglie su 10 circa); le 40 ore sono sul livello della richiesta dell'anno scorso con un lieve aumento (3 famiglie su 10). Da sottolineare che i dati sono arrivati all'indomani della scadenza delle iscrizioni, che era proprio al 28 febbraio.

      GELMINI, PIU' LIBERTA' PER LE FAMIGLIE - "Dal 2009/2010 dunque più libertà per le famiglie che hanno scelto il quadro orario più adatto per i propri figli". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini commentando i primi dati sulle iscrizioni alle elementari per il prossimo anno scolastico. "Voglio ricordare che tutti i modelli orari, 24 - 27 - 30 ore, prevedono il maestro unico di riferimento e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa. Il maestro unico di riferimento sarà una figura indispensabile per la formazione del bambino - ha aggiunto Gelmini - così come accade in tutti i paesi europei. Solo in Italia erano previsti più maestri per alunno e da quando è stata introdotta questa modalità l'Italia è scesa dal terzo all'ottavo posto nelle classifiche internazionali della qualità delle elementari". (ansa)

    Universita', Napolitano: rivedere tagli indiscriminati
      24 feb. 09
      L'invito del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, a rivedere scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati ha riaperto il dibattito sulle ''sofferenze'' del sistema dell'istruzione. Un monito, quello del capo dello Stato, colto dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, che si e' affrettata a precisare che l'intento del Governo e' solo quello di ridurre gli sprechi.

      Napolitano ha invitato a non abbandonarsi a ''generalizzazioni negative e liquidatorie che mettono a rischio la ricerca e l'universita''', settori nei confronti dei quali piu' volte ha mostrato attenzione. E le sue parole hanno raccolto il plauso dell'opposizione. Ma non solo. ''Il tema toccato oggi dal capo dello Stato, quello del finanziamento dell'universita', e' un tema centrale. Ne va della sopravvivenza - ha sottolineato il presidente della conferenza dei rettori (Crui), Enrico Decleva - della massima istituzione formativa del nostro Paese. D'altra parte, si sta lavorando proficuamente per definire le linee di una revisione normativa della governance e del sistema di reclutamento. Cio' nell'ottica di un impegno riformatore che si intende rilanciare dall'interno del sistema, attraverso un dibattito costruttivo con il Ministero, il Governo e il Parlamento, ma che non puo' prescindere dagli aspetti finanziari''.

      Ancora piu' espliciti i rettori aderenti all' Aquis (Associazione per la qualita' delle universita' italiane statali): ''se i tagli dovessero restare - ha ammonito Vincenzo Milanesi, rettore a Padova - ci sarebbe un rischio Caporetto, uno smantellamento del sistema universita' in Italia''. E tuttavia ha aggiunto: ''la nostra linea come Aquis e' quella di protestare contro i tagli generalizzati alle universita', che fanno cadere la mannaia del boia indistintamente su tutti gli atenei senza alcuna considerazione del modo in cui questi hanno gestito le risorse pubbliche ricevute''.

      Una posizione non lontana da quella del ministro: ''E' nostro dovere amministrativo e morale - ha detto Gelmini - eliminare gli sprechi e le spese non necessarie accumulate negli anni a causa di gestioni universitarie poco efficaci. Ci sono ampi margini per migliorare le modalita' di spesa degli atenei e per destinare fondi alla ricerca e alle universita' piu' virtuose''. L'obiettivo e' chiaro: ''La crisi economica internazionale deve trasformarsi in una grande opportunita' per rivedere il sistema di Istruzione in Italia, un sistema in cui il problema principale non e' quanto si spende ma come vengono spese le risorse pubbliche''.

      I sindacati di categoria di Cgil e Cisl si associano a chi chiede di recuperare risorse da investire nell'istruzione. ''Gli altri Paesi - ha fatto notare il segretario generale della Flc-Cgil, Mimmo Pantaleo - stanno investendo nel settore della conoscenza e dell'istruzione come motore per uscire dalla crisi, da noi si taglia: 8 miliardi nella scuola, 1 e mezzo nell'universita'''. ''I tavoli di confronto, aperti con il ministro Gelmini, devono approdare - ha suggerito Francesco Scrima, segretario generale della Cisl scuola - a concrete misure di ridimensionamento dei tagli previsti, impegni che devono ora essere recepiti nei provvedimenti in cantiere, a partire dal decreti interministeriali sugli organici e sulle immissioni in ruolo a copertura dei posti vacanti''. (ansa)


    Scuola: "maestro unico" a richiesta
      12.12.2008 Italia - La riforma delle scuole superiori partirà dall'anno scolastico 2010/2011. E' quanto rende noto il ministero dell'Istruzione, spiegando che è stata presentata ieri ai sindacati la riforma del sistema dell'istruzione e degli ordinamenti scolastici. Provvedimento che sarà portato in Consiglio dei Ministri il 18 dicembre e che prevede anche l'avvio dal settembre 2009 della riforma del primo ciclo.

      "Parte - ha spiegato Viale Trastevere - una vera e propria rivoluzione e riorganizzazione della scuola in Italia. La riforma ha come obiettivo quello di modernizzare l'offerta formativa in Italia ed è il risultato del lavoro di questo governo e dei precedenti ministri Moratti e Fioroni". In concreto, dal primo settembre 2010 partirà la riforma del secondo ciclo, inizialmente prevista per il primo settembre 2009, "per dare modo alle scuole e alle famiglie di essere correttamente informate sui rilevanti cambiamenti e sulle innovazioni degli indirizzi. In particolare sul secondo ciclo si aprirà un confronto con tutti i soggetti della scuola sull'applicazione metodologico-didattica dei nuovi regolamenti. I punti principali della riforma sono lo snellimento e la semplificazione degli indirizzi scolastici, più legame tra le richieste del mondo del lavoro e la scuola, il riordino degli istituti tecnici e più opportunità per le famiglie. In particolare saranno messe a regime le migliori esperienze delle sperimentazioni, l'aumento dello studio della lingua inglese, l'aumento delle ore scientifiche e di matematica".

      MAESTRO UNICO SARA' A RICHIESTA
      Il cosiddetto "maestro unico" alle elementari sarà attivato su richiesta delle famiglie. E' confermato nel verbale conclusivo dell'incontro svoltosi oggi a Palazzo Chigi tra i sindacati della scuola (Cgil, Cisl e Uil, Gilda e Snals) e il governo rappresentato dal sottosegretario Letta e dai ministri Gelmini, Brunetta e Sacconi. All'incontro hanno partecipato anche i segretari generali di Uil, Luigi Angeletti e Cisl Raffaele Bonanni. Il governo si è impegnato a recepire i regolamenti che verranno presentati al Consiglio dei ministri la prossima settimana ei pareri espressi dalle commissioni Cultura e Istruzione di Camera e Senato.

      4 SU 10 FUORI CORSO: INDIRIZZI A QUOTA 5.734
      Una percentuale dei fuori corso al 40,7% e una proliferazione eccessiva dei corsi di studio arrivati a quota 5.734. Sono due delle criticità che emergono dal nono Rapporto sullo stato del sistema universitario presentato oggi, alla presenza del ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, dal presidente del Comitato di valutazione del sistema universitario (Cnvsu), Luigi Biggeri. L'indagine rivela anche che si riduce il numero degli immatricolati che si attesta nel 2007 sulle 308 mila unità (a fronte di un numero totale degli iscritti stabilizzato da circa quattro anni a 1 milione 800 mila unità) e che otto matricole su dieci scelgono di iniziare il proprio percorso formativo nella regione di residenza. Sul versante dell'offerta, si registra una consistente polverizzazione territoriale - dal 2001-2002 i corsi sono aumentati del 77,3% - con il fenomeno da un lato della presenza di corsi di studio con meno di 10 immatricolati (10,1%), dall' altro dell'incremento dei comuni sede di corso universitario saliti a quota 246. Spiccano le percentuali degli "abbandoni" attestata al 20% e degli studenti inattivi, che cioé non hanno sostenuto esami nell'ultimo anno, a quota 22,3%. E se il gettito di laureati è di oltre 300 mila unità all'anno, meno di uno su tre si laurea nei tempi regolari, il 30% con un anno di ritardo, uno su sei con due anni di ritardo e aumenta all'11% la percentuale di coloro che si laureano con tre anni di ritardo.
      (ansa)

    Scuola: arrivano i ''rangers''
      10.09.2007 Italia - Da oggi, 10 settembre, comincia il rientro nelle classi, tra le solite polemiche sul caro-corredo e gli allarmi sulle cattedre scoperte.
      Quest'anno, comunque, ci sono alcune novità, come l'apertura delle scuole il pomeriggio contro la dispersione scolastica. In arrivo circa 350 'rangers', gli ispettori della Pubblica Istruzione. E per il caro-libri impazza lo scambio via Internet.
      (ansa)

    Umbria: percorsi scolastici insegneranno professione
      24.01.2007 Umbria - Grazie alla Regione Umbria i giovani tra 14 e 17 anni potranno frequentare scuole triennali sperimentali che avviano al lavoro. L'obiettivo e' prevenire il fenomeno della "dispersione" scolastica: nei primi due anni i ragazzi assolveranno all'obbligo d'istruzione e, nel terzo, si dedicheranno alla sola formazione professionale. Questi percorsi formativi prevedono quindi che parte della vita scolastica sia dedicata al conseguimento di una qualifica.
      (ansa)

    Corso formatori pubblica amministrazione irachena
      24.01.2007 Orvieto - E' cominciata al Centro studi citta' di Orvieto la prima scuola per formatori della pubblica amministrazione irachena. Vi partecipano, fino al 2 febbraio, 21 professionisti delle municipalita' locali della provincia di Dhi Qar (Nassirirya). L'iniziativa e' organizzata dalla Sudgest, societa' a partecipazione pubblica, impegnata da oltre due anni in Iraq in progetti di assistenza allo sviluppo locale e di accompagnamento al governo della provincia di Dhi Qar.
      (ansa)

    Briccialdi: l'obiettivo primario resta la statizzazione
      16.11.2005 Terni - Le modifiche apportate allo Statuto sono il primo passo per la richiesta di statizzazione dell'istituto musicale "Briccialdi", obiettivo primario dell'amministrazione comunale. A questo deve far seguito la stesura del nuovo Regolamento prima che si intraprenda l'iter della richiesta al Ministero". Sono alcune delle indicazioni contenute nelle conclusioni della relazione della commissione controllo e garanzia del consiglio comunale in merito all'indagine effettuata sulla situazione del Briccialdi. La relazione, presentata dal presidente Giuseppe Conti (An), è stata approvata all'unanimità dal consiglio nel corso della seduta di lunedì ed è stata quindi rinviata in seconda commissione per la predisposizione di un atto d'indirizzo. La Commissione controllo e garanzia, nel corso di successive sedute, ha ascoltato l'assessore Alida Nardini, il direttore generale del Comune di Terni Caterina Grechi, il direttore del Briccialdi Pier Giuseppe Arcangeli e i componenti del Consiglio Direttivo dell'istituto musicale ed ha effettuato un sopralluogo in sede.
      "La carta della statizzazione - si legge ancora nelle conclusioni della commissione - risulta al momento quella su cui puntare le attenzioni e, quindi, deve essere giocata tenendo conto dell'importanza della posta, considerato che le alternative a disposizione avrebbero carattere riduttivo dell'immagine dell'istituto e, nella migliore delle ipotesi, consentirebbero un mantenimento delle condizioni attuali che non risolverebbero le problematiche".
      "Si dà atto alla direzione dell'istituto - continuano i commissari - di aver operato con competenza e spirito di sacrificio, tuttavia l'episodio dei ricorsi avanzati da alcune aspiranti ad entrare nella graduatoria per supplenti che ha visto il TAR dell'Umbria condannare il Comune per carenza di motivazioni , non depone bene per l'immagine dell'istituto". Un altro rilievo viene mosso sulla base delle richieste per il miglioramento acustico del nuovo auditorium di palazzo Primavera "considerando i lavori indispensabili per soddisfare uno dei requisiti indicati dal Ministero nell'ottica della statizzazione".
      "Le potenzialità dell'istituto pareggiato ternano - conclude la commissione - vanno coltivate nella direzione della professionalità e della qualità dei corsi, mentre esistono delle riserve sull'ipotesi di sinergia con il Morlacchi, se questa significasse perdita di identità per il Briccialdi".
      Il numero degli iscritti al Briccialdi nelle varie discipline è pari a 238 allievi, così suddivisi:165 nei corsi ordinamentali, 53 nei corsi di biennio superiore di secondo livello e 20 ai corsi di base. Le discipline insegnate sono 16 (flauto, oboe, clarinetto, sassofono, corno, fagotto, tromba-trombone, violino, violino-viola, violoncello, contrabbasso, chitarra, canto, pianoforte, strumenti a percussione, composizione).
      (CTI Terni - Ufficio stampa)

    Universita': Harvard 1° posto, Roma 125°
      28.10.2005 - E' Harvard la migliore universita' del mondo, secondo una classifica di 200 atenei compilata dal supplemento Istruzione del quotidiano britannico The Times (THES), che nella top 100 non include nessun istitutuzione italiana.

      La lista, redatta in base delle opinioni espresse da 20 mila accademici da tutto il mondo, premia le universita' anglosassoni che dominano incontrastate con sette atenei statunitensi e le britanniche Cambridge (terza) e Oxford (quarta) nelle prime nove posizioni, mentre al 10/mo posto si classifica la Ecole Polytecnique di Parigi.

      Gli unici atenei italiani che figurano nell'elenco di 200 stilato dal Times sono la Sapienza di Roma al 125/mo posto (162/esima nella classifica del 2004) l'universita' di Bologna al 159/mo(186/ma nel 2004) e, per la prima volta, l'universita' di Firenze al 199/mo posto.

      La cittadina statunitense di Cambridge emerge come il centro con la maggiore vitalita' intellettuale del globo in quanto sede di Harvard (gia' al primo posto nella classifica dello scorso anno), che e del Massachussets Institute of Technology (Mit), secondo nella prestigiosa lista.

      Ma anche la California si distingue nel panorama accademico internazionale con la Stanford University in quinta posizione, Berkeley in sesta e il California Institute of Technology in ottava. L'universita' di Pechino (15/ma) e' l'istituzione asiatica piu' alta in classifica, subito seguita dall'universita' di Tokyo in Giappone (16/ma) e dalla National University of Singapore (22/ma). Anche l'Australia sotto il profilo accademico totalizza un buon punteggio, piazzando sei atenei nella top 50, fra i quali spicca al 23/mo posto l'Australian National University. La Francia figura fra le prime cinquanta dell'elenco con l'Ecole Polytechnique (10/ma) e l'Ecole Normale Superieure (24/ma), mentre l'universita' di Heidelberg (45/ma) e' l'unica istituzione tedesca inclusa nella top 50.

      Per compilare l'elenco, gli esperti del Times hanno chiesto agli accademici di indicare i nomi delle migliori istituzioni universitarie specializzate nel settore di loro competenza ed hanno inoltre valutato la qualita' dei corsi, la notorieta' dei docenti e l'internazionalita' degli atenei, in termini di capacita' di attrarre studenti stranieri dall'estero.

      John O'Leary, direttore responsabile del supplemento THES ha sottolineato che le universita' hanno tutte diversi obbiettivi e diversi punti forti, rendendo difficile un paragone. ''Gli accademici vedono Harvard come la piu' eminente delle istituzioni per quanto riguarda le arti, la medicina e le scienze sociali, mentre Cambridge e' leader nelle scienze e l'MIT nella tecnologia'', ha affermato O'Leary nella prefazione della classifica.
      (ansa)

    Rivoluzione anti Moratti
      24.10.2005 Italia - Studenti in piazza domani contro le riforme Moratti dell'universita' . L'Unione degli Universitari (Udu) osserva, in una nota, che le battaglie di questi giorni ''non possono limitarsi a pura protesta lobbystica per la salvaguardia dei privilegi della docenza, ma devono riguardare la difesa di tutta l'Universita' pubblica e il suo potenziamento''. Ricordando che le proteste si stanno svolgendo in tutte le regioni d'Italia in maniera molto diversificata con occupazioni, sit-in, lezioni in piazza, l'Udu afferma che troveranno un momento di raccordo nella manifestazione studentesca a Roma che partira' domani (alle 10) da piazza della Repubblica e alla quale parteciperanno delegazioni di studenti provenienti da ogni parte d'Italia.

      Entrando nel merito dei provvedimenti varati dalla Moratti, l'associazione studentesca mette in evidenza che la riforma dell'ordinamento universitario (la legge 270/04) ''non solo e' inaccettabile nel merito (il famigerato percorso a Y che divide in due i percorsi di studio: uno formativo per i 'meritevoli' e uno professionalizzante per gli 'incapaci incolpevoli') ma e' anche una legge a 'costo meno' poiche' la finanziaria 2006, come quelle precedenti, prevede ulteriori pesantissimi tagli al finanziamento delle universita'''.

      Secondo l'Udu le politiche del governo Berlusconi sulla formazione ''hanno un solo obiettivo, smantellare definitivamente il gia' sofferente sistema universitario e la combinazione tra il ddl sullo stato giuridico, la riforma a Y e la finanziaria ''rendera' di fatto ingestibili le Universita'''. ''Se a tutto questo - conclude l'Unione degli universitari -aggiungiamo il totale disinteresse nei confronti dei diritti degli studenti (borse di studio insufficienti, posti letto pubblici limitatissimi, nessuna politica per la mobilita'|..) e' ancora piu' chiaro il disegno di costruire un'Universita' solo per chi puo' permettersela''.

      Anche gli studenti medi saranno in piazza domani accanto al mondo dell'universita' e della ricerca ''per chiedere a gran voce che venga data centralita' al sapere nella sua forma pubblica, laica e democratica come strumento di contrasto alla precarieta' che rischia di segnare le vita di un'intera generazione''. Gli studenti delle superiori si uniranno al corteo degli universitari in piazza Esedra per andare fino in piazza Navona. Questa manifestazione - spiega l'Uds in una nota - vuole segnare la continuita' fra le proteste delle ultime settimane e la giornata di mobilitazione studentesca mondiale, indetta dal Social Forum mondiale ed europeo del 17 novembre.

      BERTINOTTI: TUTTO IL PAESE CONTRO LA MORATTI
      ''Il Paese reale continua a manifestare il suo dissenso alla Moratti e a quelle che lei chiama riforme. Domani e' la volta delle Universita', ma non passa giorno che ogni scuola di ogni ordine e grado (studenti, docenti e non docenti) non scenda in piazza per chiedere un'altra istruzione, un'altra scuola, un'altra riforma''. Lo afferma il segretario del prc Fausto Bertinotti a proposito dello sciopero negli Atenei di domani.

      ''E' proprio il caso di dire che la Moratti imita Berlusconi, imponendo ad un Parlamento umiliato il continuo ed estenuante ricorso ai voti di fiducia. Si potrebbe addirittura dire - aggiunge Bertinotti - che la riforma Moratti si configuri esclusivamente come legge ad personam''. ''Il disegno di legge sullo stato giuridico - afferma infatti - non soltanto non risolve i numerosi problemi delle Universita', ma li aggrava, e per questo riceve un'opposizione generale dal Paese. Siamo di fronte ad una pessima legge che ha lo scopo esclusivo di accreditare l'immagine di una ministra efficiente e tecnocrate, ma che tanti danni sta provocando al sistema scolastico italiano''.
      (ansa)

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