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Natale 2007: tanti auguri dall'inflazione!
L'inflazione a novembre è salita al 2,4% contro il 2,1% di ottobre, ai massimi dal giugno 2004. Lo comunica l'Istat aggiungendo che su base mensile i prezzi sono aumentati dello 0,4%. Un aumento che pesa molto sui beni di prima necessità e sui prodotti energetici: il pane negli ultimi 12 mesi è aumentato del 12,4%, la pasta del 7,7, tanto che il ministero delle Politiche Agricole ha annunciato un "piano antispeculazione" per verificare manovre illegittime che abbiano inciso sui rialzi. Ma per i sindacati non basta: Cgil, Cisl e Uil hanno lanciato un appello al governo per "un intervento immediato e incisivo". Il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni fa notare come l'aumento dei prezzi si ripercuota "sia sulla condizione salariale, già peraltro grave dei lavoratori e dei pensionati, sia sull'andamento dei conti pubblici per l'aumento degli interessi sul debito pubblico". Mentre il ministro dello Sviluppo Pier Luigi Bersani ricorda che comunque il dato italiano "è inferiore a quello del 3% registrato a livello europeo".
I sindacati temono l'effetto domino. I confederali chiedono "una diminuzione delle accise" (richiesta condivisa da Confesercenti), ma anche "controlli e sanzioni contro gli speculatori", e la convocazione di tutte le parti sociali "per evitare che questi dati inflattivi diventino preoccupanti". Il rischio di un progressivo aumento dell'inflazione, spiega il segretario confederale della Cgil Marigia Maulucci, è che "si crei un effetto domino, che ricorda il passaggio dalla lira all'euro, per cui siccome l'inflazione sale è possibile che salgano anche i prezzi senza che ce ne sia una ragione specifica".
In forte rialzo l'energia. A destare preoccupazione non sono solo gli aumenti dei beni alimentari: su base mensile il comparto dell'energia è cresciuto dell'1,8%, mentre il dato tendenziale è passato dal 3% di ottobre al 5,1%.
Montezemolo ''preoccupato''. Anche il presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo non esita a definire "preoccupante" il rialzo dell'inflazione: "Preoccupa perché è una inversione di tendenza su un dato che ci eravamo quasi dimenticati. Ci sono una serie di elementi nazionali e internazionali, chiamiamoli turbolenze, che incidono su un organismo particolarmente non strutturato a crescere".
Confcommercio meno. Mentre Confcommercio fa notare come i rialzi italiani sono solo il riflesso di una situazione più generale: si tratta di un "fenomeno - si legge in una nota dell'associazione - che desta preoccupazione per l'impatto che può avere in termini di reddito disponibile e sui consumi ma, in ogni caso, decisamente inferiore al dato Uem di novembre salito al 3% per le tensioni sugli alimentari e sui combustibili".
I comparti. In rialzo, nell'indice 'intera collettività', sono soprattutto i 'Trasporti', +0,8% su base mensile e +3,9% su base annua, seguiti da 'Abitazione, acqua, elettricità e combustibili' (+0,6% mensile e +2,8 annuo) e 'Prodotti alimentari e bevande analcoliche' (+0,5% congiunturale e +3,7% tendenziale.
L'Istat: "Crescono i beni, fermi i servizi". "L'aumento congiunturale dello 0,4% - spiega Mauro Politi, delle 'Statistiche dei prezzi' dell'Istat - è dovuto interamente ai beni. I prezzi dei servizi sono invece scesi leggermente". In particolare spiccano le tariffe aeree, che in un anno sono diminuite del 9,6%. Scendono anche le tariffe telefoniche, fisse e mobili. Ma i rialzi preoccupano molto di più di quanto non diano un sospiro di sollievo i ribassi: il caropetrolio e l'aumento delle materie prime alimentari ha portato una serie di beni ad aumenti che in molti casi sfiorano o superano il 10%.
Volano il pane e la pasta. A crescere di più tra i beni alimentari, "soprattutto quelli lavorati dall'industria", spiega Politi: nel complesso registrano un aumento annuo del 3,8%. Il comparto pane e cereali aumenta del 7,1% contro il 6% a ottobre; se si considera solo il pane si arriva al 12,4 dal 10,3% del mese precedente. La pasta passa dal +6,4 al +7,7%. Il latte passa 5% al +6,4%. Non male anche le carni, che aumentano del 3,4%, con il pollame che recupera l'arretramento dell'anno scorso dovuto all'aviaria e balza del 7,3%. La frutta cresce del 4,7%.
La Coldiretti: "Il grano è sceso del 10%". Gli aumenti di pane e pasta, sottolinea tuttavia la Coldiretti, non sono certo dovuti ai rialzi dei prezzi delle materie prime: "Il prezzo del pane si è ridotto di un ulteriore 10% a novembre rispetto al mese precedente senza alcun effetto positivo su pane e pasta". Pertanto, gli aumenti dei prezzi finali, secondo la Coldiretti, sono dovuti esclusivamente "alle filiere inefficienti che perdono valore e sulle quali occorre intervenire con le necessarie ristrutturazioni".
La task force antispeculazione. Il ministero delle Politiche Agricole ritiene che tali aumenti vadano analizzati, e ha costituito una "task force antispeculazione", che nel prossimi giorni, fino a tutto dicembre, effettuerà oltre 2.500 controlli per verificare che alla base dei rincari ci siano stati "particolari e illegittimi comportamenti speculativi o fraudolenti da parte delle imprese del settore".
Benzina e gasolio alle stelle. I rialzi nel settore dell'energia sono altrettanto preoccupanti. La benzina verde è cresciuta su base mensile del 2,2% e su base annua del 9,8, il gasolio rispettivamente del 3,1 e dell'11,2%, i combustibili per la casa sono passati su base tendenziale dal 5,5% al +12,1%. (repubblica.it - Dicembre 2007)
Turismo: vacanze a prezzi folli. L’indagine di Federconsumatori
Una settimana per due persone in albergo per la vacanza estiva può arrivare a costare in media 1.160 euro, meno se si prende in locazione un appartamento, 729 euro. Ad incidere sul prezzo è soprattutto l'area geografica: al Sud, infatti, si può arrivare a spendere oltre 1.600 in hotel e 886 euro in appartamento. Lo rileva Federconsumatori che ha oggi presentato a Roma la "1° Indagine statistica nazionale sui prezzi applicati dagli alberghi, dai campeggi e dalle locazioni di appartamenti".
La ricerca, curata dall'Osservatorio nazionale sul turismo dell'associazione, ha preso in esame, nel periodo di marzo e aprile 2006, circa 1000 strutture alberghiere, altrettante quotazioni di locazione appartamenti e circa 200 campeggi, tutti situati nei comuni marittimi più importanti quanto ai flussi turistici rilevati.
Basso potere di acquisto e scarsa competitività del turismo italiano. Queste le cause secondo Rosario Trefiletti, presidente dell'associazione, che sono alla base "Dell'andamento negativo della spesa delle famiglie italiane nel settore turistico. E' infatti diminuita la percentuale di famiglie che parte per le ferie ed anche il numero di giorni di vacanza. Due sono le cause: la diminuzione del potere di acquisto delle famiglie e la scarsa competitività del nostro Paese rispetto ad altre località come ad esempio la Croazia. E' quindi necessaria da parte delle istituzioni una maggiore promozione a livello centralizzato".
Per quanto riguarda gli alberghi, a livello nazionale, la tariffa alberghiera media pro capite, in camera doppia, per un trattamento di pensione completa ammonta a 83 euro al giorno. La regione più cara è la Sardegna con 146 euro di tariffa, seguita dalla Sicilia (113 euro) e dalla Basilicata (109 euro). La regione più economica è invece l'Emilia-Romagna dove una notte in hotel costa intorno alle 60 euro.
Minore variabilità territoriale dei prezzi è stata riscontrata per i campeggi. In media il costo per il pernottamento di un adulto è di 9,3 euro: al Nord ammonta ad 8,1 euro, al Centro 9,6 euro ed al Sud e Isola 10,1 euro. Poco più di 14 euro costa invece il posto tenda (valore medio) e 15,3 euro il posto camper.
Il prezzo settimanale di locazione di un appartamento, dotato di tre posti letto in media a livello nazionale è invece di 729 euro. Anche qui da Nord a Sud le differenze di prezzo si fanno sentire: si passa dai 512 euro delle del Veneto alle 1.062 euro delle aree della Sardegna.
I consumatori non guardano solo ai prezzi delle strutture turistiche ma anche alla loro efficienza, qualità e trasparenza. Simone Scagliarini, responsabile dello Sportello Nazionale di tutela del turista ha ricordato come "sono state 1650 le persone assistite dall'inizio del 2006. Il 57% ha riguardato controversie con Tour Operators per pacchetti tutto compreso. Al secondo posto il trasporto aereo (13,1%) seguito da problematiche nel settore del turismo in camper (8,2%).
"Lavorare di più sulla trasparenza". Questo ha chiesto Mauro Zanini, vicepresidente di Federcosnumatori e responsabile del settore turismo al comparto. "Abbiamo firmato - ha precisato - un accordo con la Federazione delle agenzie di viaggio. La sfida è arrivare alla definizione di parametri e standard di qualità. Ciò che ci auguriamo è che le associazioni degli operatori turistici capiscano che la qualità e la trasparenza e i prezzi contenuti sono una carta vincente. Anche il reclamo deve essere vissuto come una risorsa". (Help Consumatori)
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