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Giovani Creativi <br>Ternani</br>Giovani Creativi
Ternani

Proseguiamo con la nostra nuova rubrica Giovani Creativi Ternani e non.

In attesa dei vostri lavori, Ospitiamo di nuovo Francesco Giovannetti, classe 1990.
Per contattarlo info@terniweb.it

Tutti coloro che intendono esporre i loro disegni inviare file formato .jpg o .gif a info@terniweb.it, potete inviare anche poesie, racconti fotografie, tutto quello che create.
Vi aspettiamo
terniweb.it



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Anniversario della nascita di Samuel MorseAnniversario della nascita di Samuel Morse

Samuel Morse nacque a Charlestown, Massachusetts 1791 – Morì a New York nel 1872), artista e inventore statunitense, ideò il telegrafo elettrico e il codice di segnali noto come alfabeto Morse. Dopo gli studi allo Yale College (oggi Yale University), si trasferì a Londra dove si dedicò alla pittura divenendo ritrattista e scultore di successo. Nel 1825 contribuì alla fondazione della National Academy of Design di New York. Continuò a dipingere e divenne professore di pittura e scultura alla New York University nel 1832.
Più o meno in quell'epoca iniziò a occuparsi di esperimenti chimici ed elettrici e mise a punto un apparecchio telegrafico elettromagnetico, che completò nel 1836. L'anno seguente presentò un caveat, cioè una notifica, all'ufficio brevetti di Washington e cercò senza successo di brevettare in Europa il suo apparecchio. Inventò poi un codice da usare con il suo telegrafo.
Nel 1843 il Congresso degli Stati Uniti gli assegnò dei fondi per costruire una linea telegrafica sperimentale tra Washington e Baltimora, nel Maryland. La linea fu installata con successo, e il 24 maggio 1844 Morse inviò il primo messaggio telegrafico: 'What hath God wrought!' (Cosa Dio ha creato!). Dopo numerose cause legali, ottenne il merito della sua invenzione. Successivamente condusse anche esperimenti di telegrafia sottomarina via cavo.

http://it.wikipedia.org/wiki/Samuel_Finley_Breese_Morse
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  • Leonardo, Piero Angela: ho scoperto un disegno che lo ritrae
      28 feb. 09
      ROMA - "Ho notato che c'era un disegno di Leonardo da Vinci nascosto tra le parole della decima pagina del suo Codice del volo degli uccelli. Ho pensato fosse lui". Ha iniziato così Piero Angela a raccontare la scoperta al centro dello speciale 'Il Segreto di Leonardo', in onda domani alle 21.30 su Raitre. "Ero andato a trovare il mio amico, il professor Pedretti, un esperto di Leonardo che insegna all'università di California a Los Angeles - ha detto Angela -. Quando mi sono accorto del disegno che stava sotto le parole della pagina del quaderno proposi una specie di restauro per estrapolarlo. Grazie anche ad un lavoro di grafica della Rai è venuto fuori un personaggio rinascimentale".

      A presentare lo speciale anche il direttore generale Rai Claudio Cappon: "La lunga collaborazione tra la Rai e Piero Angela ha sempre dato e continua a dare frutti preziosi. Inoltre, Angela conferma la sua importante operazione di divulgazione scientifica e culturale per il nostro Paese". Con Angela e Cappon, anche il direttore di Raitre Paolo Ruffini e il gruppo di collaboratori di Angela, come il regista dello speciale Michelangelo Pepe. "Estrapolando il disegno a sanguigna - ha spiegato Angela - ne è uscito un ritratto di uomo rinascimentale. Ho pensato, data la somiglianza, che si potesse trattare dello stesso Leonardo. Quindi, abbiamo fatto degli accostamenti con altri ritratti di Leonardo e principalmente con il suo celebre autoritratto. Poi, anche grazie al lavoro grafico della Rai, abbiamo condotto alcune analisi tecnologiche e, in seguito, applicato le tecniche di invecchiamento e ringiovanimento.

      E' stato impressionante trovarsi di fronte ad una somiglianza spaventosa, quasi si trattassero di due fratelli". Ad eseguire i processi di invecchiamento e ringiovanimento dei disegni è stato il Reparto Investigazioni Scientifiche di Roma. "Abbiamo chiesto l'opinione anche di un chirurgo maxillo-facciale - ha continuato il conduttore - che ha letto i due volti ritenendo possibile appartenere a due epoche di uno stesso uomo". Una scoperta che ha "molti punti esclamativi ma tantissimi interrogativi - ha aggiunto Angela -. Sulla data, ad esempio, non riusciamo ad avere un anno preciso. Abbiamo intuito che, grazie agli altri disegni presenti nelle otto pagine centrali di questo codice, Leonardo ha lavorato su questi fogli tra il 1482 e il 1489, cioé quando era a Milano, presso la corte di Ludovico il Moro. Poi questi fogli sono stati 'reciclati' dal pittore per scrivervi il codice". Piero Angela non ha voluto dare una sua opinione sull'autenticità del disegno del Codice del volo degli uccelli, ma ha detto: "é un lavoro che lasciamo agli esperti. Per ora, oltre al professor Pedretti, anche qualche altro esperto ha ritenuto essere una scoperta importante". (ansa)


    Assisi: capitale europea della cultura?
      12.07.2008 Assisi - Assisi si candida a diventare la 'capitale europea della cultura'. La Giunta comunale ha avviato le procedure per chiedere allo Stato italiano il riconoscimento. Il Comune ha spiegato che l'Italia, dopo Genova 2004, potra' indicare una nuova citta' Capitale, secondo le direttive dell'Unione Europea, nell'anno 2019 ma la decisione il Governo dovra' prenderla entro il 2013.
      (ansa)

    Musei: apertura straordinaria
      31.12.2006 Italia - Apertura straordinaria quest'anno per alcuni musei il 1 gennaio, sparsi in tutta Italia con una maggiore concentrazione in Campania dove si potranno ammirare: gli scavi di Pompei, Stabia, Ercolano, Oplonti e Boscoreale, la Certosa di Padula a Salerno, i Musei del polo storico artistico napoletano. Tra gli altri luoghi d'arte aperti: il Museo d'arte orientale a Venezia e il castello Malaspina a Bobbio in Emilia Romagna.

      In Toscana, l'affresco del Perugino a Firenze e il Museo casa Giusti a Monsummano Terme, la fortezza di S.Barbara, l'oratorio S.Desiderio, l'ex chiesa del Tau a Pistoia. In Abruzzo l'abbazia di S.Clemente a Casauria. In Calabria, palazzo Arnone a Cosenza, la chiesa di S.Francesco d'Assisi a Gerace, la bizantina 'Cattolica' a Stilo (Reggio Calabria).

      Nei monumenti e siti aperti nelle altre giornate, tra ieri e il 6 gennaio 2007, le soprintendenze hanno, inoltre, organizzato visite guidate gratuite e mostre. Archivi e biblioteche saranno aperti al pubblico nei giorni feriali.

      I Musei del polo napoletano (Museo Duca di Martina, Museo di San Martino, Galleria di Capodimonte, Museo Pignatelli Cortes, Castel S. Elmo, Palazzo Reale) e gli scavi di Pompei, Ercolano, Oplontis, Stabia, Boscoreale si potranno ammirare anche il primo dell anno con orari diversi. Sono, inoltre, sempre visitabili la tomba di Virgilio e il parco di Capodimonte a Napoli e la Certosa di San Lorenzo a Padula (Salerno).

      A Pompei, gli scavi sono aperti dalle ore 8,30 e, per la prima volta, (fino al 7 gennaio) si può accedere alla fabbrica delle lucerne di via Nocera, dove una piccola mostra didattica spiega i sistemi di illuminazione della città antica. A Venezia, è il Museo d'Arte Orientale ad essere aperto domani, il 1°, il 2 ed il 6 gennaio, dalle 10 alle 17. Aperte, invece, gli altri giorni dalla mattina alle 19 le gallerie dell'Accademia e Franchetti alla Cà d'Oro.

      A Roma le chiusura tradizionale del primo dell'anno è compensata con una serie di iniziative per il periodo festivo, come 'La Soprintendenza si fa in quattro': iniziativa che vuole avvicinare il pubblico alla storia di Roma nelle storiche sedi di palazzo Massimo, Altemps, Terme di Diocleziano, Crypta Balbi, Olearie Papali dove sono in programma visite guidate gratuite e di laboratori per i più piccoli fino al 7 gennaio.

      Visite guidate gratuite anche alla Magnificenza Barocca della Galleria Nazionale d'Arte Antica di Palazzo Barberini e della Galleria Borghese. Si potranno ammirare, anche l'Anfiteatro Flavio e il Pantheon, e vicino Roma, villa d Este a Tivoli, Villa Lante a Bagnaia, Palazzo Altieri a Oriolo, Palazzo Farnese a Caprarola.
      (ansa)

    Web: forte l'editoria digitale
      07.10.2006 Web - Continuano a crescere le vendite di libri su Internet: nel 2005 hanno fatto registrare un aumento del 28%. Lo ha annunciato l'Associazione italiana editori, che come ogni anno nel giorno di apertura della Buchmesse di Francoforte presenta i dati che fotografano la situazione dell'editoria. Il mercato librario e l'editoria digitale hanno raggiunto il valore a prezzo di copertina di 3.621 milioni di euro, con una crescita dello 0,4% rispetto al 2004.
      (ansa)

    Andy Warhol a Roma
      30.09.2006 - Non voleva che fosse evidente, lo maschera e lo nega, ne fa il suo segreto più nascosto. Andy Warhol e il sentimento religioso restano come il diavolo e l'acqua santa mentre era in vita e per almeno un decennio dopo la sua morte. Gli studi più recenti hanno invece intravisto una traccia sottile che collega il padre della Pop Art, cinico e fragile, al mondo della trascendenza, come testimonia la mostra che si apre domani al Chiostro del Bramante.

      Presentata alla stampa, l'esposizione (realizzata in collaborazione con il Warhol Museum di Pittsbhurgh) celebra i dieci anni di attività della sede espositiva capitolina, avviata nel 1996 appunto con una mostra su Andy Warhol. Allora, ha ricordato il presidente Chiostro del Bramante Patrizia de Marco, il tema era la presenza della sua opera nel collezionismo italiano, mentre oggi il curatore Gianni Mercurio ha assecondato le ricerche recenti per offrire una lettura rinnovata dell'artista americano.

      Titolo della mostra è appunto 'Pentiti e non peccare piu' e 'Repent and Sin No More' era una piccola opera che Warhol aveva realizzato un anno prima della sua scomparsa, nel 1986, per la serie 'Late Advertising', celando dietro la sarcastica rivisitazione del messaggio pubblicitario la tensione per il trascendente, il sentire religioso impresso sin dall'infanzia dall'educazione materna. Se gli artisti contemporanei spesso oggi si dibattono tra la dimensione profana e quella della trascendenza, in una rinnovata ricerca interiore, nella seconda metà del '900, ha detto Mercurio, era una atteggiamento rifuggito dai piu'. "Warhol riesce a sorprenderci ancora una volta anticipando di 60 anni questa intima riflessione", ha proseguito il curatore che però ha sottolineato come l'artista si sia sempre adoperato per nascondere la sua urgenza esistenziale, l'ossessione per la morte, il senso del tempo che fugge e l'eternità caparbiamente ricercata.

      E' stato lo studio di Jane Daggett Dillenberger, in cui si fa una rilettura "spiritualista e religiosa" dell'intero corpus di Warhol, a incuriosire Mercurio. Che è andato a spulciare l'immenso materiale custodito al Warhol Museum di Pittsbhurgh per cercare prove ulteriori di un atteggiamento mentale gelosamente nascosto.

      Molti indizi di ciò, prosegue il curatore, "li ho rinvenuti nelle sue 'macchine del tempo', le scatole che contenevano le testimonianze più segrete del suo sentire" e, anche se forse la visione complessiva della critica americana può risultare eccessiva, o comunque riduttiva dell'opera di Warhol, di religione sono impregnati molti suoi lavori. Soprattutto quelli degli ultimi anni, come l'ossessiva riproduzione della serie 'The Last Supper', in cui il padre della Pop Art si confronta con il cenacolo di Leonardo, riproducendo la composizione della scena o il volto del Cristo in una sequenza tanto fitta da farne l'artista americano che più ha trattato nella storia l'immagine religiosa.

      Di religione uniate, come la madre, fin da bambino Warhol si recava in chiesa, un'abitudine che non interruppe mai. Le icone che popolavano gli altari certamente influenzano anche i celebri ritratti dei personaggi celebrati del suo tempo. La mostra si apre infatti con Jackie Kennedy, Liz Taylor, Marlon Brando, fermati sulla tela con lo sguardo inespressivo di santi e madonne, freddamente bidimensionali, a volte addirittura su fondo oro (come la SuperMarilyn). Lo stesso discorso vale per i ritratti, numerosi in mostra, dei personaggi del jet set, della cultura e dell'arte (come Capote, Carolina di Monaco, Lana Turner, Keith Haring), che Warhol ricavava da piccole polaroid. Li imbellettava con colori sgargianti, rifaceva il trucco o accendeva lo sguardo, proprio come si fa con i defunti, ha concluso Mercurio, vestiti con gli abiti migliori per il loro ultimo viaggio.
      (ansa)

    Malaga compra Picasso
      11.06.2006 Madrid - I disegni di Picasso sono stati venduti dalla nipote dell'artista alla Fondazione Picasso Casa Natale di Malaga, per 2,7 milioni di euro. La transazione, avvenuta a Ginevra tra il Sindaco di Malaga e la Galleria svizzera Jan Krugier, ha concluso le trattative di vendita cominciate nell'autunno del 2005, rendendone possibile l'esposizione a partire dal prossimo autunno in coincidenza con il 125esimo anniversario della nascita dell'artista.
      (ansa)

    ''Quel gran genio di Leonardo''
      14.01.2006 Italia - Due capitali del Mediterraneo celebrano il genio creativo di Leonardo Da Vinci: dal titolo:
      ''Quel gran genio di Leonardo: dalle macchine del Rinascimento alla Soft Economy'' la mostra aprira' i battenti a Napoli, dal 20 gennaio al 26 febbraio 2006; in contemporanea, a Madrid si svolgera' un ciclo di conferenze.

      L'esposizione partenopea e' allestita dalla Association Culturelle Leonard de Vinci di Sion in Svizzera e dal Centro Ricerche Leonardiane di Brescia.

      Dopo i successi internazionali e le campagne pubblicitarie di Dan Brown, con il suo ''Codice Da Vinci'', e dei suoi critici oppositori con i ''segreti del Santo Graal'', si ritorna a parlare nel Mediterraneo del genio creativo italiano di Leonardo da Vinci, a 40 anni della notizia del ritrovamento di due manoscritti nella Biblioteca Nazionale di Spagna: la riscoperta dei Codici di Madrid, resi irreperibili per un errore di catalogazione avvenuta intorno al 1830, rimbalzo' con fragore in tutto il mondo il 1 febbraio 1996. Oggi si parte dall'economia della preistoria per giungere alla Soft Economy in difesa del Made in Italy di qualita' e per analizzare ricerca e nuove tecnologie.

      ''L'idea di presentare un Leonardo prestato all'industria - spiega Salvatore Naldi, presidente del gruppo a cui fa capo il Renaissance Hotel Mediterraneo di Napoli - e' per sottolineare che la genialita' italiana parte da lontano ma deve diventare sistema per vincere il confronto con i mercati''.

      Le conferenze di Madrid e l'esposizione, nello spazio neoclassico del Renaissance Hotel Mediterraneo, costituiscono l'occasione per riavvicinare il grande genio e osservare, in particolare, la raccolta di macchine da guerra, strumenti musicali e per l'industria, realizzati dai disegni vinciani in varie epoche. Alcune delle opere in mostra riprendono i ''progetti'' illustrati nei Codici di Madrid che trovano ancora applicazione nell'industria moderna.

      ''Le macchine in mostra - spiega Giovanni De Toni, presidente del CRL - sono il frutto di un lungo lavoro che ha portato studiosi di ogni parte del mondo ma soprattutto di Luigi Boldetti, ad accostare e decifrare i vari fogli del Codice Atlantico e dei Codici di Madrid con l'unico scopo di comprendere il modo di ragionare di Leonardo e quindi di realizzare meccanismi funzionanti''.

      ''Il tamburo meccanico o la trafilatrice - dice Mauro Carpiceci, direttore scientifico dell'associazione culturale di Sion - sono uno straordinario esempio di meccanismi attuali, impiegati ancora oggi nell'industria. Le illustrazioni dei disegni originali di Leonardo e quelle elaborate dagli studiosi, poste accanto alle macchine, aiutano a capire come si e' sviluppata l'intuizione del Genio''.

      Tra gli oggetti in mostra da segnalare anche il ''Tamburo Meccanico su Carretta'' che fu progettato da Leonardo per sostituire centinaia di tamburini durante le battaglie che rischiavano la vita.
      (ansa)

    Roma: Edouard Manet in mostra fino al 5 febbraio
      08.10.2005 Roma - Incisioni, alcuni disegni e una quarantina di oli di Edouard Manet sono in mostra da sabato fino al 5 febbraio al Complesso del Vittoriano.

      In tutto 150 opere per la prima rassegna italiana dedicata al grande artista francese, punto di riferimento dei pittori impressionisti, anche se non fu mai uno di loro.

      Presentata alla stampa, l'esposizione e' stata promossa dal Comune di Roma, dalla Provincia, dalla Regione Lazio ed e' stata organizzata da Comunicare Organizzando di Alessandro Nicosia. Curatrice Maria Teresa Benedetti, coadiuvata da un Comitato scientifico composto Renato Barilli, Ann Dumas, Diane Kelder, Claudio Strinati, che e' riuscito a mettere insieme diverse tipologie di opere. Grazie soprattutto alla collaborazione con la Bibliotheque Nationale de France, prestatrice di una sessantina tra incisioni e disegni di Manet.

      La mostra, hanno convenuto tutti gli intervenuti, e' stata una vera e propria sfida perche' il pittore parigino, morto a soli 51 anni, non fu prolifico quanto i suoi contemporanei. Al contrario di Degas o di Cezanne, che realizzarono migliaia di tele, Manet ne ha prodotte circa 400, di moltissime sono considerate capolavori assoluti. Quindi non soggetti a prestiti per definizione, tesori inamovibili dai piu' grandi musei del mondo che hanno la fortuna di custodirli. ''Manet conta opere 'sacrali' e imprestabili, quasi quanto Tiziano o Caravaggio'', ha detto il soprintendente Claudio Strinati per far capire lo sforzo organizzativo che e' stato necessario per mettere a punto la mostra del Vittoriano. Prima di questa rassegna, in Italia, c'erano stati solo due episodi, nel 1934 e nel 1948, alla Biennale di Venezia, ma si era trattato solo di alcuni dipinti, ripresentati anche qui a Roma.

      Del resto la grandezza dell'autore dell''Olympia' o del 'Dejeuner sur l'herbe' e' indiscutibile, quasi un luogo comune di questo artista definito da Renato Barilli ''pieno di futuro'', anche se non fu mai impressionista. Attento al passato, ando' piu' lontano, ha proseguito, fu amante della pittura classica italiana e spagnola e straordinario nel disegno, perche' indispensabile nell'innalzare le sue figure che come icone dominano lo spazio circostante. ''E stata la spazialita' quasi appiattita - ha proseguito Barilli - il grande scandalo del 'Dejeuner' e non solo per il nudo della donna adagiata sull'erba, che aveva molti esempi nell'arte antica. Manet in questo quadro buttava via la prospettiva''. E apriva la strada ai Gauguin, ai Fauve alle avanguardie fino alla Pop Art.

      Manet assi piu' innovativo dell'impressionista Monet, attento invece alla fusione atmosferica, al suo oggi che plasma di luce, colore ed emozioni. Manet invece, vero leader delle avanguardie dell''800 francese, punta sulla figura. E in mostra ci sono alcuni ritratti, anche nature morte (magnifica la coppia di peonie) e alcune marine con il mare che pare di ghiaccio e le navi nere che si stagliano tra i flutti.

      Purtroppo, se non si conosce alla perfezione l'intera opera di Manet, e' difficile capirla nella sua problematicita' solo ammirandone le pur belle incisioni.
      (ansa)

    Compromesse le iniziative culturali in Umbria
      28.09.2005 Umbria - "Il mancato voto favorevole dei consiglieri del centrodestra sulla richiesta di iscrizione urgente all’ordine del giorno del Consiglio regionale, del piano per lo spettacolo rischia di compromettere la qualità delle iniziative culturali nella nostra regione".

      Lo afferma Gianluca Rossi, presidente della Commissione affari sociali, che definisce "un fatto quanto mai singolare visto che la proposta è stata votata all’unanimità in Commissione".
      Prendo atto con rammarico della mancata iscrizione della proposta di Piano regionale per lo spettacolo 2005/2007 elaborato dalla Giunta regionale - aggiunge Gianluca Rossi (Ds) – evidenziando la "scadenza, il prossimo 15 ottobre, dei termini di presentazione dei progetti da parte delle Associazioni culturali interessate". Mi auguro, conclude il presidente della commissione, "che l’atto possa
      essere discusso in Consiglio regionale, in tempi brevi, per non provocare ulteriori ritardi al mondo culturale umbro".
      (crumbria.it)

    Arnolfo di Cambio: vasta esposizione di sue sculture
      14.06.2005 Umbria - A settecento anni dalla morte di Arnolfo di Cambio, l'Umbria dedica al grande maestro della scultura un vasto progetto espositivo, articolato in due sedi, Perugia e Orvieto, destinato a riscoprire un momento particolarmente fecondo della loro civilta' artistica. Il progetto espositivo (7 luglio 2005-8 gennaio 2006) curato da Vittoria Garibaldi e Bruno Toscano, accanto alle preziose e rare testimonianze della scultura arnolfiana in Umbria, propone alcune opere pittoriche dei maggiori artisti del tempo, quali Cimabue, Duccio di Boninsegna e Giotto. In particolare, saranno eccezionalmente presenti due affreschi staccati provenienti dalla Basilica di S. Francesco di Assisi, l'uno riproducente un grande Angelo di Cimabue, temporaneamente rimosso dalla tribuna della chiesa superiore per una verifica conservativa, l'altro una Figura allegorica di Giotto, proveniente dall'abside della chiesa Inferiore, conservato nel Museo delle Belle Arti di Budapest. La mostra dal titolo "Arnolfo di Cambio-una rinascita nell'Umbria medioevale" si aprira' a Perugia il 7 luglio visibile quindi sino all'8 gennaio 2006. Nella sede perugina della mostra, allestita nella sala Podiani della Galleria Nazionale, un'intera sezione sara' dedicata alla ricostruzione del contesto storico e politico tra XIII e XIV secolo, caratterizzato da grandi trasformazioni culturali, sociali e urbanistiche, legate alla presenza delle residenze papali nelle due citta' umbre. In tale ambito saranno esposti preziosi paramenti sacri, oreficerie, codici miniati e documenti riferiti al soggiorno e all'attivita' dei pontefici, che permettono di percepire la complessita' e il fervore artistico che anima le "citta' dei Papi" tra Due e Trecento. Elemento di eccezionale rilievo, sia scientifico che espositivo, sara' costituito poi dalla ricomposizione della fonte del "Grifo e del Leone", detta "degli Assetati", opera monumentale che Arnolfo esegui' per il Comune di Perugia all'inizio del 1281, originariamente collocata nel lato della piazza grande opposto alla fontana Maggiore.

      I cinque marmi superstiti, raffiguranti personaggi di intensa espressivita', elementi di un messaggio simbolico colto e raffinato del tutto nuovi per la societa' comunale, saranno inseriti in una dimensione architettonica, suffragata da nuove indagini storico-documentarie, che riproporra' la monumentalita' della fonte con l'accostamento delle grandi statue bronzee del Grifo e del Leone. Non manchera' inoltre la possibilita' di ripercorrere i momenti di crisi che hanno determinato la distruzione della fonte agli inizi del Trecento. Una suggestiva ambientazione consentira' di rivivere lo spazio urbano del centro antico di Perugia, tra la perduta fontana di Arnolfo, il primo nucleo del palazzo dei Priori, l'antica cattedrale e la fontana di Nicola Pisano; di quest'ultima saranno esposte alcune parti originali, ma il monumento sara' direttamente visibile dalla sala Podiani. La sede orvietana dell'evento, nel suggestivo allestimento collocato nella chiesa di Sant'Agostino, e' prevalentemente dedicata alle trasformazioni urbanistiche e culturali che culmineranno nel primo ventennio del Trecento nel cantiere del nuovo Duomo. La presenza di Arnolfo, con il monumento De Braye, e' in tal senso rappresentativa delle novita' legate alla corte pontificia, presente a Orvieto, con continuita' dalla seconda meta' del Duecento. Le opere esposte - conclude una nota - oltre ad alcuni capolavori provenienti forse dallo stesso monumento de Braye, richiamano proprio l'ambiente cosmopolita del primo cantiere del Duomo, il cantiere pontificio, fino all'arrivo in Orvieto del "Maestro sottile" il "secondo maestro del Duomo".
      (AGI)

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