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Michael Jackson: è giallo sulla causa della morteMichael Jackson: è giallo sulla causa della morte

Crescono i dubbi sulla morte di Michael Jackson, avvenuta giovedì sera a Los Angeles probabilmente per un arresto cardiaco. Fan in lutto in tutto il mondo intanto per la morte del re del pop, 50 anni, l'ex bambino prodigio capace di vendere 750 milioni di dischi. Un talento che ha segnato una rivoluzione epocale nel mondo della musica e ha reso Jackson una delle star più conosciute del pianeta, come hanno sottolineato in tanti oggi, in una città, Los Angeles, già scossa dalla scomparsa di Farrah Fawcett.

Effettuata l'autopsia. Tra 4-6 settimane il responso. Oggi è stata effettuata l'autopsia, durata circa tre ore, sul corpo di Michael Jackson. Il portavoce del coroner della contea di Los Angeles, Graig Harvey, ha detto che per stabilire le cause del decesso ci vorranno tra le 4 e le 6 settimane. Escludendo che la morte sia stata provocata da un trauma esterno o da una caduta, Harvey ha detto che occorreranno nuovi esami, tossicologici e polmonari, per stabilire come è deceduto Jackson. Il portavoce ha anche confermato che Jackson è morto nella Emergency Room dell'ospedale dell'Ucla, il pronto soccorso.

Il mistero sulle cause della morte. Ma i dubbi sulle cause della morte hanno già scatenato le reazioni dei fan sul web. Molti media americani riportano oggi che Jackson si sarebbe iniettato una dose eccessiva di un farmaco sintetico chiamato ''Demerol'', un narcotico che avrebbe effetti simili alla morfina. Gli investigatori hanno reso noto di voler ascoltare il medico personale del cantante, per accertarsi se sia stato lui a prescrivere o a fare quell'ultima iniezione, e per capire se la prescrizione possa comportare qualcosa di irregolare. Secondo quanto riferito da alcuni familiari, l'iniezione sarebbe stata fatta alle 11.30. La chiamata d'emergenza alle 12.21.

Caccia al medico personale di Jackson. La polizia di Los Angeles è a caccia del medico personale di Michael Jackson, che si ritiene potrebbe aiutare gli investigatori a risolvere il mistero della morte del cantante. La portavoce della polizia di Los Angeles, Karen Rayner, ha dichiarato oggi che la BMW del medico è stata rimossa dal giardino della casa dell'artista, dove era parcheggiata, e consegnata agli investigatori. «Nell'automobile potrebbero esserci medicinali - ha detto la Rayner - o altri indizi che potrebbero aiutare il medico legale a risalire alle cause del decesso». Il sito web TMZ.com ha riportato oggi la notizia secondo cui il medico avrebbe risieduto proprio a casa del cantante e avrebbe iniettato lui la morfina che ne avrebbe provocato la morte. La Rayner, tuttavia, non si è detta in grado di confermare la notizia, e ha negato di conoscere l'identità dell'uomo. La portavoce della polizia ha inoltre precisato che il medico non è indagato, ma che gli investigatori desiderano semplicemente la sua collaborazione nelle indagini.

L'avvocato Brian Oxman, portavoce della famiglia Jackson, ha detto alla Cbs che era preoccupato per i farmaci che il cantante aveva preso a causa di lesioni subite durante le prove per i concerti. «Avevo messo in guardia tutti coloro che ho potuto mettere in guardia e li ho avvertiti che un giorno Michael Jackson non si sarebbe svegliato», ha detto Oxman, riferendosi alle medicine prescritte al cantante. Il legale precisa tuttavia di non voler «puntare il dito su nessuno» e di voler aspettare l'autopsia.

Tarak Ben Ammar, ex manager e amico di Michael Jackson sostiene che i «ciarlatani» e «criminali» sono stati «i medici che lo hanno curato nel corso della sua carriera, che hanno distrutto il suo volto, che gli hanno dato medicine per alleviare le sue sofferenze». Ben Ammar lancia accuse ai medici che in questi anni hanno curato il re del pop traendo «vantaggio dalla sua ipocondria». Ben Ammar afferma di non avere mai visto Jackson fare uso di droghe e sostiene che il cantante sia morto d'arresto cardiaco «perché prendeva ogni sorta di medicina».

Il lutto, esploso su internet, ha coinvolto celebrità e persone comuni sull'Hollywood Boulevard, dove in tanti hanno fatto pellegrinaggio, anche se sulla stella di un omonimo, visto che quella di Michael era coperta dal tappeto rosso pronto per la premiere di Bruno, il nuovo film dell'autore di Borat. A Westwood, dove è avvenuto l'ultimo tentativo di salvargli la vita, dal mattino si è assistito a un pellegrinaggio di gente di ogni colore, età, estrazione sociale. La gente è visibilmente turbata, emozionata, anche se le lacrime si mischiano con i sorrisi e i movimenti che la musica del cantante americano induce e ha sempre indotto.

Prima il dubbio di una bufala, poi la notizia del ricovero in gravi condizioni, quindi la conferma ufficiale con il viaggio della salma, avvolta di bianco, in elicottero verso l'obitorio. Il dramma è cominciato poco dopo mezzogiorno con una telefonata dalla villa di Jackson, nel quartiere di Holmby Hills, ai servizi di emergenza.

«È un uomo di 50 anni. Non respira più». Questo il messaggio giunto ai servizi di emergenza
dalla abitazione di Jackson alle 12.21 locali (ora di Los Angeles). La prima squadra di soccorso ad arrivare nella abitazione di Bel Air affittata dal cantante era a bordo di un camion rosso dei vigili del fuoco. I paramedici hanno tentato di rianimare Jackson, che non mostrava più segni di vita, mentre lo trasportavano all'Ucla Medical Center. All'ospedale, mentre il cantante veniva trasportato freneticamente su una barella all'interno dell'edificio medico, qualcuno che accompagnava Jackson ha cominciato ad urlare «Dovete salvarlo, dovete salvarlo!», hanno riferito alcuni testimoni.

Il medico personale di Jackson ha tentato di prestare soccorso al cantante, nella sua abitazione, ancora prima dell'arrivo della ambulanza, ha rivelato il fratello del cantante, Jermaine. Ai tentativi del medico di Jackson si erano poi uniti i paramedici dell'ambulanza chiamata via telefono. «L'ambulanza è giunta all'Ucla Medical Center alle 13.14 - ha detto Jermaine - Per oltre un'ora i medici dell'ospedale hanno cercato di rianimare Michael. Ma non ci sono riusciti». «La nostra famiglia chiede ai media di rispettare la nostra privacy in questo difficile momento - ha aggiunto il fratello del cantante - Il nostro amore sia con te, Michael, per sempre».

L'indagine della polizia. Per tutto il pomeriggio, appurata la morte del cantante, l'attenzione si è spostata sulle cause e le modalità e l'arrivo di una squadra speciale della sezione omicidi e rapine della polizia di Los Angeles - che ha aperto una indagine - ha fatto affiorare le voci più disparate. Normale procedura hanno detto gli agenti speciali, fermatisi almeno tre ore nella casa del cantante e hanno sequestrato tre autovetture, mantenendo però il massimo riserbo sulle indagini.

Morto mentre tentava il rilancio. A contribuire al mistero sul decesso di Jackson il fatto che sia arrivato in un momento di rilancio per il cantante di Thriller, che negli ultimi anni ha mantenuto un profilo molto basso e che fino alla sera precedente stava provando per il suo nuovo e ultimo show: il che rende sospetta l'ipotesi di un infarto per cause naturali.

Il cantante si stava preparando da mesi perché aveva in programma un tour di cinquanta concerti che l'avrebbero riportato al centro della scena musicale, a partire da Londra. Proprio nella capitale inglese in un'apparizione pubblica di cinque minuti che non avveniva da anni, a parte le sue presenze in tribunale aveva detto ai suoi fan: «Vi amo enormemente, dal profondo del mio cuore».

Folla all'Apollo Theatre di Harlem. Una folla di fan di Jackson si è riunita la scorsa notte davanti all' Apollo theatre, nel cuore del quartiere afroamericano di Harlem a New York, per onorare ballando la memoria dell'artista scomparso. Il re del pop aveva debuttato proprio qui quando, ancora bambino, cantava con i fratelli riuniti nei «Jackson Five». «In memoria di Michael Jackson, una vera leggenda dell'Apollo», recitava stanotte l'insegna luminosa del teatro dove sono passate tutte le star della musica afroamericana. E mentre in strada venivano diffuse le note delle sue canzoni più celebri, i fan accorsi si sono messi a ballare. Molti indossavano magliette dedicate al re del pop, soprattutto con le immagini di Thriller.

Il lutto globale per Michael Jackson ha avuto effetti immediati sul web, mandando in tilt Google e Twitter per il numero di contatti subito dopo la diffusione della notizia della morte del cantante. Un
portavoce di Google ha confermato alla Bbc che di fronte ai milioni di utenti che hanno digitato quasi contemporaneamente il nome del re del pop si è pensato ad un attacco informatico.

Il cantante è stato dichiarato morto a Los Angeles alle 14.26 e chi ha provato a chiedere notizie su Jackson fra le 14.40 e le 15.15 (ora californiana) ha ricevuto in risposta questa frase: «La richiesta appare simile a richieste automatiche da un virus del computer o da un software di spionaggio». Su Twitter la morte di Jacko ha preso il sopravvento mettendo in secondo piano anche la crisi iraniana.

Anche il sito di gossip Tmz, che per primo ha annunciato la morte di Jackson, è andato rapidamente in tilt per troppe richieste di accesso. La voce Michael Jackson di Wikipedia, di fronte all'iniziale confusione di notizie, è stata smontata e riscritta più di una volta.

Anche Facebook investita dall'ondata di messaggi per la morte di Jackson: il popolare social network è esploso per le connessioni e, in poche ore, tanti utenti si sono iscritti ad una pagina interamente dedicata a Jacko. Si chiama ''Rip Michael Jackson (we miss you)'' e in poche ore ha raccolto più di 160.000 iscrizioni, sicuramente destinate ad aumentare anche perchè appare un invito a tutti a divulgare la pagina il più possibile «per farne la più grande che Facebook abbia mai visto».
(il messaggero 2009)

E' morto Michael Jackson<br>Il re del pop ucciso da un infartoE' morto Michael Jackson
Il re del pop ucciso da un infarto

Il cantante Michael Jackson è morto poco dopo le 14 locali a Los Angeles per un arresto cardiaco.
L'annuncio della scomparsa è stato dato per primo dal sito Tmz.

Secondo Tmz, quando l'ambulanza è giunta nell'abitazione del cantante il cuore di Michael Jackson aveva smesso di battere e il cantante è stato portato d'urgenza all'ospedale UCLA. «Abbiamo appena appreso che Michael Jackson è morto - scrive il sito Tmz - Il cantante ha sofferto un arresto cardiaco e l'ospedale paramedico non è riuscito a rianimarlo. Quando Jackson è giunto in ospedale non aveva più un battito cardiaco».

Anche il Los Angeles Times ha confermato la morte del cantante. Il quotidiano californiano, citando proprie fonti, scrive che Jackson era arrivato in ospedale in coma profondo. Altri media americani hanno poi via via confermato la notizia.

Fonti del Los Angeles Fire Department affermano che all'arrivo dei soccorritori il cantante non respirava già più.

Il coroner di Los Angeles ha annunciato che una autopsia sarà effettuata per accertare le cause esatte della morte. Il medico legale Fred Corral ha detto che la morte di Michael Jackson è avvenuta alle 14.26 ora locale di Los Angeles.

L'ambulanza è stata chiamata alle 12.26 locali all'abitazione del cantante, a Carolwood Drive (Holmby Hills). Il fratello di Jackson, Ransy, ha riferito che il cantante è collassato all'improvviso in casa. È stata subito chiamata l'ambulanza, ma non è stato precisato quanto tempo sia passato dal momento in cui Jackson è stato colto da malore al momento in cui gli è stato effettuato il massaggio cardiaco. I paramedici hanno continuato nel tentativo di rianimazione anche al di fuori della villa del cantante. L'ipotesi più accreditata è quella dell'infarto, anche se non ci sono conferme da parte dell'ospedale. La madre e un fratello di Michael Jackson hanno seguito l'ambulanza all'ospedale.

L'annuncio di Tmz si è diffuso in un batter d'occhio a Los Angeles, e in poco tempo si sono radunate folle di giornalisti, fotografi e fans sia davanti alla clinica dell'Ucla Medical center, sia davanti alla villa di Jackson nell'area di Beverly Hills. Alla clinica la madre del cantante e uno dei fratelli sono stati raggiunti dal legale di famiglia e da altri parenti.

Michael Jackson aveva 50 anni, compiuti il 29 agosto scorso. Era nato a Gary, nell'Indiana, e aveva iniziato la sua carriera a soli cinque anni, con i fratelli, formando i Jackson Five. Nel 1972 uscì il suo primo album solo, prima pietra di una carriera che lo avrebbe portato a vendere oltre 750 milioni di dischi, più dei Beatles, facendone il re del pop.

A metà luglio avrebbe dovuto cominciare a Londra una tournee mondiale, il suo ritorno al mondo dello spettacolo, a dodici anni dall'ultimo tour. Centinaia di migliaia di fans avevano acquistato i biglietti disponibili per l'arena O2. I concerti, una cinquantina in tutto, avrebbero dovuto svolgersi in due tornate: una prima tra la metà di luglio e i primi di agosto; una seconda all'inizio dell'anno prossimo. Le prenotazioni erano andate alla grande (in un primo tempo i concerti previsti erano una decina soltanto), ma il cantante, dopo le difficoltà di questi ultimi anni legate al suo processo per pedofilia, non aveva più la forma degli anni precedenti.

Le prove, a Los Angeles, si sono svolte tra mille difficoltà, con un Jackson non più all'altezza della sua reputazione: questo almeno stando alle voci che giravano a Los Angeles, dopo la decisione del cantante di far slittare la prima londinese di alcuni giorni.

"L'ultima tournée", così lo stesso Jackson l'aveva definita, almeno a Londra, presentandola alla stampa e ai fans. In quella occasione la star era apparsa apparentemente in forma con indosso un paio di occhiali da sole ed aveva detto: "Questo è quanto, questo è il sipario, questi saranno i miei ultimi concerti a Londra".
I concerti dovevano cominciare l'8 luglio e i biglietti sono stati messi in vendita da marzo scorso al costo di 75, 65, e 50 sterline l'uno. L'annuncio di Jackson aveva colto di sorpresa stampa e fan rafforzando le voci riguardo il suo cattivo stato di salute.

Il fratello Jermaine, in un'intervista all'emittente Fox aveva confermato che il cantante non stava bene. I concerti di luglio avrebbero dovuto risollevare la star dai problemi economici degli ultimi tempi, dopo essere arrivato a 50 anni sull'orlo del fallimento. La sua immagine, e le sue finanze, sono state devastate dalle spese sostenute per difendersi nei processi subiti per le accuse di molestie sessuali a minori.

Quanto alla sua immagine fisica, rappresentava un caso da manuale della psicanalisi. Subito dopo il fantastico Thriller del 1982, Jackson si era accanito contro il suo fisico di afroamericano, sottoponendosi a una serie infinita di operazioni di chirurgia plastica che lo hanno trasformato in uno zombie, simile a quelli del leggendario video girato da John Landis proprio per Thriller. A questo si possono aggiungere le controverse vicende legate alla nascita in provetta dei suoi figli e ai disastrosi matrimonio con Lisa Marie Presley, la figlia di Elvis, e la sua ex infermiera (costretta a firmare un accordo in cui rinunciava alla maternità).

La sua carriera è tramontata nel 2005, dopo il lungo processo per pedofilia. Era stato ripetutamente accusato di avere abusato di minorenni, talvolta addirittura con la complicità delle madri, nel suo ranch californiano di Neverland, una Disneyland in miniatura che ha dovuto vendere l'anno scorso. Jackson è stato assolto dalle accuse, ma l'esito del lungo processo ha lasciato molti dubbi. Secondo la stampa sono centinaia di migliaia i dollari elargiti a sue presunte vittime per evitare testimonianze imbarazzanti. Da questi processi è uscito assolto ma la sua carriera è precipitata.

Pieno di debiti, praticamente rovinato nonostante possedesse il catalogo delle canzoni dei Beatles, lascia gli Stati Uniti nell'estate del 2005 insieme ai tre figli e si installa per un certo periodo a Bahrein, sul Golfo Persico. Era tornato recentemente, tra Las Vegas e Los Angeles, per le prove di questo concerti di addio che non si terranno mai. L'ultima cosa che si era saputa di lui era l'ingaggio di Lou Ferrigno, l'ex Hulk, come personal trainer, il quale aveva raccontato di averlo trovato in condizioni fisiche disastrose. Si parlava di un tumore alla pelle mentre era ancora viva la memoria delle sue immagini mentre faceva shopping in sedia a rotelle.

(26-6-2009)


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      28 lug. 09
      TORINO - Raid notturni per rubare alcolici nel Torinese: sei persone denunciate, quattro delle quali minorenni. Un quindicenne è addirittura andato in coma etilico dopo un furto. A incastrarli è stata una ripresa video fatta dai carabinieri del Comando provinciale di Torino.

      L'accusa per tutti è furto aggravato e continuato. I giovani entravano in un chiosco, a volto coperto, e portavano via decine di bottiglie di alcolici e superalcolici, vivande di ogni genere e denaro.

      Numerosi i raid notturni effettuati in un mese. Qualche giorno prima di essere bloccato, il quindicenne è stato ricoverato in ospedale per coma etilico conseguente alla pesante ubriachezza ottenuta con la birra e il rhum. Appena uscito, è poi ritornato a rubare insieme ai suoi amici. Scoperti in flagranza dai carabinieri, i ragazzi hanno confessato i furti.

      Sarebbero una quarantina i colpi messi a segno dalla banda di ragazzi che avevano preso d'assalto il chiosco adiacente un campo sportivo nella cintura ovest di Torino e che sono stati incastrati da una telecamera, fatta installare dal gestore esasperato per i continui furti, e acciuffati dai carabinieri della compagnia di Rivoli (Torino). I quattro minorenni che componevano il gruppo insieme a due maggiorenni (i quali hanno avuto però un ruolo di secondo piano nella vicenda) hanno età compresa tra i 15 e i 16 anni e provengono tutti da famiglie normali.
      Due di loro, però, hanno già avuto disavventure con la giustizia: uno (lo stesso che ha avuto il coma etilico) per possesso di una modica quantità di stupefacenti e un altro per un atto di bullismo nei confronti di un coetaneo, al quale aveva manomesso un ciclomotore allo scopo di fargli avere un incidente, che gli aveva provocato 15 giorni di prognosi. "Tutti i minorenni coinvolti hanno confessato davanti ai genitori - racconta il capitano Massimo Pesa, comandante della compagnia di Rivoli - i quali sono rimasti sbigottiti una volta appreso quanto avevano combinato i loro figli". (ansa)

    Bimba di 2 anni azzannata dal cane del nonno, e' grave
      28 lug. 09
      AGRIGENTO - Una bambina di 2 anni è stata azzannata da un cane meticcio, di proprietà del nonno, nelle campagne di Cammarata, nell'Agrigentino. La piccola è stata trasportata all'ospedale Civico di Palermo con l'elisoccorso, poi trasferita a Villa Sofia dove é stata sottoposta ad un intervento chirurgico.
      Secondo i medici del reparto di chirurgia plastica, che si sono riservati la prognosi, la piccola non sarebbe tuttavia in pericolo di vita. (ansa)

    ISPETTORE polizia uccide collega
      1 lug. 09
      CATANIA - Un ispettore della polizia penitenziaria di 39 anni ha ucciso a Catania un collega,un agente di 32 anni,con numerosi colpi d'arma da fuoco. Il delitto e' avvenuto la notte scorsa nella caserma attigua al carcere di massima sicurezza di Bicocca. L'uomo, di Piazza Armerina (Enna), e' entrato in una stanza dove c'erano numerosi agenti e ha esploso l'intero caricatore della sua pistola d'ordinanza contro il collega che e' morto sul colpo. Sembra che l'ispettore soffrisse di crisi depressive. (ansa)

    STRAGE Viareggio, 16 morti

      1 lug. 09
      E' salito a 16 il numero delle vittime dell'esplosione del gpl, contenuto in un carro cisterna, avvenuta alla stazione di Viareggio nella notte tra lunedì e martedì. I feriti sono 34, e 12 di loro sono gravissimi.
      Erano due bambini le ultime vittime accertate della strage: una bimba di tre anni, di origini non italiane, che era ricoverata all'ospedale pediatrico Bambino Gesù di Roma; e Lorenzo, due anni e mezzo, che invece era stato trasferito all'ospedale pediatrico Meyer di Firenze. Entrambi avevano ustioni nel 90% del corpo.

      Durante la notte sono proseguite le operazioni per la messa in sicurezza della zona del disastro e per la ricerca dei dispersi, sul cui numero non c'é ancora certezza: alcune fonti parlano di una persona, altre di tre. I vigili del fuoco hanno già svuotato sei dei 14 vagoni cisterna che componevano il treno merci deragliato nei pressi della stazione. La notte è trascorsa tranquilla per i circa 300 abitanti allontanati per precauzione dal quartiere e ospitati in case di amici, alberghi messi a disposizione dal Comune, nella palestra di una scuola dove è stata allestita anche una mensa, o nella tendopoli alzata davanti al Comune. (ansa)



    COMORE: cade aereo con 153 a bordo, sopravvissuta una ragazzina
      1 lug. 09
      Di nuovo un Airbus inghiottito dal mare, ancora una tragedia e un lutto che colpiscono duramente la Francia. Un mese dopo - era la notte fra il 31 maggio e il 1/o giugno - l'incidente dell'Airbus 330 Rio de Janiero-Parigi che ha causato la morte di 228 persone, un Airbus 310 della compagnia di bandiera Yemenia è precipitato al largo delle isole Comore con 153 passeggeri a bordo, una sessantina dei quali francesi: c'é una superstite, una ragazza di 14 anni, ha riferito la Croce Rossa locale. Alcuni cadaveri sono stati già recuperati in mare, e sono stati avvistati rottami del velivolo. Le operazioni di ricerca sono ostacolate dal maltempo. Ma la Francia accusa: quell'aereo in particolare - sul quale i passeggeri si sono imbarcati a Sanàa, nello Yemen, che non è quello, l'A330, con il quale erano partiti da Parigi - non poteva volare sui nostri cieli, era stato escluso per "irregolarità". Dallo Yemen ribattono: il velivolo era stato "sottoposto a una ispezione completa" nel maggio scorso sotto la supervisione di Airbus, era "in linea con gli standard internazionali" e una settimana fa aveva assicurato un collegamento con Londra. A causare l'incidente potrebbero essere state le cattive condizioni del tempo - fortissime raffiche di vento, ma non un temporale - nella zona dell'aeroporto di Moroni, nelle Comore, dove l'aereo doveva atterrare. Ma su come siano andate le cose le opinioni sono diverse.

      L'A310 avrebbe tentato un atterraggio d'emergenza, forse un ammaraggio, ipotesi avvalorata secondo esperti dal ritrovamento di un superstite. Il segretario di Stato francese ai trasporti, Dominique Bussereau, dice invece che ci sarebbe stato "un avvicinamento" del velivolo all'aeroporto, quindi "una ripresa di velocità, poi un nuovo avvicinamento che sarebbe stato mancato". Testimoni presenti all'aeroporto di Moroni raccontano infine che il velivolo si è schiantato dopo aver fallito l'atterraggio: "L'aereo era a circa 50 metri dal suolo, in avvicinamento della pista, e invece di imboccare la corsia d'atterraggio ha deviato ed è uscito dall'asse della pista, prendendo una direzione anomala verso il mare".

      Quello che è invece certo è che l'aereo inabissatosi al largo delle Comore non è quello con il quale il volo è cominciato ieri dall'aeroporto parigino di Roissy. I passeggeri si erano imbarcati infatti su un A330 di recente costruzione, altri erano saliti durante uno scalo a Marsiglia. Tutti fino a Sanaa, nello Yemen, dove i passeggeri hanno cambiato apparecchio imbarcandosi su quel maledetto A310. L'aereo - un modello, tra l'altro, che non è più in produzione dal 2007 - era poi partito verso Gibuti e Moroni, nelle isole Comore. Molti dei passeggeri imbarcati erano comoriani che vivevano in Francia. E la rabbia delle associazioni degli immigrati è esplosa all'aeroporto di Marsiglia. Il segretario di Stato Bussereau non solo ha puntato il dito contro quell'A310 in particolare - costruito nel 1990, dall'ottobre 1999 alla Yemenia, 51.900 ore di volo, - che era stato "escluso" dal suolo e dal cielo francese per "irregolarità" che erano state riscontrate "nelle sue attrezzature", ma ha aggiunto che anche la stessa compagnia di bandiera yemenita era "molto controllata", anche se non era nella lista nera delle compagnie aeree vietate in Francia. I corpi di più di 50 dei 153 passeggeri sono stati già ritrovati.

      C'é solo una superstite, una ragazza di 14 anni, ricoverata in ospedale a Moroni, in condizioni "non preoccupanti", ha riferito la portavoce locale della Croce Rossa, Ramulati Ben Ali. In precedenza, a lungo era durata l'incertezza, in particolare perché varie fonti mediche comoriane avevano invece parlato del ritrovamento in vita di un bambino di cinque anni, "che galleggiava sull'acqua". Qualche organo di informazione aveva detto che anche il pilota dell'A310 si era salvato. Notizia smentita dal ministro dei trasporti dello Yemen. Quel pilota - Khaled Hajib, 35 anni - si era invece salvato dall'attacco terroristico di Mumbai del novembre scorso, ha riferito la tv al Arabiya sul suo sito: Hajib era fra i civili presi in ostaggio dai terroristi nell'hotel Taj Mahal. (ansa)

    Michael Jackson muore per arresto cardiaco
      Los Angeles 26-06-2009 - E' morto Michael Jackson. Il re del pop ucciso da un infarto.
      Il cantante colto da malore in casa. E' stato ricoverato a Los Angeles. Poi, l'annuncio del decesso. Folla di fan davanti all'ospedale.
      Il cantante americano, 50 anni, è stato colto da un malore mentre si trovava nella sua residenza di Holmby Hills, sulle colline di Los Angeles. I soccorritori hanno riferito che, al loro arrivo, "non respirava più". E' stato portato d'urgenza all'ospedale dell'Ucla (Università di California a Los Angeles). Per un'ora circa, c'è stata incertezza sulla sua sorte. Alcuni siti lo davano per morto, altri dicevano che era in coma. Poi, la notizia del decesso si è fatta sempre più sicura e una folla di "fan" ha cominciato ad accalcarsi davanti all'ospedale.
      (La Repubblica)

      Entertainer Michael Jackson has died after being taken to a hospital on Thursday after suffering cardiac arrest, CNN has confirmed.
      Jackson, 50, had been in a coma at the hospital, sources told CNN.
      Brian Oxman, a Jackson family attorney, said he was told by brother Randy Jackson that Michael Jackson collapsed at his home in west Los Angeles, California, Thursday morning.
      Family members were told of the situation and were either at the hospital or en route, Oxman said.
      "I can only tell you that the family members are crying and I just have not been able to confirm anything, other than to hug them and tell them that I love them" Oxman said.
      (CNN)

    AEREO SPARITO: i rottami trovati sono dell'airbus
      3 giu. 09
      Sono dell'Airbus dell'Air France "senza alcun dubbio" i resti di un aereo avvistati ieri nell'Oceano Atlantico: lo ha confermato il ministro della difesa brasiliano, Nelson Jobim, che in serata ha incontrato in un albergo di Rio de Janeiro i familiari di alcuni dei 228 passeggeri che si trovavano a bordo del volo AF 447.

      Le dichiarazioni fatte alla stampa da Jobim hanno posto fine ad una lunga giornata durante la quale le notizie sull'Airbus scomparso sono ruotate proprio attorno alle ricerche per individuare il relitto negli abissi dell'Atlantico, in un'area a circa un migliaio di chilometri dal nord-est brasiliano e 2 mila dalle coste del Senegal. Sulla base degli avvistamenti fatti dalle navi giunte su uno dei luoghi possibili per trovare i resti dell'aereo c'é "una scia lunga 5 chilometri" con rottami dell'aereo, tra i quali "fili elettrici, elementi metallici, un sedile, oggetti di colore bianco e arancione", ha sottolineato Jobim, che ha inoltre aggiunto: "Proprio tale fatto indica che l'aereo è caduta nell'area" delle ricerche di queste ultime ore. Nel precisare che i resti avvistati da un Hercules C130 brasiliano sono stati trovati "in acque brasiliane" (a circa 650 chilometri al nord-est dall'arcipelago di Fernando de Noronha), il ministro della difesa non ha d'altra parte nascosto che ricuperare la scatola nera dell'aereo sarà "molto difficile". "Bisogna tener presente che in quel punto l'Oceano ha una profondità di circa 2 mila metri, forse anche 3 mila", ha detto. "Abbiamo mandato una nave appoggio militare, la Grajaù, a cui spetterà ora il compito di raccogliere tutti i resti che sia possibile rinvenire - ha aggiunto Jobim -. Tutto il materiale sarà poi portato alla base di Fernando de Noronha, esaminato da periti della polizia federale brasiliana e poi consegnato alle autorità competenti francesi". Alla domanda sulle possibili cause della tragedia, Jobim ha tagliato corto: "Noi non lavoriamo sulle basi di supposizioni.

      Su questo fronte, le conclusioni dipenderanno dai risultati delle indagini, che saranno appunto svolte dalle autorità francesi". Dal Guatemala, dove si trova in visita, il presidente Lula ha d'altra parte assicurato che il suo governo "farà il possibile e l'impossibile" per ricuperare il relitto. Dopo le dichiarazioni del governo brasiliano, l'Oceano Atlantico che è stato lo scenario della tragedia dell'Airbus ha quindi iniziato a restituire i pezzi dell'aereo. A segnalare alcuni rottami era stata in mattinata l'aeronautica brasiliana, che aveva riferito sull'avvistamento di alcuni frammenti "mettalici e non metallici" che galleggiabano sull'acqua "in mezzo a chiazze di combustibile e cherosene". La superficie dell'Atlantico che nelle ultime ore é stata rastrellata in lungo e in largo è enorme: allo stesso tempo però, sul luogo fin da ieri erano poco a poco convogliati numerosi mezzi dotati di tecnologia sofisticata, tra i quali sei navi (due cargo, quattro da guerra), oltre agli aerei. (ansa)

    DROGA: CC Perugia, 71 arresti
      1 giu. 09
      I carabinieri di Perugia stanno eseguendo in 14 province italiane 71 ordinanze di custodia cautelare in carcere per traffico di droga. Nell'operazione, coordinata dalla procura del capoluogo umbro, sono impegnati 330 militari. Si tratta della fase conclusiva di un'indagine che aveva gia' portato ad altri 22 arresti in flagranza. Sequestrati 12,5 chili di droga. I carabinieri di Perugia hanno cosi' interrotto un ingente flusso di stupefacenti che aveva il terminale in citta'.

    SIULP; misura colma, qualcuno arresti Brunetta
      29 mag. 09
      La misura "é colma: qualcuno arresti il ministro Brunetta prima che sia troppo tardi". Così il segretario del Siulp Felice Romano risponde alle parole del ministro della Funzione Pubblica sui "poliziotti-panzoni". "Non passa giorno senza che il ministro dica la sua sui mille mali del pubblico impiego - afferma il Siulp - ma a questo punto la misura è davvero colma e, dunque, attendiamo scuse ufficiali dal fantasioso ministro della Funzione Pubblica". Ma allo stesso tempo, prosegue, "attendiamo soprattutto che qualcuno 'arresti' le uscite fuori luogo e fuori gusto di Renato Brunetta: le donne e gli uomini della Polizia di Stato hanno tanti e troppi problemi da affrontare, non possono farsi carico delle stravaganze di uomini che dovrebbero rappresentare lo Stato ai massimi livelli e passano il loro tempo insultando a più non posso chi per 1.300 euro al mese rischia la pelle, e spesso ce la lascia, sulle strade". Quanto allo scioglimento dell'Antimafia, conclude Romano, "l'idea di cancellare la parola 'mafia' dall'uso comune non è purtroppo nuova, ci ha già pensato qualcuno, circa ottant'anni fa, e si chiamava Benito Mussolini. Possiamo perdonare la stravaganza, entro certi limiti, ma non la 'scopiazzatura'. Anche perché Brunetta, tra l'altro, non è manco all'altezza". (ansa)

    ANFP-SIAP, Brunetta offende i poliziotti
      29 mag. 09
      Sono "infondate e gravi" le affermazioni del ministro della Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, che "offendono gli operatori della Polizia di Stato, esprimendosi per editti populistici di cattivo gusto che poco si addicono ad un ministro della Repubblica". Così il Siap (Sindacato italiano appartenenti polizia) e l'Anfp (Associazione nazionali funzionari di polizia) commentano quanto dichiarato da Brunetta in un'intervista a Klauscondicio. "Il ministro - rilevano Siap e Anfp - dimostra, inoltre, di non conoscere l'organizzazione ed i compiti della Polizia di Stato poiché i colleghi che svolgono servizio 'dietro le scrivanie', quelli che lui definisce 'panzoni', altro non fanno che proseguire il lavoro effettuato dalle pattuglie in strada, dagli uffici investigativi e tutte le attività amministrative (obbligatorie per legge) connesse al rilascio dei permessi di soggiorno o ai decreti di espulsione, oltre ad esser in gran parte personale ferito in servizio o parzialmente idoneo a causa di patologie contratte in servizio". "Consigliamo a Brunetta - concludono - prima di avventurarsi nel rilasciare dichiarazioni sugli uomini e le donne della polizia di Stato, di informarsi dai suoi colleghi della Giustizia e dell'Interno, sugli sviluppi delle attività di prevenzione e persecuzione dei reati che la polizia prosegue con le autorità giudiziarie ed amministrative per garantire la sicurezza ai cittadini".
      POLIZIOTTI FANNO INDAGINI, NON SONO PASSACARTE
      I poliziotti e i carabinieri italiani "non sono né dei 'panzoni' né dei 'passacarte', ma svolgono indagini". Il segretario del Sap Nicola Tanzi risponde così al ministro della Funzione Pubblica Renato Brunetta, sottolineando che le scuse di quest'ultimo "fanno piacere". "E' opportuno però - aggiunge - una volta per tutte, dire con forza che la questione dei poliziotti negli uffici è un falso problema: la a maggior parte delle attività cosiddette burocratiché, infatti, è in realtà legata a compiti di polizia, come i controlli per il rilascio del passaporto e del porto d'armi". Non si tratta dunque "di compiti da far svolgere ad un impiegato civile, visto che ci sono verifiche ed indagini da compiere". Secondo il Sap va invece valutata "con molta attenzione" la posizione del ministro Maroni "che ha proposto di razionalizzare le forze dell'ordine. Da sempre il Sap - conclude Tanzi - si pone l'obiettivo di istituire un unico corpo di polizia nazionale, ovviamente coi dovuti e necessari accorgimenti che rispettino la storia e la struttura delle forze dell'ordine esistenti".
      (ansa)

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