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Terni non è più una città da cartolinaTerni non è più una città da cartolina

Provate ad entrare in una tabaccheria. Se chiedete una cartolina di Terni, vi indicheranno quel che resta di un espositore con vecchie foto ingiallite.
E le nuove dove sono?
Difficili da trovare, sa, da quando hanno chiuso Alterocca e la Multigraf
Già Alterocca!

C'erano una volta le cartoline di Terni. Famose in tutta Italia e anche in Europa. Cinquanta milioni l'anno ne produceva lo Stabilimento Alterocca. Una cifra colossale, un vero e proprio record. Dal Golfo di Sorrento, alla Basilica di San Pietro, dal Duomo di Milano, all'Etna, dietro ad ogni cartolina c'era scritto, invariabilmente, Alterocca-Terni.

Un personaggio come Virgilio Alterocca, il fondatore della tipografia, non poteva certo ignorare il territorio della propria città. Creò così, man mano, un enorme archivio di foto di Terni, del ternano, in tutti i suoi aspetti, con una straordinaria varietà: le bellezze naturali, la Cascata naturalmente, ma anche il mondo del lavoro. Gli angoli della vecchia Terni, le fiere, lo jutificio...tutte cartoline di una collezione che oggi è un documento storico, ma che allora contribuiva a esportare il nome (e l'immagine) di Terni in tutta Italia.

Oggi cosa rimane? L'archivio ancora tutto da scoprire e da valorizzare (il fondo Alterocca sarà trasferito a breve dalla torre libraria della Bibliomediateca, dov'era provvisoriamente ospitato, alla sezione periodici della biblioteca che, comunque non sarà la sua sede definitiva) e un grande vuoto negli scaffali delle tabaccherie.

Possibile che nessuno voglia più stampare cartoline di Terni?
Per la verità, dicono i rivenditori, qualcuno ci ha provato negli anni scorsi. Ditte di fuori città: però i costi sembrano essere troppo alti e poi, si sa, le cartoline di Terni non tirano molto.
Però c'è la Cascata, Piediluco, Carsulae: possibile che nessuno ci voglia investire qualche lira per fare delle belle cartoline da vendere ai turisti?
Ci vorrebbero fantasia, buon gusto e soprattutto amore per la propria città: tutte cose che oggi mancano a chi si occupa di questo settore. E poi ormai, al posto delle cartoline i giovani si scambiano le e-mail.

Per saperne di più sulla storia di Alterocca, ecco un brano tratto dal catalogo della mostra mostra Ascoltaci, o Signore! La comunicazione religiosa nelle immagini dell'Archivio Fotografico Alterocca


I documenti fotografici selezionati per questa mostra provengono tutti dall'archivio della Tipografia Alterocca di Terni, che fu la prima e più importante industria italiana per la produzione di cartoline illustrate e fotografiche.
La fabbrica nacque dall'evoluzione di una piccola tipografia, rilevata nel 1877 dal professor Virgilio Alterocca (Terni 1853-1910) e subito messa al servizio della comunicazione sociale e culturale: dalla redazione del giornale locale alla impresa di pubblicità e commissioni, a quella per l'affissione di manifesti in città ed in provincia.
In pochi anni l'attività imprenditoriale fu progressivamente allargata ad altri settori della comunicazione.
L'intento dichiarato era quello di voler contribuire allo sviluppo sociale e civile della città di Terni, che venne dotata, per iniziativa e a spese del suo intraprendente cittadino, di un nuovo grande teatro, il Politeama, e di una rete telefonica che per ampiezza e numero di abbonati fu considerata innovazione d'avanguardia anche sul piano nazionale.
Ma fu a partire dal 1896, con l'aggiornamento degli impianti, l'adozione di nuove tecniche per la stampa fototipografica importate dalla Svizzera e dalla Germania e con l'avvio della produzione industriale di cartoline illustrate e fotografiche, che l'azienda tipografica di Virgilio Alterocca divenne vero elemento trainante per la crescita della città.
Il fondatore, già esponente di spicco del Partito Socialista ternano, aveva della fotografia e della cartolina una concezione in cui il progresso industriale si legava alla conoscenza ed alla divulgazione del patrimonio artistico e naturale italiano e all'educazione del sentimento e del gusto. La comunicazione postale poteva, attraverso la fotografia, promuovere la conoscenza dell'Italia nel mondo e del mondo in Italia, realizzando l'obiettivo di far emergere visivamente realtà locali poco note, patrimoni d'arte, bellezze naturali, tradizioni culturali e religiose. Poteva suggerire mete da scoprire e contribuire alla diffusione del costume turistico, ancora tutto da sviluppare. Poteva connettere le comunità con i concittadini emigrati in paesi lontani, offrendo immagini del sacro a forte caratterizzazione locale, che dovevano aiutare a mantenere il legame con la madrepatria.
Le cartoline prodotte dalla Tipografia Alterocca viaggiarono per tutti i paesi, mentre da tanti luoghi diversi e lontani (dalla Francia, dall'Argentina, dalla Russia e perfino dalla Cina) arrivarono a Terni immagini destinate a tramutarsi in cartolina. Nonostante la morte prematura di Virgilio Alterocca, l'azienda conobbe una progressiva espansione fino agli anni '30, quando la fabbrica, per numero di addetti (circa 200) e per ampiezza (5.720 metri quadri di spazi industriali), raggiunse una potenzialità produttiva di 50 milioni di cartoline. Attraverso una rete costituita da rivendite di tabacchi, giornali e cartolerie, le cartoline fotografiche ed illustrate prodotte a Terni erano distribuite capillarmente su tutto il territorio nazionale.
Furono proprio quelle immagini, realizzate da fotografi che con grande perizia tecnica interpretavano per un gusto medio la percezione dell'ambiente, dell'arte e del paesaggio locale, le prime in Italia a fornire modelli di autorappresentazione destinati a divenire classici. Anche perché erano spesso i committenti o gli stessi rivenditori, fatti editori, a fornire suggerimenti per la stampa, stimoli e indicazioni ai fotografi in trasferta, selezionando tra i campioni di produzione quel che poteva corrispondere meglio alle aspettative di vendita. Il ricorso creativo a tecniche di fotomontaggio e ritocco praticate con grande professionalità garantiva, al bisogno, la produzione di realtà virtuali pienamente confacenti alle esigenze della committenza.
Nonostante i danni patiti durante i bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale, l'attività Alterocca prosegui' nel dopoguerra e rimase significativa sino agli anni settanta del secolo trascorso, quando la cartolina in bianco e nero non resse la concorrenza della cartolina a colori. In seguito alla chiusura dell'azienda tutto l'archivio delle immagini in bianco e nero (lastre, negativi su pellicola, stampe positive, materiali tipografici e cartoline campione) fu conservato a Terni, in attesa di possibili altre utilizzazioni.
A partire dal 1995, con la denominazione ufficiale di Archivio Fotografico Alterocca, è stato acquisito dalla società Alterocca Media, che ne ha avviato lo studio storico e l'indagine archivistica. L'obiettivo è quello di valorizzare il patrimonio di immagini attraverso il recupero delle particolari potenzialità informative dei documenti fotografici, salvaguardando nello stesso tempo l'originale struttura di formazione produttiva.
La documentazione presente in archivio è risultata straordinariamente ampia: più di un milione di immagini, edite e inedite, riferibili a circa cinquemila località italiane o straniere, prodotte in quasi cento anni per la comunicazione postale ma anche a scopi pubblicitari, per aziende turistiche, per alberghi e ristoranti, per la stampa di periodici e per istituzioni religiose in Italia e all'estero.
28 agosto 2001

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