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Stress: le vere cause del mal d'ufficio
Stress lavorativo, le richieste incalzanti e mai eludibili dei superiori e forse anche i colleghi delle volte antipatici: ecco le vere cause del mal d'ufficio che colpisce il fisico dell'impiegato costringendolo spesso a casa con mal di testa, problemi agli occhi e altre lagnanze. Secondo una ricerca pubblicata sulla rivista Occupational and Environmental Medicine, infatti, la vera causa della sindrome dell'edificio malato, che con una serie di sintomi generici ma in grado di causare non pochi problemi alla salute, colpisce i lavoratori solo nell'orario d'ufficio, non è qualcosa di insalubre nell'ambiente di lavoro ma la mancanza di supporto psicosociale ed eccessivo stress lavorativo.
Più che difetti nell'aerazione del posto di lavoro, rumori molesti, presenza di composti volatili inquinanti e altri fattori fisici della struttura i quali possono compromettere la salute, ha spiegato Mai Stafford del Department of Epidemiology and Public Health presso la University College di Londra, questa sindrome riflette un lavoro pressante e mancanza di supporto psicosociale dell'impiegato.
La sindrome dell'Edificio Malato anche detta Sick Building Syndrome (SBS) descrive situazioni in cui gli occupanti di un edificio, per esempio l'ufficio dove ci si reca tutti i giorni a lavorare, possano lamentare generici disturbi di salute, non riconducibili ad una malattia specifica ed avvertibili solo ed esclusivamente durante la permanenza all'interno della struttura.
I malesseri lamentati dai lavoratori, che vanno da cefalea, irritazione di occhi, naso, gola, tosse secca, pelle disidratata, vertigini o nausea, difficoltà di concentrazione, affaticamento, possono sopraggiungere solo in determinate stanze o settori, oppure riguardare l'intero edificio. La maggior parte dei sintomi svanisce o si attenua fortemente allontanandosi dall'edificio.
Anche se finora non si era riusciti a puntare il dito contro cause precise, il 'mal d'ufficio' era stato imputato a fattori fisici legati all'edificio che ospita gli impiegati. Si va da ventilazione insufficiente, che può derivare anche da una cattiva distribuzione da parte dell'impianto di condizionamento o filtri sporchi, a presenza di contaminanti chimici da fonti interne all'edificio quali adesivi, moquette, rivestimenti, mobili, macchine fotocopiatrici, insetticidi, detergenti. Questi possono emettere numerose sostanze organiche volatili (SOV), come la formaldeide, più volte dimostrati capaci di causare malesseri acuti e cronici.
Poi ancora ci sono i contaminanti chimici da fonti esterne quali i gas di scarico delle auto che possono facilmente infiltrarsi all'interno dell'edificio attraverso griglie, fessure e prese d'aria in genere disposte in modo improprio. E non è finita, per il mal d'ufficio sono stati chiamati in causa anche contaminanti biologici, batteri, muffe, pollini e virus che possono trovarsi nell'acqua stagnante che si può formare nei condotti, negli umidificatori, nei raccoglitori di condensa. Ma la nuova indagine, che ha coinvolto oltre 4000 lavoratori tra i 42 and 62 anni impiegati in 44 uffici, ridimensiona l'impatto di tutti questi fattori fisici e punta il dito contro cause di natura psicologica dovute sé all'ambiente di lavoro, ma non all'ambiente fisico, bensì a quello umano.
Dall'indagine è emerso innanzitutto che a soffrire della sindrome sono più le donne che gli uomini: tra le prime una su cinque lamenta cinque o più sintomi tipici della sindrome, contro un uomo su sette. E' emerso poi che, a differenza di quanto atteso, i sintomi sono avvertiti meno di frequente in edifici con problemi di aerazione, fonte di rumori molesti, presenza di funghi, alta concentrazione di anidride carbonica, composti organici volatili. I fattori più significativi associati alla sindrome sono un lavoro eccessivamente pressante e bassi livelli di supporto psicosociale in ufficio.
Manager e capiufficio che abbiano a cuore la salute della propria azienda e, quindi, quella degli impiegati dovrebbero tenere in considerazione la gestione del personale, hanno concluso gli autori del lavoro, la loro autonomia lavorativa, garantendo ai lavoratori un adeguato supporto psicosociale. (giornaletecnologico)
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