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ORA BASTA PAROLE: il tuo nome per TommasoORA BASTA PAROLE: il tuo nome per Tommaso

''Tommaso non è stato ucciso perchè piangeva''.
Lo ha rivelato al Gr Rai Lucia Musti, il pm che indaga sull’assassino del piccolo Onofri. ''Non ci risulta il pianto del bambino, né la sua uccisione legata a questo fatto'', ha detto la Musti aggiungendo che Tommy però ''è stato ucciso sicuramente poco dopo essere stato sequestrato, non sappiamo bene quando, ma il bimbo è morto praticamente subito''. Quello che non è chiaro, a questo punto, è ''perché'' sia stato ucciso, ''potrebbe essere un momento, un input omicida, o altro''.

Il magistrato ha poi smentito l'ipotesi di un mandante.
''Non risponde al vero che Paolo Onofri ha indicato agli inquirenti il nome di un mandante'' del sequestro del piccolo, ha detto raggiunta al telefono dall'Adnkronos. ''Del resto lui stesso lo ha smentito. Il fatto di avere delle inimicizie in ambienti di lavoro può capitare a tutti - ha spiegato - ma non per questo si devono trarre delle conclusioni''. Musti infine ha fatto appello alla stampa a rispettare il momento di dolore della famiglia, ricordando che proprio ''domani c'è il funerale del piccolo''.

Intanto il difensore di Mario Alessi, il muratore che con Salvatore Raimondi è accusato del sequestro e dell'omicidio del piccolo Tommaso, ha riferito ai cronisti che nel corso del breve colloquio avuto oggi l'uomo continua a ribadire la propria innocenza rispetto alla morte del piccolo, della quale accusa Raimondi. ''Avvocato, io non l'ho ucciso'', avrebbe detto Alessi al legale. L'uomo ha anche chiesto notizie della moglie, Antonella Conserva, imputata in ordine al sequestro di Tommaso, e del figlio Giuseppe, che è affidato alla nonna materna, la quale, a fronte della richiesta di affidamento avanzata dal fratello di Alessi, ha già dichiarato nei giorni scorsi di volerlo tenere con sé. Ferraboschi ha anche fatto sapere che chiederà per Alessi ''una perizia psichiatrica con incidente probatorio'', una decisione presa insieme al muratore siciliano.

Il procuratore della Dda di Bologna, Silverio Piro, ha ascoltato Pasquale Gagliostro, il pentito di 'ndrangheta già interrogato come persona informata sui fatti all'indomani del rapimento del piccolo Tommaso. Calabrese, originario di Palmi, aveva in precedenza riferito di essere stato contattato per il rapimento del bimbo da una persona che avrebbe avuto a che fare con la famiglia Onofri e che gli avrebbe proposto un sequestro lampo.

Gagliostro, secondo quanto ha fatto sapere il difensore di Barbieri, ha dichiarato che due calabresi, facenti parte di un clan che annovera anche alcuni siciliani, lo avevano contattato il 10 agosto scorso per un ''sequestro lampo'' che doveva consumarsi dentro casa. Paolo Onofri, mentre i rapitori tenevano sotto sequestro la famiglia, avrebbe dovuto recuperare il contante nel caveau per poi tornare a casa e consegnarlo ai malviventi.
Il pentito ha comunque specificato che allora non gli era stato fatto il nome di Paolo Onofri, ma avendolo visto in televisione, solo in un secondo momento aveva capito che si trattava proprio di lui.
(adnkronos)

''Tommaso non è stato ucciso perchè piangeva''

Ma l'assurda realta', unica e immutabile rimane questa:
Tommaso e' stato ucciso

Scoprire il motivo per cui questo bambino sia stato ucciso sara' "utile" solo alle due persone che gli hanno dato la vita.
A loro sì che serve saperlo.
A loro serve saperlo per "metabolizzare", se mai sara' possibile.
A loro serve saperlo per cercare di trovare risposte assurde a domande altrettanto assurde che girano come schegge impazzite
nelle loro menti.

Ma a noi?
Cosa cambia a noi allucinati spettatori, sapere se Tommaso sia stato ucciso per questo o quel motivo?
E soprattutto: cosa cambia a questo o quel politico, magistrato, giudice, poliziotto, inquirente, sapere se questo bambino, come tanti altri bambini, sia stato ucciso per questo o quel motivo?
Per loro e' la prassi, ma il punto principale resta comunque scoprire il colpevole e assegnargli la giusta pena.

Percio' ora piu' che mai, c'è l'assoluto bisogno di GIUSTIZIA

Sarà che ormai, grazie ai media per i quali e' "pane quotidiano", la spettacolarizzazione della morte sempre, comunque e ovunque e' diventato il biglietto da visita piu' diffuso.
E lo spettatore?
Lo spettatore, bombardato dai vari servizi televisivi che mentre raccontano i fatti di cronaca piu' raccapriccianti, "sfoderano" sottofondi musicali degni dei film da Oscar, assorbe attonito i colpi sferrati da tanta follìa.

Si potrebbero dire tante cose su questa follìa.
Soprattutto, si vorrebbero riuscire a dire cose che "leniscano" in qualche modo lo shock e il dolore di tutti.
Ma sarebbero, comunque, sempre e solo parole.

Tutti noi siamo vicini, con i pensieri e con il cuore, al papa' e alla mamma di Tommaso.
Sì, e' gia' qualcosa, ma non e' abbastanza.

Quante volte, davanti all'omicidio di chiunque ma soprattutto di un bambino, ognuno di noi si e' chiesto il perché la pena di chi ha commesso il reato sia così odiosamente irrisoria.

La "comprensione" e il perdono verso chi commette un reato e' una scelta che va lasciata all'arbitrio di chi subisce e sconta sulla propria pelle il reato che è stato commesso.

Lo Stato e la Legge devono garantire ai cittadini
la Giustizia.

La Giustizia non deve perdonare.
La Giustizia deve verificare i fatti,
giudicarli e quindi stabilire la giusta pena.
Anche se per quanto si voglia dire o fare, la "giusta pena" per queste assurdita' non esistera' mai.

Tommaso verra' accompagnato dai suoi cari e da tutta Italia verso la fine di un viaggio, l'ultimo.
E' uno dei tanti viaggi assurdi e inutili fatto da migliaia di vittime della follìa umana.
L'assurdo viaggio di Tommaso.
Ma cerchiamo di fare di tutto affinché non sia un viaggio inutile.

Percio': ORA BASTA PAROLE.

>>> Vogliamo organizzare una raccolta firme, sia on-line che nelle piazze di tutta Italia, per gridare a gran voce a TUTTI i politici e a chi ha la facolta' IMMEDIATA di modificare le leggi che si occupano dei reati di omicidio:
''ORA BASTA PAROLE''.

>>> Vogliamo costringere chiunque sia preposto a farlo, a modificare e ad inasprire le pene per i reati di omicidio.
Non devono essere possibili benefici alternativi al carcere, agevolazioni e sconti di pena

Spesso chi commette un omicidio sconta una pena equivalente, o anche inferiore, a chi commette un furto.

Tra la pena di morte e la liberta' di girovagare indisturbato, benché si sia gia' commesso un reato infame e ripugnante come uno stupro, ci dovra' pur essere un equa via di mezzo:
l'ergastolo.

Percio': ORA BASTA PAROLE.

Non lasciamo che la morte di Tommaso cada in silenzio in quel dimenticatoio pieno di tante altre assurde e inutili morti.

Diamogli voce e che l'eco di questa voce gridi all'infinito:
>> ORA BASTA PAROLE <<.

Aderisci all'iniziativa e mandaci la tua firma di solidarieta':

>>> Attraverso il nostro FORUM: scrivi qui la tua adesione

Aiutaci ad organizzare la raccolta firme in tutte le piazze d'Italia.

>>> Contattaci inviando una e-mail a:
terniweb@mediarama.com


N.B.
Questa iniziativa nasce dall'esigenza estrema ed impossibile da sottovalutare di non rimanere inerti davanti a questo assurdo episodio.
Nasce senza alcun altro scopo se non quello di cercare di creare qualcosa di utile dall'assurdita' di questa vicenda.
Nasce a supporto delle parole dette dal papa' di Tommaso:
''Non finisce qui''
Se questa iniziativa potra' essere causa di offesa o non sara' gradita alla famiglia Onofri, sia questo articolo che il progetto verranno immediatamente annullati.






''...E non riesco più a sorprendermi e la pazzia che danza intorno a me.
E penso che dovrei difendermi, ma è più difficile combattere.
...Se il pianto di una madre no, non può salvare la notte.
Dove si va, come si fa a stringere la vita, intanto fuori scoppia la notte...

(Nomadi)

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