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La Terra sarà distrutta da Catalina: la cometa ci investirà nel 2085
La vita sulla Terra, come oggi la conosciamo, fra meno di 80 anni potrebbe non essere più la stessa. Una cometa scoperta lo scorso 6 maggio dalla Nasa, inizialmente presa per un asteroide, punta verso il nostro pianeta ed entrerà in collisione con lo stesso l’11 giugno del 2085. Nonostante gli astronomi siano moderatamente prudenti nel rilasciare dichiarazioni, soprattutto per via dei molti anni che ci separano dal possibile disastro, la preoccupazione fra gli stessi resta molto alta. Se mai la cometa ribattezzata Catalina dovesse trovare infatti la Terra lungo il proprio tragitto, la potenza dell’impatto sarebbe impressionante. L’energia sprigionata dalla collisione equivarrebbe a quella dell’esplosione di 6mila bombe-H da un megaton l’una. Per meglio comprendere, è sufficiente una testata da un megaton per radere al suolo una grossa metropoli.
La cometa, inserita nella lista degli oggetti celesti potenzialmente pericolosi, i cosiddetti "Near Earth Objects" (Neo), risulta oggi la più grande mai osservata. Per questo già si pensa ad un modo per deviare o eventualmente distruggere Catalina. Innanzitutto, hanno spiegato gli esperti, è necessario stabilire se l’oggetto in questione è realmente un asteroide oppure una cometa! I due corpi hanno una struttura profondamente diversa. Mentre un asteroide è molto compatto e formato da roccia e, in alcuni casi, ferro, una cometa è più porosa e fragile (ghiaccio e polvere). Se si volesse decidere di deviarne la traiettoria, il primo elemento su cui non sbagliare è la struttura.
Per deviare una cometa si deve inviare sulla stessa una navicella dotata di un proprio motore capace di deviare la traiettoria dell’oggetto. Un asteroide, invece, può essere deviato o distrutto "semplicemente" con il lancio di missili. Altro fattore importante da conoscere risulta poi la dimensione reale dell’oggetto.
Le valutazioni sul diametro di Catalina risalgono a quando ancora si considerava l’oggetto un asteroide, non in grado di riflettere bene la luce del Sole. Se l’immagine osservata è invece quella di un corpo celeste dotato di una piccola chioma e se questa immagine viene interpretata in funzione di un oggetto puntiforme, le sue dimensioni sono alterate in quanto si attribuisce a un oggetto solido quello che di fatto è una piccola cometa. Steve Chesley, uno degli scienziati del "Jet Propulsion Laboratory" (Jpl), ritiene che Catalina abbia un diametro massimo di circa 980 metri.
Il terzo ed ultimo punto da chiarire riguarda infine le distanze alle quali il sistema di osservazione scopre i corpi celesti in grado di entrare in collisione con il nostro pianeta. E’ vero che le comete sono generalmente più grandi di un asteroide ma è anche vero che le stesse provengono dalla periferia del sistema solare e per questo hanno orbite nettamente più "allungate". Stabilire con precisione dove e quando queste colpiranno è molto difficile.
Gli ultimi calcoli fatti dagli scienziati, comunque, lasciano poche speranze. La traiettoria del corpo celeste sembra passare a circa 1.000 chilometri dal centro della Terra, il cui diametro, per la precisione, è di 12.700 chilometri. Insomma il nostro pianeta, secondo la Nasa, verrà colpito in pieno. Molto dipenderà tuttavia dal fattore tempo. Se i due corpi, Terra e cometa, verranno a trovarsi nello stesso posto allo stesso momento sarà la fine, se invece, per una moltitudine di motivi, uno dei due dovesse esser rallentato, anche di pochi secondi, le chance per il genere umano aumenteranno esponenzialmente. (giornaletecnologico)
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