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Addio al silicio: al suo posto la plastica
In un futuro non troppo lontano la Tv non sarà un elettrodomestico ingombrante, come lo è oggi, ma potrà essere arrotolata e conservata in un cassetto per poi essere srotolata ogni qualvolta se ne presenti la necessità. I giganti dell’elettronica si stanno infatti preparando per quella che sarà la prima grande rivoluzione da 30 anni a questa parte. Schermi sottili e flessibili come fogli di carta, e in grado di riprodurre immagini ad altissima risoluzione, saranno presenti su ogni tipologia di apparecchio elettronico.
I frigoriferi potranno ad esempio disporre di un display sul quale vengono visualizzate informazioni sui prodotti contenuti al loro interno e i cellulari, sempre più microscopici, potranno servirsi di pannelli solari arrotolabili indispensabili per ricaricare il terminale ogni volta che ci si trova lontano da un presa di corrente. Il tutto, fanno sapere gli esperti, non è fantascienza ma è oggi possibile grazie a delle ''plastiche speciali'' in grado di sostituire il silicio.
Ora si potranno produrre nuovi chip e transistor, elementi base dell'industria elettronica, e il costo per costruirli sarà ancora più contenuto. ''I vantaggi della plastica applicata all'elettronica? - si domandano Giuseppe Zerbi, docente di Scienze dei materiali al Politecnico, e Alberto Bolognesi, chimico, ricercatore all'Isma del CNR. È più economica e leggera del silicio, richiede una tecnologia più semplice e si può piegare''. Certo la scoperta non è proprio recente, lo stesso Zerbi ne parlò sul Giornale nel 1984: ''L'articolo si intitolava ‘La plastica conduce corrente’''.
''L'intuizione fu del premio Nobel Giulio Natta che però non riuscì a provarlo - ha spiegato il ricercatore del CNR. Il primo a farlo fu uno studente giapponese a metà anni '70. Per le scoperte sulle proprietà elettriche dei polimeri conduttori, Heeger, MacDiarmid e Shirakawa nel 2000 vinsero il Nobel per la chimica''. E oggi si cominciano a raccogliere i primi frutti. ''Si vedono i primi prodotti: led e schermi piatti delle Tv''.
E si è soltanto all’inizio di un lungo cammino. ''Il nostro scopo - ha concluso Bolognesi - non è quello di confrontarci con i colossi. Vogliamo spiegare alla piccola impresa che con il nostro aiuto può sfruttare il principio per produzioni di nicchia. C'è già chi, ad esempio, fabbrica le luci interne delle auto. Ma così si possono realizzare anche pannelli sottili che si illuminano, in grado di mandare in pensione le vecchie lampadine'. (Giornaletecnologico)
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