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Pericolo concreto asteroidi, Ocse: i governi collaborino tra loroPericolo concreto asteroidi, Ocse: i governi collaborino tra loro

Secondo quanto riportato su un rapporto dell'Ocse, ci sono 20 probabilità su 100 che, nel corso di questo secolo, il nostro pianeta venga colpito da un asteroide di grosse dimensioni. Le conseguenze, spiegano gli esperti, sarebbero a dir poco apocalittiche. "Se cadesse nel Mar Mediterraneo - ipotizzano gli scienziati - un’onda anomala sradicherebbe ogni forma di vita esistente nelle coste dell’intero bacino". L’Ocse, che con il suo rapporto non ha voluto certo creare panico fine a se stesso ma dare una bella strigliata ai governi di tutto il mondo, ritiene che un asteroide come quello che colpì nel 1908 la foresta siberiana della Tunguska sarebbe in grado di provocare sconvolgimenti geografici e climatici su scala globale.

L’organizzazione è consapevole del fatto che l’uomo non disponga oggi della tecnologia idonea ad evitare un eventuale impatto. Tuttavia i governi dovrebbero collaborare fra loro in modo da creare una macchina capace di attivarsi per salvaguardare le popolazioni in pericolo. Il nostro pianeta, anche se il tempo e Madre Natura fanno di tutto per nasconderlo, è ricoperto da cicatrici dovute all’impatto di asteroidi di piccole medie e grandi dimensioni.

Per distruggere una metropoli e quindi anche centinaia di migliaia di persone basterebbe oggi un meteorite di appena 30 metri. "Una volta entrato nell’atmosfera della Terra - ha spiegato Marcello Cordini, astrofisico e responsabile delle missioni di esplorazione nel Sistema solare dell'European Space Agency - l’oggetto esploderebbe probabilmente prima di raggiungere il suolo". L’onda d’urto, nonostante le dimensioni dell’asteroide, "sarebbero in grado di abbattere qualsiasi cosa si trovi nel raggio di centinaia di chilometri".

A questo punto resta da chiedersi cosa potrebbe invece accadere se a colpire il nostro mondo fosse un corpo di dimensioni più consistenti. "Se un asteroide di 3-5 chilometri di diametro investisse il pianeta - ha concluso l’astrofisico - bisognerebbe mettere in conto un tremendo day-after. Tutto il gas, il vapore acqueo, la terra e la polvere che verrebbero scagliati nell'atmosfera, provocherebbero l'inverno nucleare.

L'atmosfera, carica di acqua, diverrebbe più densa, la luce del Sole non riuscirebbe a passare la fitta coltre di polveri e la temperatura precipiterebbe in breve tempo molti gradi al di sotto dello zero. L'intero pianeta potrebbe entrare in una fase di glaciazione e restarci parecchi anni. Senza cibo la società umana si troverebbe ad un passo dalla fine".
(Giornaletecnologico)

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