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Moto: Valentino da' spettacolo e vince la prima in spagnaMoto: Valentino da' spettacolo e vince la prima in spagna

Non ha cambiato conio la moneta del Motomondiale, sfoggiando fin dall'esordio stagionale di Jerez il sorriso di Valentino Rossi da un lato, il muso lungo di Sete Gibernau sull'altro. I due volti di un Gp di Spagna conclusosi con le note dell'inno di Mameli soffocate dal coro di fischi del pubblico per quella sportellata che ha spedito, proprio all'ultima curva, lo spagnolo nella ghiaia e il pesarese sul gradino piu' alto del podio. Per la prima volta quest'anno, la 43.ma nella classe regina, la 69.ma in carriera.

Un successo arrivato dopo due giornate di prove libere a rincorrere il rivale della Honda e quelle ufficiali illuminate dal lampo della pole a due soli minuti dal termine. Anche la gara di Rossi e' stata tutta una rincorsa. Caduto dopo tre soli giri del warm-up, il re della MotoGP e' stato costretto a prendere il via con la seconda Yamaha. Non un muletto spelacchiato ma, come ha sottolineato il diesse Davide Brivio, quella che, pur identica all'altra, piace meno a Valentino. E con quella M1 blu di scorta, Rossi ha rincorso ancora il rivale delle ultime due stagioni. Quel Sete Gibernau che, davanti al pubblico di casa e sotto gli occhi della sua fidanzatina modella, e' stato la lepre di prove e gara fino alle conclusive battute. Due volate perse nel week-end, l'incubo di quel numero due che sembra segnare, sempre piu', la carriera del catalano.

Sete ha tentato la fuga. Un confronto che ha sprizzato scintille nel corso delle ultime due tornate, trasformando la corsa in corrida. Due giri mozzafiato, fatti di sorpassi e affondi al limite del botto. Stellare non poteva che essere l'epilogo. Gibernau ha infilato per primo l'ultima curva, Rossi ha cercato d'infilarsi su quel palmo di nastro nero che lo spagnolo non e' riuscito a negargli. Un entrata al limite della virilita' motociclistica, una sportellata inevitabile quando entrambi i protagonisti vogliono uscire per primi dalla curva secca. Solo uno solo ci riesce: cosi' mentre Valentino poteva lasciar sfogare l'adrenalina andando in impennata verso la bandiera a scacchi, Sete affondava nella ghiaia. Con una spalla dolorante per la brutale sportellata di Vale ma con l'orgoglio di riuscire a tagliare il traguardo. Ancora una volta secondo.

Perche' il terzo classificato, un Marco Melandri rinato in sella alla Honda, era cosi' lontano da non poter trarre profitto dall'uscita momentanea del nuovo compagno di squadra. Quarta l'altra Honda del brasiliano Alexandre Barros, quinta la Kawasaki del giapponese Shinya Nakano.

Per la Yamaha si e' trattato della seconda vittoria a Jerez della storia: la casa di Iwata in 19 edizioni della corsa andalusa era riuscita a vincere nella classe regina solamente una volta, nel 1988 con lo statunitense Eddie Lawson, mentre la Honda ha trionfato 15 volte, altre due la Suzuki. Una coraggiosa rimonta ha portato Max Biaggi, scattato sedicesimo dalla griglia, in settima posizione, dietro all'australiano Troy Bayliss. Tredicesimo s'e' piazzato Loris Capirossi nonostante la piccola frattura dell'astragalo del piede sinistro rimediata in prova. La Ducati, ipotizzando che l'incidente di Loris sia stato in qualche modo favorito dal nuovo controllo elettronico della frenata, ha messo in pista le sue moto disattivando la centralina sotto esame.

Nella giornata di Rossi e' tornato a vincere nella classe 125 anche Marco Simoncelli. Il diciottenne riminese ha bissato a Jerez pole e vittoria della passata stagione. Questa volta, pero', non sotto il diluvio dell'edizione 2004. Un metro e ottanta e lo sguardo un po' svampito che gli hanno appiccicato il nomignolo di Superpippo ma questa volta Simoncelli non ha sfruttato una situazione particolare: ha vinto e basta. Ha atteso prima di prendere il comando, poi ha allungato nel finale. Sul podio e' stato affiancato da Mika Kallio, capace di infilare il lombardo Fabrizio Lai in odor di traguardo. Quarto e' arrivato Mattia Pasini, sesto Manuel Poggiali.

Nella 250 ha dominato Daniel Pedrosa. Il campione del mondo della Honda ha acceso il motore e salutato gli inseguitori. Nulla da fare neppure per le migliori delle Aprilia. L'azienda di Noale, che festeggiava a Jerez i suoi vent'anni di gare nella quarto di litro, e' riuscita solamente a piazzare sul podio il coriaceo argentino Sebastian Porto e il sammarinese Alex De Angelis. Quarto al debutto nella 250 s'e' classificato il forlivese Andrea Dovizioso, campione in carica della 125 mentre Roberto Locatelli non e' riuscito ad andar oltre la settima piazza.
(ansa)

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