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L'applauso di 8.000 studenti per le vittime della mafia
E' andato a Peppino Impastato, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino l'applauso piu' forte dei circa otto mila studenti provenienti da Roma e da diverse regioni italiane che, allo stadio Flaminio della capitale, stanno partecipando alla cerimonia di apertura della decima giornata della memoria e dell'impegno in ricordo delle vittime delle mafia.
In apertura, una studentessa ha letto dal palco i nomi delle 640 vittime uccise delle mafie a partire dal 1893 ed e' stato proprio quando sono stati fatti i nomi di Falcone, Borsellino e Impastato che gli studenti hanno fatto l' applauso piu' lungo. La decima giornata della memoria, promossa dalle associazioni Libera e Avviso pubblico in collaborazione con il Comune e la Provincia di Roma e il patrocinio della regione Lazio, proseguira' nel pomeriggio con un incontro in piazza del Campidoglio dove e' prevista anche la partecipazione del presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Gli studenti che gremiscono gli spalti provengono da 130 scuole, di cui 30 dalla capitale e il resto da varie regioni tra cui Sicilia, Calabria, Puglia, Campania, Toscana, Piemonte e Emilia-Romagna.
''Vogliamo crescere in un mondo pieno di luci e colori'', si legge su uno degli striscioni esposti dai ragazzi e poi su altri: ''Peppino Impastato le tue idee camminano sulle nostre gambe'', ''Legalita' e lavoro'' e ''Con don Puglisi per aiutare la gente per bene a camminare a testa alta''. Durante la manifestazione e' previsto l' intervento del presidente e del vicepresidente di Libera, don Luigi Ciotti e Rita Borsellino, del sindaco di Roma, Walter Veltroni e degli assessori alle Politiche della scuola di Roma e provincia, Maria Coscia e Daniela Monteforte.
MAFIA, DON CIOTTI: E' RITORNATA ALLA GRANDE ''Siamo i testimoni diretti e sinceri che la mafia e le mafie sono ritornate, con strategie e modalita', alla grande''. Lo ha sottolineato il presidente di Libera, don Luigi Ciotti, rispondendo ai giornalisti a margine della manifestazione di apertura della decima Giornata della memoria delle vittime di mafia, in corso allo stadio Flaminio di Roma.
''Il nostro osservatorio - ha aggiunto - e' quello dei gruppi che lavorano sul territorio: dalla Calabria alla Sicilia, dal Friuli al Piemonte. Bisogna tirare fuori le unghie tutti, ognuno per la sua parte. Altrimenti questi momenti hanno pochissima efficacia, bisogna lavorare in concreto''.
Don Ciotti e' tornato a sottolineare la necessita' di accelerare i tempi per la confisca dei beni sequestrati ai mafiosi, un sistema che ha permesso anche a Libera di destinare terreni confiscati a cooperative agricole che permettono di dare lavoro a tanti giovani, specie del Sud. ''La legge deve essere snellita. Tra sequestro, confisca, destinazione e riutilizzo passano 10 anni. Ci vogliono tempi piu' brevi''. ''Per correttezza - ha continuato - devo dire che quello che si e' ottenuto sinora si deve alla sana testardaggine di tanti bravi prefetti che lavorano in contesti molto difficili''. Don Ciotti ha anche annunciato che, proprio sul tema della velocizzazione dei tempi per l'assegnazione dei beni confiscati, domani sara' siglato un protocollo d'intesa tra Libera, prefettura di Roma, Comune e Provincia di Roma e Regione Lazio. ''Il prefetto di Roma - ha osservato don Ciotti - ha accolto subito la proposta in modo molto pratico, concreto e veloce''. (ansa)
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