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Nucleare (e scorie): basta con i rinviiNucleare (e scorie): basta con i rinvii

Berlusconi ha certamente avuto il coraggio di rompere un tabù, anche se non si è salvato dalle critiche degli ambientalisti e di una parte del centro sinistra (l’altra parte è ancora stranamente silenziosa). Parliamo del nucleare,ovviamente. Da anni, in occasione dei black out energetici e dei rincari petroliferi, si sentono voci di esperti per un rilancio del nucleare, prima timidamente, poi con più forza. Ma erano finora voci inascoltate, anche quelle di ambientalisti pentiti, anche di coloro che, come me, hanno votato no al nucleare nel referendum del 1987. A 18 anni da quella votazione, che ha cancellato le cinque piccole centrali atomiche del nostro paese possiamo parlarne ora con serenità, lontani dalla forte emozione (e terrore) provocata dall’incidente della centrale ucraina di Cernobyl, tra l’altro ancora in funzione?

Anche l’uomo della strada si chiede: come è possibile ridare vigore alla nostra industria per renderla più competitiva senza energia? La stessa Cina sta comprando greggio ovunque le condizioni lo consentano e non si fa alcuno scrupolo nel mettere in cantiere la costruzione di decine di centrali nucleari. L’altra ovvia, scontata domanda, è questa: siamo l’unico paese in Europa che è uscito dalla produzione atomica, chiudendo persino le centrali più sicure ancora in costruzione (come Montalto di Castro), ma siamo circondati da reattori nucleari (da quelli francesi, dove ne esistono ben 59) a quelli svizzeri. Le conseguenze di un eventuale incidente (per verità molto remoto con le attuali tecnologie) non ricadrebbero anche su di noi ? E’ certo che oggi - per la cronica carenza energetica e per le cicliche impennate dei prezzi del greggio - siamo costretti a ad acquistare energia da quelle centrali straniere, che viene venduta a prezzi bassi. Ciò conferma che l’energia nucleare è fortemente competitiva rispetto alle energie derivate dal petrolio e dal gas.

Che cosa abbiamo sentito in queste ultime ore in polemica con Berlusconi? Le stesse critiche che gli ambientalisti e settori della sinistra ponevano 18 anni fa in occasione del referendum sono stati smentiti dai fatti di quasi due decenni. C’è un solo tema serio, riproposto da Greenpeace: che cosa ne facciamo delle scorie ? Questo tema deve essere affrontato con determinazione, senza cedere a manifestazioni popolari tipo Scansano Jonico. Del resto, anche Romano Prodi ha dichiarato che la ''fabbrica del programma'' dell’Ulivo dovrà trovare delle soluzioni al problema energetico e delle scorie,con l’accordo delle Regioni e degli enti locali. Nel frattempo non sarebbe male che l’Ue e il parlamento europeo decidessero qualcosa, sul nucleare e sulle scorie, essendo problemi non più differibili per tutta l’Europa.
(legnostorto.it)

24.01.2005

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