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Sirchia: e adesso lotta all'alcool tra i giovani
Per il calo della vendita di sigarette "Lo Stato non potra' che esserne contento. E lo sara' sicuramente", anche se questo significa minori introiti nelle casse dello Stato. Parola del Ministro della Salute Girolamo Sirchia. Limitare il consumo di tabacco non significa solo risparmiare al cittadino "mali spesso inguaribili. Significa anche eliminare una marea di patologie che poi lo Stato si ritroverebbe a dover sostenere economicamente", ha spiegato a Milano rispondendo alle domande dei giornalisti a margine della presentazione del primo esempio di Irccs-Fondazione in Italia. A chi gli chiede di trarre un primo bilancio dopo la messa al bando delle 'bionde' nei luoghi pubblici, il ministro ha risposto: "i bilanci li faremo piu' avanti. Per adesso possiamo solo dire che c'e' una buona accettazione da parte di tutti. "Anche le forze dell'ordine ci dicono che quasi non hanno bisogno di intervenire. Gli italiani sono maturi - ha commentato il ministro della Salute - e hanno capito bene il senso di questo provvedimento, che mira a tutelare la salute. Non e' stato pensato per fare dispetti a nessuno. Ma, essendo il fumo un contaminante ambientale pericoloso, difendersi e' un obbligo per tutti".
Dopo la guerra al fumo, al sovrappeso e all'obesita', e' in arrivo la lotta all'alcol, soprattutto tra i i giovani. "La tendenzaa l consumo di alcolici nel nostro Paese sta aumentando, anche nei giovanissimi, e dobbiamo in qualche modo contenerla. Cominceremo una campagna adesso". Sirchia, oggi a Milano a margine della presentazione del Superpolicnico la cui Fondazione e' presieduta dall'ex sindaco del capoluogo lombardo, Carlo Tognoli, ha ribadito le priorita' del Piano nazionale prevenzione. "Tutto il mondo sta investendo in prevenzione e seguiamo anche noi questa strada - ha ricordato -. Abbiamo un Piano che la Finanziaria ci obbliga ad attuare e che facciamo volentieri", per difendere gli italiani da "una serie di complicanze dovute a stili di vita inappropriati, che generano dolore e malattie". E "una priorita' - ha concluso - e' certo la lotta all'alcol tra i giovani, ai quali bere fa molto male". (AGI)
24.01.2005
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