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Da gennaio 2006 avremo il nuovo "biopassaporto"
Da gennaio 2006 lo dovremo avere tutti: si tratta del nuovo "biopassaporto" dotato di un ingegnoso microchip in grado di registrare le impronte digitali di chi lo possiede. Il primo ad averne avuto un prototipo è stato il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi che è stato immortalato proprio mentre si faceva prendere le impronte dell'indice delle due mani dall'ingegnere del centro elaborazione dati della polizia scientifica. Il prototipo gli è stato regalato nel maggio scorso durante la festa della polizia: "quello ufficiale - commenta il direttore del centro elaborazione dati della scientifica, Stefano Petecchia - verrà consegnato anche al primo ministro alla vigilia del 1° gennaio 2006, quando diventerà obbligatorio come documento di espatrio. Il documento - sottolinea il dott. Petecchia - costituisce un arma vincente nella lotta contro il terrorismo e l'immigrazione clandestina poichè non consente contraffazioni. Per entrare negli USA, servirà già dall'ottobre del 2005. Quindi, in attesa della sua entrata in vigore nel nostro paese, bisognerà ottenere il visto americano, farsi fotografare, rilasciare le impronte digitali e pagare cento dollari per le spese burocratiche".
Il nuovo biopassaporto non lo avranno solo gli italiani ma i cittadini di altri quattro paesi europei del G5 (Francia, Germania, Spagna, Gran Bretagna). Conterrà le generalità, la foto non più incollata ma stampata su carta e le impronte digitali.
Come fare per averlo? "Chi avrà il passaporto ancora valido oltre il 2006 - chiarisce Silvio Berlusconi - potrà continuare ad utilizzare quello fino alla sua scadenza. Le corse in questura saranno inutili. Tra un anno, sul finire del 2005, i nuovi passaporti saranno emessi gradualmente in sostituzione dei vecchi". I cittadini dovranno recarsi al commissariato della propia città di residenza muniti di due foto tessera che verranno digitalizzate per l'inserimento nel microchip. Saranno invitati a rilasciare le impronte digitali dell'indice di entrambe le mani ed attendere la consegna del documento.
Francesca Sabbatini
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