indice terniweb

turismo
locali
canali
città utile
meteo
oroscopo
forum
chat
mercatino

Somalia,la prima sconfitta della paceSomalia,la prima sconfitta della pace

Dopo poco più di una settimana dalla nascita del nuovo Parlamento, in Somalia tornano a parlare le armi. Quello che si temeva è puntualmente avvenuto: mercoledì scorso le forze fedeli al generale Morgan si sono scontrate con quelle della JVA (Juba Valley Alliance) per il controllo di Kismayo, la terza città della Somalia e attualmente in porto più importante del paese. Gli scontri, che avrebbero provocato almeno 15 morti e un centinaio di feriti, hanno avuto conseguenze anche sulle trattative di pace: il nuovo Presidente, che sarebbe dovuto entrare in carica il 22 settembre, verrà invece eletto dal Parlamento il 10 ottobre.
Un pesante smacco, quello del ritardo dei lavori parlamentari, soprattutto dal punto di vista simbolico. I recenti scontri hanno mostrato nuovamente (come se ce ne fosse bisogno) la fragilità della Somalia e la difficoltà nel portare avanti il processo di pace in uno stato in mano ai signori della guerra. Non è un caso che a scontrarsi a Kismayo siano due milizie private, che si contendono il controllo della città ormai dal 2001.
Non è ancora chiaro chi abbia dato il via alle ostilità: dopo aver ammassato un consistente numero di truppe attorno alla città due settimane fa, il generale Morgan aveva accettato di tornare a Nairobi per riprendere i colloqui di pace e di ritirare i propri uomini. Mercoledì scorso, lo scoppio delle ostilità, protrattesi per tre giorni. Secondo un portavoce del generale ad attaccare sarebbero state le milizie della JVA, che ha respinto le accuse. Come succede spesso in questi casi, le due parti si incolpano a vicenda dell'accaduto senza alcuna possibilità che fonti indipendenti possano far luce sull'accaduto.
L'unica cosa certa è il pesante bilancio stilato alla fine delle ostilità, che si sarebbero concluse venerdì sera: almeno 12 vittime e un centinaio di feriti, oltre 500 gli sfollati che avrebbero attraversato la vicina frontiera col Kenya per trovare rifugio nei campi dell'ACNUR (Alto Commissariato ONU per i Rifugiati). Sempre secondo l'ACNUR, i profughi proverrebbero in prevalenza da Dhobley e Liboi, due centri abitati vicini alla frontiera pesantemente danneggiati dagli scontri. Alcune famiglie avrebbero già fatto ritorno in Somalia nel weekend, mentre il Kenya ha deciso di rafforzare i controlli al confine.
Secondo fonti locali, gli uomini di Morgan si sarebbero ritirati sabato, lasciando quindi Kismayo in mano ai miliziani della JVA. Per la seconda volta il generale esce sconfitto e non riesce a mettere le mani sulla città, i cui fiorenti traffici marittimi garantiscono cospicue entrate (attraverso "pedaggi" e diritti vari) a chi la controlla. Quello che è accaduto a Kismayo potrebbe essere solo l'antipasto di quello che le nuove istituzioni di transizione dovranno affrontare in tutto il paese.

Matteo Fagotto

  • ambiente
  • sport
  • ternana
  • cultura
  • spettacolo
  • economia
  • cronaca
  • attualità
  • lavoro
  • enti locali
  • territorio
  • istruzione
  • salute
  • Archivio delle Notizie

    Lavora con noi | Per contattarci | Pubblicità | Disclaimer
    Terniweb è un progetto Interbiz srl - Tutti i marchi registrati

    Mercatino - Terniweb Forum - Terniweb Home Page - Terniweb