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Il ventre molle dell’Unione
S’intitola "Il ventre molle dell’Unione europea" l’editoriale in cui il Financial Times esprime un duro giudizio sullo stato dell’economia italiana. "Mentre Francia e Germania hanno cominciato a spingere l’acceleratore sulle riforme, l’economia dell’Italia continua a essere stagnante. Un’eccessiva regolamentazione del mercato del lavoro, una politica sulla concorrenza inefficace e un crescente onere pensionistico fanno della penisola un paese in cui è difficile fare buoni affari". Una situazione prevedibile, che è diventata palese nel 1999 "con l’avvento dell’unione monetaria, quando il paese ha perso il potere di decidere i tassi d’interesse e di svalutare la moneta. Il risultato è una crescita lenta e un’inflazione cronica. Si tratta", spiega il quotidiano finanziario, "dei classici segnali che dimostrano che il paese ha bisogno urgente di riforme microeconomiche". Dopo tre anni di promesse e procrastinazioni, per il governo è il momento della verità. "Se il centrodestra non riuscirà a trovare un compromesso in grado di conciliare la richiesta di devolution della Lega nord, la necessità di una riforma delle pensioni, l’approvazione della finanziaria e l’esigenza di rispettare il patto di stabilità, allora bisogna andare alle elezioni. Considerato il frammentato panorama politico italiano, non è detto che un nuovo governo riuscirà a far ripartire l’Italia, come dimostrano i fallimenti dell’attuale esecutivo. Ma", conclude il Financial Times, "se Berlusconi non riesce a realizzare almeno in parte le sue promesse economiche, non c’è motivo perché continui a governare".
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