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KASHMIR:SCONTRI,TORTURE E MUTILAZIONI
Un fine settimana tinto di rosso sangue in Kashmir. E mentre le cronache di scontri tra esercito indiano ed indipendentisti kashmiri fanno registrare otto vittime nella sola giornata di oggi, sono le storie di due ragazze - una torturata in prigione e l'altra mutilata di orecchie, lingua e naso - a sconvolgere l'opinione pubblica ed a mostrare la realtà della guerra in tutto il suo orrore. Ieri un convoglio militare è stato attaccato da sospetti separatisti islamici presso la zona di Hyderpora mentre era diretto nella capitale estiva, Srinagar. Lo scontro - secondo quanto reso noto da fonti militari alla Ap - ha causato otto feriti, fra cui tre soldati e cinque scolari rimasti vittima del fuoco incrociato. Inoltre tre sospetti militanti islamici sono stati uccisi mentre tentavano di oltrepassare un muro che porta in territorio indiano, mentre una granata è esplosa appena fuori da una moschea a Handwara, al confine con il Pakistan, causando la morte di un civile e di un poliziotto ed il ferimento di 19 persone. Altri due ribelli sono stati uccisi nella zona di Dogarpora durante uno scontro a fuoco con truppe governative ed un terzo nel villaggio di Kangan. Secondo stime ufficiali sono oltre 100, tra feriti e morti, le vittime degli scontri di questo mese. Ma nel corso di questo weekend sono state le storie di due giovani ragazze a destare clamore. Hussaina Ara, giovane studentessa di 17 anni, il due luglio è stata prelevata dalla sua scuola di Handwara e trattenuta dalla polizia indiana con il sospetto di essere una militante islamica. Dopo un interrogatorio durato circa tre ore la ragazza è stata ricoverata in ospedale dove fonti mediche hanno parlato di ferite provocate da colpi di frusta, ossa rotte e danni sia ai muscoli che ai tendini. Migliaia di persone hanno protestato lo scorso venerdì nella città per chiedere che i responsabili siano puniti. La manifestazione è degenerata in scontri e la polizia è intervenuta con bastoni, gas lacrimogeni e qualche colpo sparato in aria; 15 le persone ferite. Mariam Begum, 14 anni, è stata invece seviziata da un gruppo di sospetti separatisti islamici. La ragazza è stata prelevata dalla sua casa, nel distretto di Doda, con il sospetto di essere un'informatrice dell'esercito indiano. La sua detenzione è durata otto giorni, poi è stata abbandonata e ritrovata in un campo nei pressi del villaggio di Manoh, ma mutilata; le sono state tagliate orecchie, naso e lingua. A confermare la notizia alla Reuters anche le forze di sicurezza: "La sequestrata è stata rilasciata dai terroristi. Ma le sono state tagliate le orecchie, il naso e la lingua". Già in passato i ribelli si erano accaniti contro persone sospettate di collaborazionismo con l'esercito indiano uccidendole o menomandole.
Monica Losciale (warnews.it)
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