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UNA BANCA DEL SEME PER SALVARE I FELINI
L'estinzione minaccia molte specie di grandi felini. Gli zoologi britannici, preoccupati, lanciano un appello per raccogliere donazioni di liquidi seminali di leopardi e tigri da stivare poi in una grande banca del seme, necessaria per supportare efficacemente le normali pratiche di conservazione. Il rischio di perdere specie come la tigre siberiana o il leopardo dell'Amur è infatti concreto e alla Zoological Society di Londra si battono per allontanare il più possibile la triste eventualità. Come ha dichiarato a Nature la zoologa Sarah Christie "la banca del seme è solo un nuovo tassello nella lotta contro l'estinzione, che serve per affiancare le strategie di conservazione già in uso". Al momento infatti esistono allo stato brado solo 400 tigri siberiane e 30 leopardi di Amur e gli studiosi stanno lavorando freneticamente per garantire la sopravvivenza delle specie. Il ricorso alla fecondazione artificiale può permettere di superare i problemi logistici o di carattere personale che impediscono a due felini di accoppiarsi, così come si può rivelare utile per fare sì che un maschio particolarmente interessante si riproduca anche dopo essere morto. Se a ciò si aggiunge che il ripopolamento delle specie feline con metodi tradizionali ha finora dato scarsi risultati, si capisce come il ricorso alla banca del seme possa essere decisivo. Unendo i due aspetti, Christie spera di ottenere successi già nell'immediato futuro. L'ottimismo della zoologa inglese non è però condiviso da Stephen M. Meyer, professore dell'Mit che, in un'inchiesta pubblicata sulla Boston Review, sostiene che la battaglia contro l'estinzione di massa è ormai stata persa. La distruzione degli ecosistemi ha superato il punto di non ritorno e, secondo Meyer, nessun intervento potrà salvare la biodiversità, sia animale che vegetale. (leonardo merlini, apcom)
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