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Quanta carne al fuoco?
Da quasi un anno l'inceneritore di Maratta viene utilizzato per eliminare le farine animali che sono state messe fuori commercio a seguito dell'allarme per la cosiddetta "mucca pazza". L'impianto Asm di Terni, infatti, è uno dei pochi in Italia ad essere autorizzato a smaltire le farine animali così come tutti gli scarti di lavorazione provenienti da molti mattatoi dell'Italia Centrale.
A Terni vengono smaltite tutte quelli parti, ad esempio le colonne vertebrali, che non vengono messe in commercio perché potenziali portatrici di Bse. Tutto perfettamente lecito e controllato dal Corpo della Guardia Forestale che è stata investita dal Ministero dell'Agricoltura del controllo degli allevamenti e i mattatoi alla luce dell'emergenza Bse.
La nostra redazione ha provato a chiedere all'Asm i dati e i quantitativi aggiornati delle tonnellate di "materiale" animale che viene incenerito, ma non è stato possibile avere una risposta perché gli addetti erano sempre impegnati. Per fornire così dei dati ai nostri lettori dobbiamo utilizzare una comunicazione del Servizio Tutela Ambiente della Provincia che rispondeva a una richiesta di dati del Comitato per la Tutela della Conca Ternana.
La Provincia comunicava che l'11 giugno scorso ha effettuato un controllo sull'impianto dal quale è emerso che veniva smaltito "materiale specifico a rischio quale BSE/TSE e Farine Animali prodotti in ambito nazionale per quantitativi dichiarati di circa 12-13 t/giorno". A quasi un anno distanza i quantitativi sono aumentati?
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