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La Regione non spende ma spandeLa Regione non spende ma spande

Non arrivano buone notizie per i portafogli degli umbri. Non solo non c'è la diminuzione delle tasse promessa dal governo di centro destra in campagna elettorale, ma ci sono anche gli aumenti del governo regionale di centro sinistra. E' ufficiale: la Regione aumenterà l'addizionale Iperf dello 0,2%. Portandolo all'1,1%. Conta così di reperire ulteriori 28 miliardi. Otto verranno sborsati dagli abitanti della provincia di Terni.
Un bel salasso per una Regione che si è vista diminuire i trasferimenti statali ma che, comunque, non riesce a far ordine nei propri conti. Ad iniziare dalla spesa sanitaria. Che aumenta di più di quanto previsto. In Umbria si spende soprattutto per mantenere in vita diciotto ospedali. Una marea, tenuta alta dalle lamentale di tanti piccoli comunali che non vogliono rinunciare al loro presidio ospedaliero. Il risultato è che la spesa sanitaria sale oltre del 5% annuo programmato. Non solo: disperdendo i soldi su tanti presidi non si investe a dovere nei centri di alta specializzazione: Perugia e Terni.
Ma torniamo alle cifre. L'aumento dell'addizionale Irpef è contenuto nel nuovo documento di programmazione economica della Regione. Per la verità sono previsti tagli per 30 miliardi alla spesa corrente e di gestione. Tagli che, comunque, non sarà facile applicare in un ente che ha una spesa per il personale alta. Tant'è che è stato previsto anche il blocco rigido del turn over e un taglio del 10% agli emolumenti dei consiglieri regionali.
La parola d'ordine è dunque stringere la cinghia. Ma in questi giorni c'è anche un altro dato economico che fa particolarmente discutere. La capacità dalla Regione e dell'Umbria in generale di spendere i finanziamenti dell'Unione Europea. Capacità scarsissima: l'Umbria è all'ultimo posto e viene dopo persino delle regioni del Sud. Un disastro. Dal '94 al '99 l'Umbria avrebbe potuto spendere 2 mila e 306 miliardi. Ne ha utilizzati solo mille e 494. La percentuale è del 64%. Perché? Le analisi sono tante e dentro c'è un po' di tutto. Dalla cattiva programmazione, alla troppo burocrazia, alla scarsa reattività delle imprese private. Ma tra le prime analisi (il dato è stato diffuso oggi dal Sole 24 ore) c'è anche un altro aspetto: in Umbbria i finanziamenti dell'Ue vanno soprattutto agli interventi per le imprese. Poco, pochissimo si spende per le infrastrutture. Eppure, dicono gli esperti, sono queste che rendono il territorio appetibile e conveniente per le imprese stesse...

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