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Cortocircuito per l'Elettrodotto, il giudice alza le mani
Tanto rumore per nulla. Tante perizie e contro perizie, tanti avvocati, tante udienze, tante polemiche, per poi non approdare a niente. Questa mattina il Tribunale civile di Terni ha reso nota la sentenza sulla causa che vedeva contrapposti il comitato per la tutela della Valnerina e l'Enel. E il giudice, in pratica, ha alzato le mani: il magistrato ha infatti rilevato che si è in presenza di un difetto di giurisdizione per cui la vicenda deve essere esaminata dal Tar. Insomma la questione dell'elettrodotto che dovrebbe attraversare la cosidetta Valnerina ternana è roba amministrativa, è una vicenda che riguarda permessi e contro permessi, autorizzazioni varie, interessi più o meno leggittimi, e non materia da Tribunale. Una sentenza inaspettata, sia da parte dell'Enel che, ancor di più, dai cittadini che da anni ormai si battono contro questo mega impianto che dovrebbe passare sopra le loro teste. La causa civile, infatti, è andata avanti per mesi. E ha visto momenti di alta tensione, non solo elettrica. Come quando sono stati resi noti i contenuti della perizia effettuata per conto del tribunale. L'esperto nominato dal magistrato ha infatti messo nero su bianco che l'elettrodotto non arreca danni alla salute e che l'interramento è comunque ininfluente. Sull'altra sponda il comitato ha schierato i suoi periti che hanno parlato del rischio tumori e di malformazioni. Una battaglia del tutto inutile. Ora si torna al Tar. Insomma si rinizia tutto da capo. E la vicenda si ingarbuglia ancora di più. La sensazione, ormai, è che nessuno dei tanti protagonisti della vicenda (Stato, regione, provincia, Enel, tribunale) sappia a che fili attaccarsi. E' proprio il caso di dire che chi tocca i fili dell'alta tensione muore.
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