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Australia: chiude l’ospedale per rane: mancavano i fondi

Australia: chiude l’ospedale per rane: mancavano i fondiAustralia: chiude l’ospedale per rane: mancavano i fondi

Ha chiuso per mancanza di fondi quello che ad oggi era l’unico ospedale al mondo dedicato interamente agli anfibi. Rane e rospi australiani, malati o feriti, non avranno dunque più posto dove recarsi, saltellando, per farsi curare da medici specializzati. Dopo sette anni di attività e centinaia di pazienti curati, il centro, situato in un piccolo appartamento nella città tropicale di Cairns, nel nord-est del continente, ha fatto sapere tramite la curatrice Deborah Pergolotti di non essere più in grado di garantire il servizio. Causa, accusa la donna, l'apatia del pubblico verso la situazione di rischio in cui versa la popolazione di rane dell'Australia.

Ospitare un paziente ranocchio ha un costo che spesso chi recupera l’animale non vuole sostenere. Oltre alle bollette servono medicinali per curare le patologie, ma anche insetti vivi da usare come cibo. In media, spiega Pergolotti, le spese per ogni singolo animale ferito o malato ospitato presso il centro si aggirano attorno ai 100 dollari australiani, circa 60 euro! Fino ad oggi, ha detto la curatrice il centro è stato tenuto in vita grazie alle donazioni del pubblico e alla disponibilità di un discreto numero di volontari che prestavano la propria professionalità senza chieder nulla in cambio. Ora però, di quei fondi non è rimasto più nulla. La gente pensa di poter portare una rana o un rospo recuperato nel giardino di casa, farlo eventualmente curare e poi riprenderselo gratuitamente.

L’anfibio, insomma, non viene considerato al pari di altri esseri viventi. Canguri, koala, cani e gatti sono gli animali più amati e per loro in tanti sono disposti a fare sacrifici economici. La funzione dell’istituto, seppure strutturalmente piccolo, era molto importante. I ricercatori, oltre curare le povere rane, monitoravano e catalogavano le varie malattie riscontrate, molte delle quali ancora oggi sconosciute. Studiare le rane e i rospi avrebbe potuto aiutare la scienza a capire meglio i pericoli per l’uomo derivati dal buco dell’ozono.

Questi animali, che a molti possono far senso per via del loro aspetto e per la pelle apparentemente viscida, sono in realtà un importante barometro ambientale. Alcuni considerano gli anfibi al pari dei canarini usati molti anni fa dai minatori nelle miniere: portati nel sottosuolo erano i primi a morire in caso l’ambiente si fosse saturato di gas letali. La stessa cosa fanno per noi le rane che già da tempo, in diverse parti del mondo, sembrano presentare delle gravi deformazioni agli arti e tumori ancora sconosciuti.
(Giornaletecnologico)


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