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Boom per la "space art": l'universo conquista la tela
TUTTI sogniamo di viaggiare nello spazio e visitare altri mondi. Ma per trasferire questi sogni dal regno dell’immaginazione alla carta, trasformandoli in illustrazioni ispirate ed ultra-dettagliate, ci vuole un talento straordinario. Ecco perché le agenzie spaziali di tutto il mondo si rivolgono ad artisti come Pat Rawlings quando devono illustrare figurativamente i concetti alla base delle missioni da intraprendere su altri pianeti. Rawlings ha 49 anni e fa appunto parte dell’elite di designer, ingegneri e scienziati del cosiddetto genere ''space art''.
Le loro opere, esteticamente surreali ma tecnicamente ultra-accurate, raffigurano sonde ed astronauti impegnati nell’esplorazione di paesaggi sconosciuti. Negli ultimi 25 anni, ha prodotto circa 500 immagini, sposando passione per la tecnologia e talento figurativo in una professione speciale che non è solo un lavoro da sogno ma anche un compito che si accompagna a grandi responsabilità. La Nasa le utilizza da sempre come strumento di educazione del pubblico e come stimolo per la classe politica, fin dagli albori del programma spaziale statunitense negli anni Sessanta.
Gli artisti possono passare giorni, addirittura settimane, a cercare il proprio soggetto prima di mettere mano all’opera, che sempre più spesso viene realizzata su un supporto digitale. ''Dobbiamo conoscere svariate discipline: geologia, chimica, fisica ed astronomia'', spiega Michael Carroll, artista originario del Colorado. ''Andiamo in zone della Terra geologicamente analoghe a siti di altri pianeti... Studiamo l’hardware di vere sonde... Parliamo con gente che si occupa delle condizioni termiche delle astronavi''. Se un artista perde un dettaglio - o peggio, inserisce un particolare sbagliato - la cosa gli viene subito fatta notare dalla commissione di ingegneri e scienziati incaricata di esaminare l’opera prima che venga completata.
In alcuni casi, questi artisti hanno addirittura la possibilità di atteggiarsi a ingegneri o scienziati. Tanto per fare un esempio, la Nasa di recente ha commissionato a Rawlings l’illustrazione di uno scenario futuristico in cui degli astronauti usassero un particolare equipaggiamento per estrarre minerali e gas dal sottosuolo marziano. Rawlings sapeva che la forza di gravità su Marte è inferiore a quella terrestre, pertanto trattori ed escavatori come quelli utilizzati nelle miniere del nostro pianeta sul pianeta rosso avrebbero perso aderenza al terreno.
Così si è messo a lavorare alla progettazione di un veicolo che potesse mantenere la propria stabilità anche nel nuovo contesto. ''La mia idea era un veicolo con le ruote, dotato di un escavatore standard e di una lama sul davanti come tutti gli altri. Solo che su tutto il perimetro avevo posizionato sei bracci robotici ungulati a badile'', spiega. Questi dispositivi erano progettati per fuoriuscire dal veicolo come zampe d’insetto perforando il terreno circostante e aiutando così il mezzo a restare ancorato al suolo. Carroll ricorda di essersi trovato in una situazione analoga mentre lavorava a un’illustrazione di Tritone, il principale satellite di Nettuno.
I membri dell’International Association of Astronomical Artists si sono particolarmente divertiti dopo il 14 gennaio 2005, data della discesa di Huygens, la sonda dell’Agenzia Spaziale Europea, nell’atmosfera di Titano, la misteriosa luna di Saturno. Attraverso la mailing list dell’associazione, gli artisti hanno confrontato le proprie illustrazioni con le foto trasmesse da Huygens. ''Era tutto un ripetere ''Hai visto quelle immagini?'', ''I colori sembrano più o meno gli stessi'', o ''Accidenti, quello l’ho sbagliato!', racconta Rawlings. A parte gli scherzi, dedicarsi alla space art e diventare famosi grazie a essa non è impresa facile. In media, un progetto per una rivista specializzata o per un’agenzia spaziale viene pagato solo qualche centinaio di dollari, ma per completarlo ci possono volere da un paio di giorni a più di una settimana.
Delle centinaia di membri dell’Iaaa, solo alcuni sono artisti di space art a tempo pieno, precisa Carroll. Ovviamente poi ci sono delle eccezioni. Rawlings disegna anche scenografie per film di fantascienza e lavora a tempo pieno come art director per l’azienda di ricerca ingegneristica Saic. Carroll ha scritto parecchi libri sulla scienza e l’universo e in passato ha fatto parte dello staff di artisti del Reuben H. Fleet Science Center di San Diego. Tengono però a puntualizzare che non è una questione di soldi. Si tratta piuttosto di avere l’opportunità di usare contemporaneamente emisfero destro e sinistro del cervello per creare opere ispirate ed esteticamente gradevoli. (Giornaletecnologico) Torna al canale Moda
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