indice terniweb

turismo
locali
canali
città utile
meteo
oroscopo
forum
chat
mercatino
Intervista a Federica Pellegrini

Intervista a Federica PellegriniIntervista a Federica Pellegrini

Sono passati quasi due mesi da quel martedì 17 agosto 2004, giorno in cui Federica Pellegrini, classe 1988, da Mirano (Venezia), divenne la più giovane atleta italiana a conquistare una medaglia olimpica in una gara individuale. Accadde nella piscina di Atene, disciplina il nuoto, specialità i 200 stile libero. Solo la rumena Potec nuotò (un decimo...) più veloce di lei, ma non ci fu troppa amarezza: un argento olimpico, a 16 anni, vale quanto un oro.

Da allora la conoscono un po’ tutti, ma Baby-boom (questo il suo soprannome) non era affatto una sconosciuta, anzi, piuttosto una predestinata. Prima di Atene aveva già conquistato nove titoli italiani, un argento europeo juniores nei 100sl e nella 4x100 mista, e deteneva i primati nazionali sui 50sl (ora non più suo), 100sl e 200sl.
Dal 21 settembre si è trasferita alla società DDS di Settimo Milanese (Milano), dove Datasport è andata a trovarla per fare una lunga chiacchierata con lei, tra passato, presente, futuro e qualche curiosità.

Partiamo da Atene: ti capita di pensare ancora alla finale dei 200sl? Nel caso prevale la gioia o un pizzico di amarezza?
"No in ogni caso prevale di più la gioia, sicuramente mi dico "caspita", per un decimo non ho vinto l’oro, ma sono contentissima così. L’obiettivo principale inizialmente era solo un ingresso in finale e invece è arrivata anche la medaglia, quindi, meglio di così...".

Però c’è stato qualche momento in cui alla gioia per la medaglia d’argento è subentrata un po’ d’amarezza per l’oro sfumato di un niente?
"Sì, qualche volta è capitato, però poi penso che ho 16 anni, la carriera che ho davanti è ancora lunga, quindi...c’è tempo per far bene".

Ti cambia la vita una medaglia olimpica? Se sì in cosa?
"Beh la medaglia olimpica cambia molte cose. Sicuramente mi ha dato molta più sicurezza, in tutto. Io sono un persona molto introversa. Tendo a stare fuori dal gruppo, se non conosco una persona non provo neanche a domandargli come va, come non va. E invece ho acquistato sicurezza perché comunque gli altri mi riconoscono e in questo senso quindi mi ha facilitato la vita. Nell’altro senso sì, si sono fatti vivi media, fotografi, giornalisti, ma neanche tantissimo. Però comunque in generale la vita è diversa, senti molto il cambiamento. Proposte pubblicitarie non me ne sono ancora arrivate. Per le sfilate di moda invece sono stata contattata. Comunque sicuramente io continuerò a nuotare e quello che verrà fatto tra sfilate e servizi pubblicitari, se verranno, sarà solo per l’immagine di atleta, perché ritengo l’immagine molto importante, e non per altre cose".

Federica, come hai assorbito questo passaggio da Mestre (Venezia) a Milano: è stato traumatico o no?
"Beh, sicuramente è stato un cambiamento radicale, perché comunque ho lasciato la mia famiglia a Mestre e io sono qui che vivo da sola con altre ragazze. E’ stato assorbito abbastanza bene, pensavo peggio, però comunque ci dobbiamo ancora abituare bene a tutti i ritmi. Perché a Mestre noi facevano scuola al mattino e allenamento al pomeriggio, e alla sera eventualmente palestra. Invece qui facciamo nuoto prima di andare a scuola, palestra e dopo nuoto al pomeriggio".

Com’è stato per te lasciare gli amici, i compagni di classe, la famiglia?
"Qui è completamente un’altra realtà, perché comunque io vivevo in un paesino abbastanza piccolo, Spinea. Con i miei compagni di classe mi sono trovata subito bene, sono molto simpatici, ci divertiamo anche abbastanza. Loro mi conoscevano, mi hanno accolto molto bene in classe. E comunque per quello che ho capito fino ad ora per loro è quasi un vanto avermi in classe".

datasport.it


Torna al canale Sport

Lavora con noi | Per contattarci | Pubblicità | Disclaimer
Terniweb è un progetto Interbiz srl - Tutti i marchi registrati

Mercatino - Terniweb Forum - Terniweb Home Page - Terniweb