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Crisi Jaguar
Terremoto in vista, per Jaguar: come prevedibile, Ford (proprietaria del marchio) ha deciso d'intervenire pesantemente nella spinosa questione della Casa britannica, da tempo fonte più di perdite che di guadagni. Entro il 2005, come si temeva, lo storico stabilimento di Browns Lane (è attivo da circa settant'anni e si trova vicino a Coventry) cesserà le operazioni di assemblaggio della berlina "XJ" e della sportiva "XK", le cui linee saranno trasferite nell'impianto di Castle Bromwich. Browns Lane non sarà chiuso del tutto (vi resteranno lavorazioni specialistiche), ma il provvedimento porterà al taglio di circa 1150 dipendenti. Non solo: per ridurre ulteriormente i costi, quest'anno saranno prodotte 15.000 vetture meno del previsto e saranno cedute tutte le attività legate alla Formula 1, che Ford ha intenzione di abbandonare definitivamente. L'insieme delle operazioni dovrebbe portare a entrate nell'ordine dei 450 milioni di dollari complessivi ante-imposte. Fortunatamente, non di soli provvedimenti negativi si tratta: sono state anche annunciate le prossime mosse di Jaguar, quelle che dovrebbero riportare il marchio agli antichi splendori. Così, si parla di una nuova generazione della "XK", interamente d'alluminio e in vendita entro l'inizio del 2006; di un motore turbodiesel da introdurre nella gamma della "XJ", per permetterle di lottare meglio nell'agguerrito mercato europeo; di una più performante versione della "X-Type Diesel" e della probabile importazione anche negli Stati Uniti della bella "X-Type Wagon".
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