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Nuova Skoda Octavia
Ecco la nuova Skoda Octavia, in arrivo a settembre: un'auto da famiglia, con abitabilità per cinque persone, un bagagliaio di 560 litri, molto vicino a quello di una station wagon, e soprattutto un prezzo di partenza di 16 mila euro, poco più d'una "Golf". La vostra domanda a questo punto sarà: vale la pena di spenderli? Cerchiamo di rispondere.
Per cominciare, lo stile: la nuova Octavia non è un mostro di originalità, non è un oggetto da esibire, uno di quei simboli di stato per i quali valga la pena d'indebitarsi. La linea è molto teutonica, razionale, priva di guizzi di fantasia. Tuttavia, è piacevole e dà alla macchina maggiore importanza rispetto alla progenitrice. Si capisce subito che la seconda generazione del modello che ha sdoganato la Skoda in Occidente si rivolge a clienti che amano la sostanza e un certo understatement, cioè lo stile sobrio e poco appariscente. Se siete tra questi, forse la risposta alla domanda di cui sopra potrebbe già essere sì.
Per decidere, però, c'è bisogno di altri elementi. La dotazione: soddisfacente in rapporto al prezzo. Ancora più soddisfacenti le misure: lunga 4,57 metri, ha un passo di 2,57 metri, che garantisce una discreta abitabilità. Ciò che colpisce è soprattutto il vano bagagli, molto accessibile per via del portellone che si apre trascinando con sé il lunotto e, soprattutto capiente: 560 litri, che diventano 1350 se si ribaltano i sedili posteriori. Adesso vi sarà venuta la curiosità di sapere come va.
Tanto per cominciare, sappiate che, sotto la carrozzeria, c'è molto in comune con la Golf, e quindi anche nuove sospensioni posteriori a bracci multipli, che assicurano un'ottima guidabilità. La si apprezza soprattutto sui percorsi misti, ricchi di curve veloci, dove la Octavia dispiega un'agilità insospettata per un'auto da famiglia. Lo sterzo, pur senza essere troppo diretto, è abbastanza preciso e consente buoni inserimenti in curva, mentre le sospensioni raggiungono un buon compromesso fra confort e rigidità. Il cambio manuale a sei marce è ben manovrabile.
Piuttosto, attenti ai motori, tutti a quattro cilindri e tutti rispettosi delle normative Euro 4, ma non tutti ugualmente consigliabili: niente da dire per quanto riguarda il turbodiesel di due litri da 140 CV, capace di prestazioni di tutto riguardo e che colpisce soprattutto per la straordinaria elasticità di marcia. Abbastanza soddisfacente, per questa macchina, anche il turbodiesel 1900 da 105 CV, che ispira una guida più tranquilla e richiede qualche cambio di marcia in più per riprendere agevolmente dalla basse velocità. I due propulsori a benzina di 1.6 litri, sia la versione da 102 CV sia quella da 115, avrebbero invece tratto vantaggio da qualche cavallo in più in rapporto al peso della vettura: una riserva di potenza che avrebbe garantito maggiore sicurezza nei sorpassi.
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