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Il grande rock suona per le vittime di New York
New York e Washington, unite nella devastazione, nella morte, nel dolore lo scorso 11 settembre, si ritrovano ora accomunate dalla musica per volere di due artisti, Paul McCartney e Michael Jackson, che il destino vuole divisi da vecchie ruggini.
Grazie a loro, Washington, capitale istituzionale e politica, e New York, capitale dell'economia, della finanza e della cultura degli Usa, hanno vissuto un weekend davvero speciale, con due concerti straordinari i cui incassi saranno devoluti al fondo a favore delle vittime degli attentati. Protagonisti i più grandi nomi della musica mondiale, uniti sul palco per lanciare al mondo un segnale di rinascita e lenire i cuori straziati dalla furia cieca del terrorismo.
Il 20 ottobre il Madison Square Garden ha riaperto i battenti per ospitare "The Concert for New York City", una locandina destinata a restare appesa alle pareti negli anni a venire. Paul McCartney ha utilizzato tutto il carisma proprio di ex Beatles per radunare i nomi di quanti hanno fatto la storia del rock di oggi e di ieri.
Nel leggendario impianto della Grande Mela, teatro di gesta sportive e di performance artistiche memorabili, si sono esibiti Mick Jagger, The Who, Bono e The Edge degli U2, Elton John, David Bowie, James Taylor, Billy Joel, Janet Jackson. E naturalmente lo stesso McCartney, che ha voluto un evento di tale portata pensando ai pompieri che hanno perso la vita nelle operazioni di soccorso alle Twin Towers. Dal concerto sarà tratto un album live i cui proventi andranno in beneficenza.
Domenica 21 ottobre, un altro evento si è svolto, seppur privo della stessa aura di leggenda, lo show "United We Stand-What More Can I Give" ideato da Michael Jackson. Ottobre doveva essere per "Jacko" il mese del ritorno discografico, con l'attesa pubblicazione del suo nuovo album, Invincible. Si è trasformato invece nell'ennesimo "tour de force" a scopo benefico della sua carriera. Michael ha dapprima prodotto un singolo, What More Can I Give, destinato alla raccolta di fondi per le famiglie delle vittime degli attentati. Molte delle star che hanno preso parte alla sua registrazione sono salite sul palco montato nel RFK Stadium di Washington. Tra loro, Carlos Santana, Mariah Carey, Destiny's Child, Usher, Rod Stewart, Aerosmith, Backstreet Boys, Ricky Martin, Train, Sean "P. Diddy" Combs (l'ex Puff Daddy), Goo Goo Dolls, James Brown, Al Green, Huey Lewis & The News, Carole King, Faith Evans, Bette Midler, Pink e gli America. Una squadra più eterogenea di quella newyorkese, dove alle giovani leve dell'R&B rispondono glorie della black music e qualche rocker di razza.
Nessuno ha il coraggio di dirlo, ma l'allestimento dei due concerti è corso in questi giorni lungo il filo della rivalità tra Jackson e McCartney di cui si diceva all'inizio. E' un astio che risale ai primi anni Ottanta, quando Michael ha acquisito la proprietà editoriale delle canzoni dei Beatles. McCartney ha cercato di venire a patti con lui, di ottenere almeno una parte delle royalties. E' arrivato persino a duettare con lui in un paio di brani, The Girl Is Mine di Jackson e Say Say Say dei Wings. Tutto inutile, Jackson si è tenuto ben stretto il suo tesoro. Da allora, i due non si parlano e il caso (?) ha voluto che fossero proprio loro i promotori dei concerti per New York e Washington. Il clima buonista non li ha spinti a tendersi la mano neanche stavolta. L'unica nota stonata di un weekend musicale destinato a restare impresso nella storia del rock e in quella degli Stati Uniti. Torna al canale Musica
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